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mercoledì 24 ottobre 2012

Una lezione free sugli attrezzi: pinze

Mi viene chiesto spesso se tengo corsi sulla lavorazione del metallo e le tecniche che utilizzo. La risposta è: Sì! Da ormai più di un anno organizzo workshop e corsi, per i tantissimi che vogliono imparare a lavorare il metallo, sia in filo che in lamina (voi lo sapete che io non la chiamo tecnica wire :) )
Scrivetemi se siete interessati e magari ditemi quali argomenti potrebbe essere più utile trattare, così da stilare una scaletta anche in base alle vostre richieste. La mia mail per iscriversi alla newsletter dedicata: beadsandtricks.ws@gmail.com

E veniamo agli attrezzi, così magari per chi è alle prime e vuole prepararsi per seguire un corso può nel frattempo procurarsi le cose indispensabili.
Innanzi tutto è importante dire che per cominciare a lavorare il metallo non è necessario spendere molto, si possono benissimo utilizzare pinze e attrezzature di facile reperibilità (nei Brico o simili) con qualche accortezza. Perchè esistono le pinze professionali e hanno molteplici vantaggi, quali la leggerezza, la maggiore ergonomia, il metallo di migliore qualità (quindi una maggiore durata), i becchi più sottili. Ma io per anni ho usato le pinze per elettronica che si trovano facilmente nei negozi di bricolage, prima di passare a pinze più specificamente pensate per la gioielleria.

Le pinze per la creazione di bijoux in metallo (sì, anche per la famigerata tecnica wire!):


Pinza a becchi tondi: indispensabile per manipolare il filo metallico e creare anellini di congiunzione, asole aperte o chiuse, elementi di catene.

Pinza a becchi semitondi: l'interno del becco è liscio mentre l'esterno è semitondo. E' indispensabile che l'interno dei becchi sia liscio e non zigrinato, per non segnare il metallo mentre lo lavoriamo. La forma dei becchi, assottigliata via via verso la punta, la rende perfetta per lavorare in piccoli spazi.




Tronchese diagonale: perfetto per tagliare il filo a misura, se il taglio è preciso anche in punta vi consente di lavorare anche molto vicino ad una perla o in uno spazio ristretto. Controllate che chiuda bene. Ne esistono di vari tipi a seconda della precisione del taglio e della sbavatura lasciata. Il cosiddetto flush cutter è quello che quasi non lascia sbavature e consente di non dover fare troppo lavoro di rifinitura sui tagli.

Tronchese piatto: più adatto del tronchese diagonale a tagliare i fili che fuoriescono dalla lavorazione anche in piccoli spazi.






Pinze per wire wrapping: non sono indispensabili per cominciare ma comunque molto utili se decidate di usare molto il filo metallico per fare da voi i componenti come monachelle chiusure e anellini di congiunzione perchè vi consente di fare sempre anelli della stessa misura, e quindi di fare lavori più precisi e veloci. Ne esistono di varie misure e anche con ambedue i becchi divisi in tre sezioni di diverso diametro.



Pinze a punte piatte larghe: utilissime se fate molte spirali e in generale utili per tenere i pezzi fermi durante la lavorazione. Indispensabile che abbiano l'interno dei becchi liscio.



Pinze a becchi curvi: molto spesso nei brico non trovate le pinze a becchi semitondi dritti ma queste, che vanno comunque benissimo per gli stessi usi e hanno l'interno dei becchi liscio e non zigrinato.





A queste aggiungo, se pensate di lavorare molto coi fili soprattutto, anche le pinze coi becchi di plastica.
La prossima settimana qualche consiglio per trattare bene i vostri attrezzi e utilizzarli al meglio.


mercoledì 29 febbraio 2012

Perchè non la chiamo "tecnica wire"

Questo post avrebbe potuto intitolarsi: perchè non esiste la "tecnica wire". Ma giusto per chiarezza vi vorrei spiegare perchè io non la chiamo così, nonostante in Italia lo facciano quasi tutti, riviste, blog e così via.
Wire è una parola inglese, che significa filo. Filo che può essere di qualunque materiale, ma nel nostro caso è filo metallico. Quindi, indipendentemente dalla forma in cui lo troviamo, quello che sarebbe fondamentale sapere è di quale materiale stiamo parlando, perchè il metallo non è tutto uguale, e ogni metallo ha le sue peculiari caratteristiche.

 Col filo metallico... foto di Jenny Doh, Crescendoh.com

L'equivoco sta proprio qui, nella parola Wire. Come siamo arrivati dalla parola Filo alla Tecnica Filo? Gli inglesi, o meglio anglofoni, si sa, sono delle personcine estremamente precise. E' il motivo per il quale amo questa lingua: ogni cosa ha un proprio nome preciso, facile da comprendere e quasi sempre molto intuitivo. I nostri semplici e intuitivi amici anglofoni hanno codificato per le masse di neofiti una serie di tecniche probabilmente risalenti all'alba dei tempi, che sono le tecniche meno complesse per la creazione dei gioielli, quelle che potrete trovare esemplificate nei musei, nei reperti più antichi. Queste tecniche prevedono l'uso quasi prevalente del filo metallico, cioè del metallo (un metallo che può essere argento, oro, rame, ferro e così via) in forma di filo. Che è la forma più semplicemente manipolabile in cui troviamo il metallo, e che può dare vita ad oggetti finiti senza l'utilizzo di tecniche più avanzate di costruzione del gioiello vera e propria al banco (che può prevedere saldatura, forgiatura, fusione ecc.). E siccome sono appunto delle personcine precise, che usano chiamare le cose con nomi precisi, chiamano queste tecniche aggiungendo sempre la parola filo, appunto. Per cui troviamo in giro una serie di denominazioni inglesi come:

Wire Wrap(ping) (avvolgimento del filo)
Wire Work(ing) (lavorazione del filo)
Wire component (componente di minuteria fatto col filo metallico)

E ogni volta che fanno qualcosa utilizzando prevalentemente il filo metallico, questo qualcosa diventa un: copper wire earring, silver wire necklace, base metal wire component e così via. La regola, nelle denominazioni, è una estrema specificità: di solito oltre al tipo di materiale (copper, silver, base metal, brass ecc.) si trova la forma in cui il suddetto materiale si presenta (sheet, wire ecc.) ed infine il prodotto finito (component, earring, link, nacklace ecc.).
E ora arriviamo in Italia, dove amiamo "semplificare" senza far capire più  nulla, e una cosa che arriva col suo nome completo e preciso da un'altra lingua noi la trasformiamo in qualcosa di "semplicemente" poco comprensibile, se non addirittura privo di senso. Perchè se traduciamo tecnica wire in italiano questa diventa la tecnica filo. Pensateci: entrare in un negozio e chiedere il filo per la tecnica filo. Non sono in grado di dire se sia nato prima l'uovo o la gallina, e cioè se la locuzione sia venuta dall'alto (riviste e simili) o dal basso (utenti, blog e così via). Mi sono fatta l'idea (ma è solo una mia personale opinione) che le nostrane riviste e i nostrani distributori di materiale, dovendo creare un mercato per i loro prodotti sull'onda della moda proveniente dall'estero, si siano chiesti come fare a semplificare tutte queste frasi lunghe (e precisine) senza dover ogni volta specificare di cosa si stava parlando, e soprattutto senza tradurre il concetto in italiano, ed eccola, la parola ricorrente in ognuna di queste locuzioni, la magica parola wire. Ma in ogni caso siamo arrivati alla ormai famosa tecnica wire. Con equivoci di ogni tipo, perchè dato che essa non è appunto una tecnica, ma sotto questa denominazione sono assimilate ormai le più disparate tecniche di gioielleria e lavorazione dei metalli (dalla forgiatura alla creazione di componenti, per dire), c'è la più totale confusione.
La cosa più divertente che mi sia capitata di vedere nelle mie ricerche (e che secondo me la dice lunga su molte cose...) è stata una playlist su Youtube in cui una persona riuniva tanti video tutorial e che aveva intitolato "Wireless". Di passaggio in passaggio il wire-working è diventato tecnica "filo" senza filo...
Leggo di tutto in giro, e se certe cose le trovo assurde io che non sono un'esperta ma semplicemente una persona curiosa che ama essere informata in modo serio, non oso immaginare come possano considerarci i veri esperti della materia. Forse è questa generale superficialità che conduce a trattare questo campo (come gli altri "hobbies creativi") come qualcosa di poco serio, solo un hobby appunto, un passatempo, per cui da noi è difficile reperire materiali, attrezzi e nozioni ai non strettamente "addetti ai lavori". Forse è la nostra capacità di ridurre tutto ad una informe massa di nonsense a farci guardare con sufficienza e a volte decisamente dall'alto in basso da chi invece ha svolto un corso di studi specifico.

P.S. probabilmente nelle prossime settimane ci divertiremo insieme a dare un'occhiata più da vicino a qualche strafalcione e a dare qualche informazione più sensata... e credo che partirò dal fold forming perchè mi sento un po' in colpa... :)

mercoledì 13 aprile 2011

Attrezzi per creare bijoux: la pinza in nylon

Un attrezzo che definirei indispensabile se vi piace lavorare col filo metallico è la pinza coi becchi piatti in nylon.

Pinza a becchi in nylon

E' un pinza a becchi piatti un po' più ingombrante di quelle che sarete abituate a vedere, perché le punte sono rivestite di nylon. Questo materiale permette di non rovinare il filo con cui lavorate e questo vi consentirà di fare con queste pinze tutta una serie di cose utilissime. In primo luogo usatela per raddrizzare il filo con cui dovrete lavorare: il filo metallico ha il brutto "difetto" di piegarsi molto facilmente e non è sempre facile evitarlo o porre rimedio a questo inconveniente. Prima di iniziare a lavorare prendete la buona abitudine di raddrizzare il filo metallico facendolo scorrere attraverso i becchi delle pinze, ma ricordate sempre che qualunque tipo di manipolazione, inclusa questa, farà cambiare lo stato del filo incrudendolo, quindi usate questa caratteristica a vostro vantaggio se serve.
Questa pinza si rivela ottima per tenere il pezzo su cui state lavorando senza rischiare di lasciarvi su dei brutti segni che poi non si riesce a togliere. La plastica non ha sempre una buona presa, soprattutto se la pinza è già un po' usata. Infatti questa superficie prima o poi si rovinerà fino a non poter essere più utilizzata, e il mio consiglio è quello di acquistare una pinza con le parti di plastica intercambiabili (le riconoscete per la presenza delle viti sui lati): questo vi permetterà di acquistare in seguito solo i ricambi e di continuare ad utilizzare la vostra pinza.
In definitiva questa pinza è indispensabile se lavorate molto col filo metallico, in special modo con metalli teneri (come l'argento o il rame) che si segnano facilmente, oppure coi fili ricoperti (artistic wire o simili) o placcati.

lunedì 2 agosto 2010

Madrepora e anticipazioni d'autunno

Da quando "navigo" in queste acque, quelle della creazione dei bijoux intendo, mi capita sempre più spesso di imbattermi nell'ignoranza più incredibile. Non tanto da parte di chi acquista, che ovviamente non è tenuto a sapere nulla sulle peculiarità dei materiali che gli piacciono, quanto da parte di chi vende i componenti e di chi li utilizza per la creazione di bijoux artigianali. Ho notato che spesso si danno per buone le scarsissime informazioni degli shop online, e si ripropongono pari pari diciture e descrizioni senza farsi alcuna domanda sulla provenienza e sulle caratteristiche dei materiali. Questa disinformazione passa direttamente a chi acquista e si diffonde a macchia d'olio anche tra le altre "manovali" del bijoux, che non si fanno alcuna domanda nella maggior parte dei casi, ma prendono per buone le cose scritte da altri in maniera approssimativa.
Probabilmente io ho dalla mia una certa curiosità che mi spinge sempre a volerne sapere di più su ciò che mi capita tra le mani, a cercare di essere sempre informata. E per cercare di fare un uso "pubblico" della mia curiosità vi anticipo che da settembre troverete una nuova rubrica qui sul blog: ci occuperemo insieme a Luca Ballarini (Artigianando.net) di sviscerare un po' di questioni, parlare approfonditamente di materiali e tecniche, sfatare alcuni miti... Luca è molto preparato e competente, e occasionalmente ci rivolgeremo ad altri creativi "esperti" per raccontarvi nella maniera più seria possibile qualcosa di più sui materiali che usate o che semplicemente vi piacciono (suggerimenti eventuali sui temi da trattare da inserire in scaletta sono molto graditi! Mandatemi una mail!).
Oggi vi do' un piccolo assaggio, parlandovi della madrepora. L'ho usata per realizzare una collana, insieme a cerchi fatti a mano in rame, e ho sentito dire che non bisognava usarla perché la madrepora "è corallo".


Mossa dalla mia solita avidità di informazioni ho fatto una ricerca per capire cosa sia in effetti la madrepora, ed ecco cosa è venuto fuori:
La madrepora non è una pietra, ma un animale, esattamente come il corallo, perciò non lo troverete classificato come minerale. Ma non è un corallo. Appartengono entrambe alla classe degli Antozoi ma sono differenti. Le madrepore, affini alle Attinie, producono uno scheletro di carbonato di calcio. La maggior parte del materiale che troviamo in vendita è proveniente dal sud-est asiatico, Taiwan o Indonesia o Cina, ed è materiale per il 95% stabilizzato. La madrepora ha una superficie piena di buchini simile ad una spugna (in inglese viene chiamato appunto sponge coral) che vengono riempiti di sostanze resinose o polimeri. Molte perline derivano inoltre da materiale pressato, cioè frantumato e poi amalgamato con resine per ottenere le forme desiderate. Adesso ci si può facilmente spiegare la larga diffusione di questo materiale e il prezzo abbordabile.
La madrepora è molto leggera, per cui anche componenti molto grandi, come quelli di questa collana, risultano molto facilmente indossabili.

Una grande piastra rettangolare in madrepora

Un altro particolare della collana: la chiusura e un anellino fatti a mano

Fonti:
Scheda Madrepora
Sfaccettature n. 12, pagg. 9-10

lunedì 19 luglio 2010

Pendente cacianfora: che sarà mai??

Qualche tempo fa ho postato le foto di una collana... io me l'ero raccontata come una forma antica, che ricordava le anfore... un'idea abbastanza romantica mi aveva mossa nella realizzazione di quella forma e poi nella decorazione fatta con piccole perline blu, come acqua che scorreva all'interno...
Ma poi un genio dei nomi e delle associazioni mentali me l'aveva fatta vedere da tutt'altro punto di vista, dicendomi che somigliava proprio a un provolone! E in effetti a ben pensare... somigliava molto a un provolone... e siccome ogni provolone è bello a mamma sua eccovi una seconda "cacianfora"!!!

pendente anfora verde
Questa volta con perline verdi... secondo me ugualmente poetica... ma io sono la mammà!!

pendente rame anfora_verde

Anche in questa collana ho sostituito la chiusura commerciale con una fatta a mano, molto più adatta allo stile e soprattutto che mi piace molto di più e che rende la collana davvero e totalmente "fatta a mano"!



lunedì 12 luglio 2010

Orecchini chandelier in blu e rosso

Ecco un altro paio di orecchini chandelier, questi con colori e forme diverse da quelli che vi avevo presentato qualche tempo fa, il mio amato blu montana nei mezzi cristalli e un rosso molto bello delle piccole perline di vetro indiano.

orecchini chandelier argento rosso

Anche per questi orecchini il materiale usato per fare le basi è filo di rame placcato argento e anche le monachelle sono fatte a mano.

orecchini chandelier argento rosso

Chi ha avuto modo di girare sulla fan page su Feisbuc li avrà visti pubblicati insieme ad altri orecchini in un album dedicato alle creazioni disponibili. Ricordo a tutte/i che anche su Feisbuc potrete leggere e avere accesso a tutto ciò che viene postato nella fan page compresi gli album di foto (ai quali sto alacremente lavorando!). L'unica cosa che non potete fare, se non avete un account, è interagire (cioè lasciare commenti o messaggi, ma per quello io sto sempre qui!), per il resto avete libero accesso a tutto, links compresi. Qui accanto troverete un box da cui dare uno sguardo alle cose che ho postato di là e con un solo clic potrete accedere a "quell'altro" mondo, perchè lo è, è davvero un mondo altro, e c'è davvero di tutto!!
E concludo questo post ringraziando chi ha cliccato sul fatidico Mi piace diventando fan: GRAZIE a tutti, oggi abbiamo superato quota 200!!

venerdì 9 luglio 2010

Richieste e frutti di bosco

Va così... Ti arriva una richiesta per qualcosa di un colore preciso, che non è un colore che io uso molto per la verità, e mi sa tanto che sbaglio!
Ho in mano un paio di basi che avevo fatto al picnic... forma rettangolare che tanto amo... rame (e non vi dico nulla!) e poi arrivano da sole le bellissime perline color ribes che ho comprato grazie ai buoni uffici della mitica Barbara (Nostra Signora dell'Indirizzo e del Telefono). E in attimo sono nati...


Però adesso avevano bisogno di un nome... e io, forse lo avrete già capito, sono pessima a dare nomi alle mie creature. In primo luogo perché mi sento abbastanza ridicola... mi sembra un po' pretenzioso, ma vedo che i nomi rimangono impressi ed è più facile ricordare l'oggetto associato perciò sono, diciamo, costretta dalle circostanze! Intanto li avevo postati su Feisbuc... e lì li ha visti Daniela , compagna di picnic... che è un genio coi nomi e i titoli, ve l'assicuro!! Lei ha associato il colore (ribes), il fatto che le basi fossero state fatte sotto le fresche frasche al picnic, e la corteccia che ho usato nello sfondo (presa anch'essa al picnic... Grazie Filippo!) e ne ha dedotto che dovevano per forza essere "Frutti di bosco"!!! Grande Dani!

Eccoveli, i miei frutti di bosco!



lunedì 5 luglio 2010

Orecchini Fiori topazio

Questi orecchini coi vetri di un bel color topazio chiaro montano al centro due fiori fatti a mano in rame.

Sono lunghi e un po' appariscenti (sempre in riferimento ai miei gusti...), molto adatti alla stagione.



Comunicazione di servizio:
Grazie a tutti per la partecipazione così affettuosa al mio sbarco su Feisbuc! A chi mi leggeva già da qui e si è palesato soltanto lì, a chi continuerà a seguire solo il blog (ma la pagina è pubblica quindi andate ogni tanto a dare un'occhiata anche se non siete iscritte a Feisbuc, ci saranno anche delle cose diverse da quelle che trovate qui), a chi lo farà solo da lì, e a chi saggiamente vorrà stare un po' qui e un po' lì... Grazie alle amiche "storiche" che mi hanno accolta alla grande e alle nuove conoscenze sempre più presenti nella mia vita.
Prestissimo post con foto del Secondo Picnic Creativo!

lunedì 24 maggio 2010

Il rettangolo si trasforma...

... e mostra il volto romantico.
orecchini rettangolo fluorite

orecchini rettangolo fluorite

Ho preso il rettangolo e ne ho fatto una nuova versione, questa volta vestendolo con delle piccole chips di fluorite. E ne ho fatto anche un bracciale, che ha come punto focale sempre il rettangolo e una chiusura completamente fatta a mano con cerchio e barretta.

bracciale rettangolo fluorite

venerdì 7 maggio 2010

Fornitori: Hobbyperline

Mi capita sempre più spesso di ricevere richieste che riguardano i fornitori: dove comprare in modo sicuro? Dove trovare quel componente particolare?
C'è ancora molta diffidenza ad acquistare materiali via internet, e anche io sono del parere che vedere e toccare la merce che si acquista è un'altra cosa. Ma anche in questo caso la rete è un mezzo straordinario, perché ci sono i blog, i siti specializzati, le persone di cui ci fidiamo e che hanno provato un prodotto o un negozio prima di noi. E devo dire onestamente di avere avuto solo esperienze positive dai miei acquisti online, sia in Italia che all'estero.
Oggi voglio segnalarvi un negozio online relativamente nuovo, ma davvero ben fornito che si chiama Hobbyperline. Ve ne parlo perché l'ho provato personalmente e ho trovato un servizio impeccabile e un assortimento al livello dei più grandi negozi online europei di cui a volte vi ho parlato. Tutto è cominciato così: ricordate questi orecchini?

Ho ricevuto tante richieste ma avevo finito i dischetti in pasta di turchese per realizzarli. Avevo quasi rinunciato quando una mattina mi sono detta che dovevo assolutamente ritrovarli! Cerca e ricerca sono approdata su questo bellissimo sito e ho trovato esattamente quello che stavo cercando, anzi molto di più!
Da Hobbyperline ho trovato questo filo di turchese Heishi, le perline sono bellissime e hanno dei colori cangianti molto intensi. Ovviamente le ho ordinate immediatamente, la conferma dell'ordine mi è arrivata tramite una mail "personale", la spedizione è avvenuta tramite corriere e in un paio di giorni avevo le perline per i miei orecchini insieme ad un piccolo prezioso omaggio: due belle perline di avventurina che presto vi mostrerò in un nuovo paio di orecchini.. Le cose che mi hanno entusiasmato maggiormente di questo shop sono: l'assortimento, la qualità e il sito. Esaminiamole insieme:

Assortimento: è davvero vasto, e comprende prodotti molto noti come i meravigliosi componenti della Vintaj, una grande scelta di pietre dure, monachelle di tutti i tipi (lavorate, decorate, in argento, particolari), belle chiusure e stampati, attrezzi, insomma davvero tutto quello che potrete cercare o che vi potrebbe servire.

Qualità: la qualità dei materiali si percepisce già dalle foto, ma poi ci sono i grandi marchi sinonimo di qualità professionale a garantirla: Vintaj appunto, Fireline, Beadsmith, Nymo, Swarovski, Miyuki e così via.

Sito: l'interfaccia dello shop è proprio la cosa che mi ha colpita di più, per la sua freschezza e semplicità d'uso in primo luogo. Avrete la possibilità di navigare attraverso le categorie e poi di affinare la vostra ricerca all'interno della categoria per colore o per materiale, così da non perdere tempo nello scorrere decine di pagine alla ricerca del componente del colore che vi interessa. Per i fili potete cercare direttamente il diametro, per le perline potrete cercare per colore, effetti, misura, in modo semplice e veloce.
E poi ci sono tantissimi contenuti aggiuntivi: i video con le tecniche, le caratteristiche delle pietre dure (VideoWiki), l'uso di certi componenti particolari, che possono essere visionati sia direttamente sul sito che sul canale YouTube dedicato.

E per ultimo vi parlo della gentilezza: scrivete senza esitazione se avete dei dubbi perché il personale di Hobbyperline è molto gentile e solerte, vi risponderanno e vi dedicheranno tutta l'attenzione che vi aspettate. E questo a volte fa proprio la differenza!

lunedì 3 maggio 2010

Collana rame e turchese

Questa collana è venuta alla luce grazie ad una richiesta. La persona che me l'ha commissionata è stata per me di grande stimolo in questi mesi e vorrei ringraziarla anche da questo post per le idee che mi ha dato e i consigli preziosi: grazie Teresa!

La collana monta dei grandi sassi irregolari in pasta di turchese (o howlite tinta, non sono riuscita a capire bene di cosa si tratti) e poi dei grandi cerchi in rame lavorato a mano.
Qui un particolare dei cerchi in rame.

lunedì 26 aprile 2010

Orecchini Inca

Non ci pensavo affatto mentre li mettevo insieme, come sempre partendo da un'idea vaga che avevo in testa. Poi a lavoro finito mi sono detta che sembravano dei pezzi usciti da una tomba precolombiana!


Questi orecchini sono realizzati in ottone lavorato a mano, martellato e levigato fino ad ottenere questa finitura opaca dovuta ai passaggi ripetuti della spugna abrasiva. Certo, niente a che fare con l'oro degli Inca...
A proposito, in questo momento e fino a fine giugno c'è a Brescia una bellissima mostra, un'amica l'ha visitata e mi ha detto che vale davvero la pena di andare...

sabato 24 aprile 2010

Flickriver: una galleria di foto

Un modo diverso per visualizzare la galleria di foto di Flickr: si chiama Flickriver e somiglia proprio ad un fiume... scorre su uno sfondo nero che rende ancora più suggestiva la visione delle foto e se andate in homepage sarete meravigliati dalle foto meravigliose che gli utenti di Flickr regalano ai nostri occhi! Eruzioni vulcaniche e cavalli nella neve, un gattino minuscolo e un tramonto stregato... Dovrete solo lasciarvi trasportare da questo flusso ininterrotto di emozioni! A me, ve lo dico senza vergogna, tanta bellezza a volte fa proprio stramazzare!
Se volete visualizzare le immagini della mia galleria dovrete soltanto fare un clic sul badge qui sotto e magari crearne uno anche voi per il vostro blog!

beadsandtricks - View my recent photos on Flickriver

giovedì 22 aprile 2010

Earth Day week: l'ecologia parla italiano

Siamo sempre alle solite: troppe risorse in inglese e pochissime in italiano... ma non è il caso dell'ecologia, del riciclo e del risparmio. Tantissimi siti italiani, forum, portali e anche blog parlano di ecologia, danno consigli utili, presentano prodotti. Sono una grandissima risorsa da sfruttare al meglio per essere sempre informati e avere anche nuovi stimoli a fare sempre di più. Eccovi qualche indirizzo:
IoRicreo
Ricreazione
Ricicla Forum
Ecozoom TV
VivereVerde
Lifegate
GreenMe
YesLife
Movimento per la Decrescita Felice
Ecoalfabeta
Detersivi Bioallegri
Ecocucina (Grazie Monica!)
Veganblog

E, infine, una super carrellata di tutorial e idee per riciclare proprio di tutto la trovate da Pane Amore e Creatività.
Io vi lascio con un'altra piccola idea per decorare i bracciali ecologici, e domani saprete chi sarà la vincitrice del mio piccolo regalo!

Bracciale Eco-Bangle in lino 100% riciclato, cartone e perline.

mercoledì 21 aprile 2010

Earth Day week: tutorial eco-bracciali

Ancora due giorni di tempo per provare a vincere il mio Eco-Bangle!!


Ma se non doveste vincere potrete farvene uno (o più di uno!) seguendo il mio tutorial appena pubblicato da Donnaclick che potrete visualizzare e scaricare semplicemente con un clic! sarà veramente facilissimo creare uno di questi bracciali e la decorazione potrete inventarvela seguendo i vostri gusti o i materiali che avete a disposizione. Prossimamente ve ne farò vedere altri, ognuno con una diversa decorazione ai quali potrete ispirarvi.

mercoledì 14 aprile 2010

Arte da indossare: i gioielli "alternativi"

In questo video (non recentissimo, ma molto interessante) sull'arte della gioielleria contemporanea, potrete ammirare i modi sorprendenti in cui la fantasia può plasmare i più diversi materiali, molto spesso di recupero, per creare dei gioielli che sono delle vere opere d'arte.


La gioielleria si allontana dalle tradizioni dell'oreficeria classica, per avvicinarsi sempre di più alle forme artistiche di avanguardia, con un occhio di riguardo per materiali "poveri" come la carta, il bronzo, il rame, il tessuto.


Purtroppo il video non si può incorporare nel post, ma andate a vederlo, ne vale la pena!



Qualche altro indirizzo utile sulla gioielleria contemporanea:
Associazione Gioielleria Contemporanea (AGC)
Il giornale dell'AGC
Grassimesse Lipsia Fiera delle Arti Applicate e Design Art Aurea 1 / Art aurea 2
Mostra "Materia vs Forma"
Alchimia, scuola di gioielleria contemporanea
Art Aurea Magazine Online
Wearableartblog
Il gruppo Flckr di PaniePrzodem.pl Contemporary Jewelry

lunedì 12 aprile 2010

Il rame, perchè mi piace

La passione per la creazione dei bijoux per me è nata insieme a quella per il filo metallico. Io non ho cominciato appassionandomi alle perline, alle conterie, ai cordini cerati o agli swarovski. Io mi sono innamorata del filo metallico, e quasi subito dell'idea di fare da sola i componenti che mi servivano.
A pensarci bene quasi tutto si può fare a partire dal semplice filo metallico: chiusure, anellini di congiunzione, monachelle. Il filo metallico può dare grandi soddisfazioni e io ho cominciato ad esplorare i suoi usi non appena ho imparato a maneggiare le pinze.
Come molte di voi ho cominciato ad usare il comune filo argentato che si trova in commercio, che altro non è che filo di rame colorato o, nella migliore delle ipotesi, placcato argento. Questo filo presenta due problemi: annerisce molto velocemente se esposto all'aria e si graffia con grandissima facilità. Inoltre se voleste lavorarlo appiattendolo il martello porterebbe via inesorabilmente lo strato di colore argento che si trova in superficie scoprendo il rosso del rame sottostante.
Molte di voi mi hanno chiesto a proposito del filo di rame che uso se non annerisse... perché a nessuno viene in mente di chiederlo per il filo argentato? Annerisce molto velocemente se non è trattato specificamente "anti-tarnish": bastano pochi giorni all'aria e lo strato superficiale si ossida, diventando di un verdolino scuro.
Dall'esigenza di lavorare il metallo è venuto naturale cercare dei metalli che potessero essere lavorati a piacere, e che quindi non fossero colorati in superficie. Oltre all'argento si trovano con molta facilità il filo di rame e il filo di ottone, che hanno anche il vantaggio di essere economici.
Del rame amo le sfumature di colore, il suo abbinarsi perfettamente a molti dei colori che amo come il viola, il blu montana, il verde, il bianco e il turchese, la sua facilità di lavorazione e il fatto che mi abbia permesso di esplorare un campo che mi affascina e mi sta dando molte soddisfazioni.
In una serie di post cercherò di condividere con voi le conoscenze che in questo breve tempo ho accumulato, di rispondere alle vostre domande e magari accendere la vostra curiosità! Intanto vi mostro un esperimento che ho fatto di recente e che credo sia solo il primo di una serie... Nonostante le difficoltà che ho avuto è stata un enorme piacere vedere nascere questo paio di orecchini:

La goccia sfaccettata montata su questi ovali è quarzo fumè (smoky quartz), un quarzo marrone trasparente.

giovedì 8 aprile 2010

Orecchini Fuori orbita

I vostri commenti sulla collana in rame e ametista mi hanno fatto un immenso piacere! E visto che li ho ancora vi faccio vedere gli orecchini che avevo creato in abbinamento alla collana:

Dalla foto non si vede bene il colore viola scuro delle pietre di ametista sfaccettate che hanno diverse sfumature, in compenso si vede benissimo il lavoro fatto sui cerchi in rame piccoli e grandi, entrambi fatti a mano.

Questo modello mi piace perché è leggero nonostante monti pietre di medie dimensioni  (12 mm. circa) e ho preso altre pietre da montare allo stesso modo.

martedì 6 aprile 2010

Collana rame e ametista

La collana con ametiste grezze e catena color rame delle foto che vi presento oggi è stata l'unica cosa che ha preso il volo dal mio banchetto al Bijoux party, per andare a posarsi sul collo di Manuela, la mia vicina di tavolo.

collana rame ametista

Oltre alla catena color rame ho aggiunto due cerchietti in rame fatti a mano e la chiusura che è un pezzo unico, perchè creata da me usando uno stampato color rame comprato da Empire Beads Perles & Co. (ma non più in catalogo) e del filo di rame.

chiusura collana ametista

Nella foto potete vedere meglio il particolare della chiusura, con la barretta a T formata da un pezzo di filo di rame da 1 mm, lavorato per indurirlo e battuto a martello per ottenere la forma allargata alle estremità.

venerdì 26 febbraio 2010

Lavorare il filo metallico: il blocchetto

Il mio problema era: come fare a trovare un blocchetto per lavorare il filo metallico in modo economico e magari anche ecologico? Vi dirò che ero quasi decisa a comprarlo e mi ero già girata in lungo e in largo molti negozi online di attrezzi per gioielleria, quando un pomeriggio mi arriva una illuminante mail da Beading Daily. Il tema: Gli attrezzi da avere per lavorare coi metalli. Lo svolgimento sorprendente: l'autrice dei consigli ha aggiunto una foto del suo personalissimo blocchetto... altro non era che un antico ferro da stiro! Oh, illuminazione! Ma certo, i vecchi ferri da stiro sono pesanti blocchi di metallo, capovolti costituiscono un'ottima superficie per lavorare di martello, sempre che siano in buone condizioni, il che vuol dire abbastanza lisci e non arrugginiti o incrostati. Ma c'è un però: di solito questi ferri in ghisa sono un blocco unico insieme al manico, che perciò dovrebbe essere tagliato o almeno inserito in un supporto.
Ringalluzzita giro per i miei mercatini preferiti in cerca dell'oggetto del desiderio, e scopro che appunto il manico costituisce un problema ma che la superficie è assolutamente perfetta! Ormai sono gasatissima e, mentre mi arrovello per trovare un supporto adatto che possa contenere il ferro capovolto, trovo questa meraviglia: ferro da stiro elettrico Astro, anni '50, alla modica cifra di 3 euro.

ferro stiro vintage

Mi bastava solo andare avanti di qualche anno e avrei trovato la soluzione giusta... Infatti questi ferri elettrici hanno una base (la piastra vera e propria) che è un blocco unico di metallo liscissimo e levigato, credo di acciaio, che pesa circa 950 grammi. All'interno del ferro si trova anche un altro blocchetto di metallo più piccolo che essenzialmente serve come peso e che pesa altri 450 grammi.
Qui sotto vedete quello che ho ricavato smontando il ferro: due piastre maneggevoli su cui divertirmi a martellare a più non posso!! Quella più piccola non è perfettamente liscia ma ha delle rigature leggere sulla superficie che possono servire ad aggiungere texture al metallo lavorato, mentre quella più grande è liscissima e molto ampia.

blocchetti incudine metallo