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giovedì 8 ottobre 2015

Workshop Dremel

La ripresa dei workshop dopo la pausa estiva quest'anno è stata davvero piena di lavoro e di novità. Quasi tutti i laboratori sono stati rinnovati, e tante idee frullano ancora per la testa in attesa di essere sviluppate, ma una delle novità più importanti per me è un workshop tutto nuovo, in cui porterò chi parteciperà alla scoperta del Dremel!



Io e il mio Dremel in una mattina di quasi autunno.Protagonisti: ottone similoro e spazzola resinata per pulire prima della patina 󾌵
Posted by Beads and Tricks on Venerdì 11 settembre 2015
In questo video c'è una parte piccolissima del mio quotidiano lavoro col Dremel.

Il nuovo workshop, che partirà a metà del mese di ottobre, permetterà ai partecipanti di entrare nel mondo Dremel provando diversi modelli di multiutensile, e tantissimi accessori e complementi.
Se vi siete chiesti se il Dremel poteva essere utile per il vostro lavoro, o non sapete quale modello acquistare (o farvi regalare...), se volete scoprire a cosa servano tutti gli accessori che sono compresi in un kit e quali altri possano servire per le lavorazioni che più spesso dovete fare a mano, questo workshop fa proprio per voi.
Penso che la cosa più divertente sarà veder arrivare qualcuno con la propria valigetta Dremel: il kit regalo di Natale, l'acquisto fatto d'impulso e poi rimasto magari inutilizzato. Sarà il momento di aprire e provare finalmente questo prezioso aiuto per il vostro lavoro.


Qui sono già arrivati tutti i modelli, gli accessori e il materiale che troverete ai workshop, e io non vedo l'ora di iniziare questa nuova avventura!

Il primo workshop Dremel:
25 ottobre

Gli altri workshop di questo mese:
18 ottobre - Saldatura
8 novembre - Patine, embossing, incisione ad acido

Per iscrivervi e iscrivervi alla mailing list: beadsandtricks.ws@gmail.com



giovedì 3 settembre 2015

I workshop di settembre

Un angolo del mio tavolo da lavoro a fare da sfondo nella foto.  Per dire a tutti che da metà settembre riprenderanno i workshop sulla lavorazione del metallo, con qualche novità e molte certezze! 

Workshop lavorazione del metallo
Dal workshop di base agli approfondimenti su varie tecniche come il foldforming, i rivetti e le incastonature a freddo, la saldatura, il Dremel e altro ancora, con qualche cambiamento che ho apportato in base all'esperienza di questi quasi tre anni di lavoro, al prezioso feedback delle allieve e al supporto del nostro gruppo su Facebook. 
Non vedo l'ora di ricominciare, anche se ad ogni cambiamento corrisponde sempre un po' di ansia e di paura: mi chiedo se faccio le scelte giuste, se sarò in grado di trasmettere non solo la tecnica ma soprattutto la passione per questo lavoro. Lo spero ed è il mio obiettivo.

Per avere tutte le informazioni sui corsi, le lezioni individuali e iscrivervi alla mailing list scrivete a:

Le prossime date:
20 settembre "Tecniche di base: introduzione alla lavorazione del metallo" 
27 settembre "Cold connections - connessioni a freddo e creazione di minuteria artigianale
4 ottobre "Foldforming Day"

Altre info sui workshop, foto e feedback li potete leggere qui:


giovedì 29 maggio 2014

Segnare e tracciare sul metallo

Voi come fate a tracciare un disegno sulle lastre di metallo? All'inizio io utilizzavo le cose che avevo a disposizione: matite o pennarelli, meglio se indelebili. Questi due mezzi, per quanto funzionanti, non sono molto efficaci specie se poi si deve maneggiare la lastra di metallo a lungo, ad esempio se dovete tagliare con l'archetto da traforo. Il disegno sparirà inesorabilmente.
Esistono però degli attrezzi che sono fatti proprio a questo scopo, attrezzi professionali come il compasso a doppia punta (divider) che serve soprattutto per riportare misure esatte sul metallo e a tracciare cerchi, e le punte a tracciare (scribers).

Punta a tracciare per segnare il metallo

Nella foto vedete la mia punta a tracciare: ha un'estremità dritta e una piegata ad angolo a 110°, ma esistono anche punte che hanno la forma di una penna. Sono fatte di metallo duro, ideali per tracciare segni su metalli teneri come il rame, l'argento, l'ottone ecc.

Punta per disegnare sul metallo

Il risultato del loro lavoro è un segno, un'incisione sul metallo, profonda qualche centesimo di millimetro. Questo segno è molto più facile da seguire nell'operazione di taglio, sia che venga effettuata a mano con cesoie, sia con il seghetto da traforo. Ancora più efficace in questo caso, perché se si ripassa il segno più volte rendendolo un po' più profondo è molto più facile seguirne i contorni con la lama del seghetto.

Cerchio sul rame disegnato con punta a tracciare

Vi lascio anche il link ad un pdf che parla della tracciatura sul metallo e offre la descrizione di diverse attrezzature che sono utilissime.

http://www.circuitielettronici.it/Tracciatura%20a%20mano.pdf

*Un piccolo trucco per aumentare la visibilità del segno su superfici molto riflettenti:
Ripassate tutto il pezzo con un pennarello indelebile di buona qualità, fate asciugare bene l'inchiostro, poi tracciate il segno sul pezzo. L'incisione, asportando anche l'inchiostro, sarà visibilissima.

Ultimissima cosa: questo strumento lo trovate tranquillamente in ferramenta o nei grandi negozi di bricolage e costa davvero pochissimo.



mercoledì 30 aprile 2014

Affilare le punte per forare il metallo

Chiunque di voi lavori il metallo sa benissimo quanto sia utile avere fra i propri attrezzi un piccolo utensile elettrico (tipo Dremel) soprattutto per operazioni di precisione come forare. E sicuramente le punte per forare il metallo più utilizzate sono sempre quelle di piccolo diametro (0,8 - 1 mm). Inutile dire che queste punte si rovinano molto velocemente e perdono il filo.

Parti delle punte per forare il metallo
Immagine di GIA da Ganoksin.org 

Cosa possiamo fare per farle durare più a lungo? Innanzi tutto ricordarci di forare sempre il metallo a bassa velocità: questo accorgimento evita di far surriscaldare eccessivamente la punta e il metallo. Poi bisogna ricordarsi di lubrificare la punta. Ma con l'uso è inevitabile che le punte per forare perdano in filo. Esiste un piccolo trucco molto utile per affilarle, spiegato molto bene in questo video e nell'articolo che lo illustra:


Avendo già il nostro Dremel non ci servirà altro che un disco da taglio (separating disc): montiamolo sul nostro utensile e facciamolo andare ad una velocità media (circa 15.000 giri). Io, rispetto a quanto mostrato nel video, affilo le punte in un modo leggermente diverso: anziché muovere il disco da taglio sulla punta, tengo fermo l'utensile con la mano sinistra e con la destra affilo le punte passandole in modo leggero e ripetutamente sul disco in movimento. Questo semplice trucco mi ha permesso di prolungare molto la vita delle mie punte per forare e quindi anche di risparmiare un bel po' soprattutto sulle punte molto sottili che sono anche più difficili da trovare.




giovedì 27 marzo 2014

Attrezzi: pinze per forare (con mini tutorial)

Ogni tanto vi parlo degli attrezzi che ritengo utili per la lavorazione del metallo, e come sapete io preferisco sempre dare delle alternative economiche e fai da te dove è possibile, per creare da soli o modificare gli attrezzi da utilizzare. Ma ci sono delle piccole cose utilissime, che velocizzano operazioni noiose e ci permettono di lavorare meglio. Le classiche cose che dopo averle provate dici: "Ma come ho fatto a vivere senza??"
Forare la lamina metallica è una di queste operazioni: per farla bene occorre avere un multiutensile elettrico come il Dremel, oppure un trapano montato a colonna, oppure ancora possiamo farlo con un chiodino o un punteruolo, laddove non ci interessi la precisione del diametro del foro. In entrambi i casi creeremo delle sbavature sulla lamina (minori con il trapano, maggiori con punteruolo/chiodino) che andranno ripulite.

Pinza per forare la lamina di metallo (punch plier)

Con l'ultimo ordine fatto dal mio fornitore preferito di attrezzature (Palmer Metals) ho ordinato due paia di pinze che pensavo da tempo di acquistare: si chiamano punch pliers - pinze per forare, e servono per praticare dei fori precisi nella lamina metallica, in modo molto facile e veloce. Forano la lamina fino a 1 mm. di spessore (18 gauge) di metalli morbidi come rame, ottone, alluminio, argento secondo il produttore, io le ho provate sulla lamina di rame fino a 0,8 mm di spessore e funzionano egregiamente.

Fori su lamina di rame eseguiti con punch plier

Ma, come potrete vedere chiaramente dalla foto, hanno un solo piccolo difetto: quando si fora (soprattutto le lamine più pesanti) lasciano un piccolo segno all'esterno del foro. Per evitare questo inconveniente vi faccio vedere come fare: 

Come evitare i segni lasciati dalla punch plier tutorial
Ritagliate un pezzetto di cartoncino e praticate un foro con la pinza, non sfilate il cartoncino ma lasciatelo in posizione. Posizionate la pinza sulla lamina metallica lì dove dovete forare e praticate il foro. A questo punto sfilate la pinza e vedrete che il segno sarà rimasto solo sul cartoncino e non sul metallo. 
Queste pinze sono davvero utilissime soprattutto per fare i rivetti e nella misura più piccola anche per i fori da praticare sugli orecchini. I diametri disponibili sono 1,25 mm./1,50 mm./1,80 mm. Esistono anche di forma ovale e quadrata che, come avrete intuito, saranno i miei prossimi acquisti! :) 




giovedì 30 gennaio 2014

Ancora sul decapaggio (pickling)

Ieri mattina aprendo la posta ho trovato un commento su un post di molto tempo fa che parlava dell'ossidazione dei metalli e del modo di ripulirli attraverso il decapaggio (pickling). E mi sono resa conto che in effetti è uno degli argomenti più discussi anche durante i workshop: come si ripulisce il metallo dagli ossidi? Dopo aver ricotto il metallo (sia esso filo o lamina) cosa si fa? Erano le domande a cui quel post cercava di rispondere:

Il decapaggio (pickling) è il processo chimico di pulizia delle superfici metalliche dagli ossidi che si sono formati in seguito alla ricottura o semplicemente all'esposizione all'aria, oppure dai residui delle saldature. Il classico sistema di decapaggio prevede il bagno dei pezzi da pulire in una soluzione acida, solitamente si tratta di acido cloridrico o solforico. Da quando per fortuna si è diffusa la coscienza ambientalista e una maggiore responsabilità nell'uso di sostanze chimiche tossiche e inquinanti, molti hanno sostituto questi acidi con il più "verde" acido citrico. Oppure con una soluzione di aceto e sale, o ancora con limone e sale.
Però questo bagno acido lascia i metalli, sia il rame che l'argento o l'ottone, di un colore diverso da quello del metallo d'origine. La superficie diventa opaca e nel caso del rame assume una colorazione rosata, mentre l'argento diventa quasi bianco.

Rame lavorato a foldforming dopo il decapaggio

Nella foto vedete alcuni pezzi che sono stati appena ripuliti dagli ossidi prima di essere saldati. Il colore del rame ha quella caratteristica opacità. Per eliminarla basta solo un po' di pazienza: prima della patina finale o di montare il pezzo basterà ripulirlo con una spazzola morbida di ottone bagnata, oppure con un pezzo di lana d'acciaio extra fine (0000).
Un altro dubbio riguardava la capacità dell'acido usato (in questo caso l'aceto) di corrodere il metallo: nel caso del decapaggio questo va fatto in modo da rimuovere gli ossidi, il pezzo va lasciato a bagno soltanto per il tempo necessario alla pulizia, poi va rimosso, ben risciacquato e asciugato.

*Per metallo qui si intende soltanto il pezzo non montato, senza pietre o altri componenti che potrebbero essere danneggiati dalla soluzione acida. 



venerdì 13 dicembre 2013

Attrezzi indispensabili: il tagliatubi

Ci sono attrezzi e attrezzi. Ci sono attrezzi professionali, super lucenti, super specializzati, costosi. E ci sono attrezzi umili, che magari a vederli non si ha bene idea di cosa siano e a che cosa servano. A questa seconda categoria appartiene l'attrezzo di cui vi parlo oggi: il tagliatubi. Avete mai pensato ai tubi di rame come ad una ottima fonte di materiale alla portata di tutti? Facili da trovare, i tubi di rame hanno solo una pecca: di solito sono spessi e tagliarli è abbastanza difficile. Se avete un Dremel potrete usare il disco da taglio per metalli, ma dovrete fissare il tubo in una morsa e magari potrebbe non essere agevolissimo. Potreste tagliare col seghetto, ma allora armatevi di tantissima pazienza, vi servirà!
E poi c'è lui, un piccolo misterioso oggetto: una lama circolare, una rotellina per fermare il tubo nella giusta posizione e niente altro. Essenziale, come tutte le cose che funzionano bene.

Tagliatubi di rame

Si prende semplicemente un tubo di rame, lo si posiziona all'altezza che ci interessa e lo si ferma in posizione. La lama circolare bloccherà il tubo. A questo punto ci servirà un po' di olio di gomito: si tiene fermo il tubo e si comincia a far ruotare il tagliatubi avendo l'accortezza di continuare a stringere leggermente la lama man mano che questa inciderà il metallo. Pochi giri (dipende dallo spessore del tubo) ed è fatta... ottime fettine di tubo dal taglio solitamente molto pulito, pronte per diventare quello che vorrete.
Da avere assolutamente!


venerdì 25 ottobre 2013

Il mattoncino refrattario (soldering block)


Una delle attrezzature che non può mancare sul banco di chi lavora il metallo è una superficie refrattaria, ignifuga, su cui si possa utilizzare la fiamma libera. Una delle fasi principali della lavorazione del metallo è infatti la ricottura nella quale utilizziamo la fiamma, e dunque il calore, per rendere malleabile il metallo. In sostanza il mattoncino refrattario ci serve ad isolare il piano di lavoro quando usiamo il cannello, ma ha anche la funzione di distribuire il calore in modo più o meno uniforme al pezzo che stiamo lavorando.

 Mattoncino refrattario per edilizia

Ecco perchè esistono vari materiali più o meno adatti a questo scopo. Il più economico e facile da trovare è, appunto, un semplice mattone refrattario usato in edilizia, che potete vedere nella foto qui sopra. Si tratta del materiale utilizzato comunemente per i forni, i caminetti o le canne fumarie, prodotto con la lavorazione delle argille a secco. Ha anche la caratteristica di essere particolarmente resistente all'abrasione.

Mattoncino per saldatura in magnesia

Un altro materiale, meno facile da reperire, molto leggero, è il mattoncino di magnesia che si trova presso le forniture per orafi oppure online. La magnesia è ossido di magnesio, un materiale che si presta benissimo soprattutto alla saldatura perchè, essendo morbido, i pezzi da saldare si possono fissare facilmente in posizione utilizzando dei pezzetti di filo oppure le apposite mollette. Inoltre la superficie del mattoncino può essere facilmente levigata e pulita utilizzando della carta abrasiva fine. 
Il miglior materiale per la saldatura, invece, pare sia il mattoncino di carbone pressato, vorrei procurarmelo e provare a utilizzarlo per capire le differenze e i vantaggi. 
Al momento, secondo la mia esperienza, posso dire che il mattoncino refrattario per edilizia va benssimo per ricuocere e molto meno bene per saldare o fondere. Ovviamente sto parlando di saldature da oreficeria e non di saldature da ferramenta o da idraulica. Men che meno di saldature a stagno, che non devono essere prese in considerazione nella creazione di gioielli e bijoux, a meno che non le utilizziamo per particolari fini estetici e non prettamente funzionali. Per la saldatura il mattoncino in magnesia è molto migliore, penso sia dovuto al fatto che distribuisce il calore al pezzo in maniera più uniforme. 
Ma questa è solo un'osservazione dovuta alla mia esperienza, utilizzando una microtorcia a butano. Se disponete di un cannello più potente, che sviluppa una temperatura più alta, probabilmente non avreste difficoltà.

 




mercoledì 2 ottobre 2013

Modificare i martelli #2

Non c'e niente da fare: quando lavori il metallo il martello diventa parte integrante di te, come se fosse un prolungamento naturale del tuo braccio. Non ci prendi confidenza immediatamente, come in tutte le cose ne devi provare tanti per capire l'efficacia, il giusto peso, quale sia il migliore per il tipo di lavoro che stai facendo. Come per ogni strumento ci vuole tempo per imparare ad utilizzarlo bene, e ogni forma e ogni peso ha le proprie caratteristiche. Qualunque consiglio possiate ricevere non sostituirà la vostra personale esperienza, ma vi potrà aiutare a fare delle scelte più corrette all'inizio del vostro approccio col metallo e con questo attrezzo, in termini di efficacia e anche di risparmio economico.

Martelli da modificare

Ieri pomeriggio mi sono dedicata a modificare i martelli per i prossimi workshops, nei quali ognuno avrà il martello per forgiare ricavato da un normalissimo martello preso al Brico. Infatti non serve nulla di particolare per questo lavoro, non servono costose attrezzature: molti strumenti di lavoro ce li possiamo modificare da soli a partire da cose che abbiamo già in casa o che costano davvero molto poco. Serve solo un po' di pazienza e un po' di olio di gomito. In poche ore ieri ho rifatto il look a sei martelli: quattro normalissimi martelli, e due ball pein hammer molto economici.

Testa del martello modificata

Nella foto vedete il martello da 100 g. fissato nella morsa e, sullo sfondo, uno degli accessori Dremel che ho utilizzato per rifinirlo. In sequenza ho utilizzato: una molettina abrasiva a grana grossa, una molettina abrasiva a grana più fine, una spazzola lamellare, e una spazzolina a fili sintetici. Poi serve un po' di olio di gomito per la rifinitura a specchio, fatta a mano con carta abrasiva finissima. Ovviamente tutto ciò che ho fatto col Dremel potrete farlo a mano, ci vorrà solo un po' più tempo.

Martello modificato

Ed eccoli qui, prima e dopo la cura :) .
La testa e la penna sono state portate a finitura smussandone i bordi e dando, in particolare alla testa, una forma stondata che si può più o meno accentuare.

Qualche consiglio:
- Non scegliete mai martelli troppo leggeri per la forgiatura o il foldforming. Soprattutto se siete dei principianti. Avrete necessità di sentire il peso del martello e che il martello vi aiuti a fare il lavoro. 

- La testa del martello non deve essere troppo grande per spianare o forgiare, ecco perchè il chasing hammer non è un martello adatto a questo tipo di lavoro: la testa grande non vi permette di fare un lavoro accurato e preciso perchè non vedete dove state colpendo.

- Non muovete la spalla nel colpire, il movimento parte dal gomito che ne è il fulcro. Un martello troppo leggero vi spingerà a mettere molta più forza nel colpo perchè sia efficace e quindi a sollevare il braccio. Mentre un martello troppo pesante vi affaticherà velocemente.

- Il manico del martello ha molta importanza nel bilanciare l'attrezzo: preferite i manici di legno che possono essere adattati alla grandezza della vostra mano, non troppo leggeri e che non si scheggino.

Altri post sui martelli:
Modificare martelli video
Alcune considerazioni sul martello e il chasing hammer
Martello per rivetti


venerdì 9 agosto 2013

Paesaggi

Paesaggi reali e paesaggi mentali.
Pennellate di colore che la natura lascia per il nostro stupore e la nostra meraviglia.
Pare che a volte sul metallo si disegnino paesaggi, e prove su prove restituiscono mappe di mondi immaginari, isole assolate nel blu del mare, piccole oasi verdi sulla sabbia rossa di un deserto, onde disegnate dal vento e dall'acqua sulle rocce.

Islanda - Foto di Yann Arthus Bertrand  - Fonte

Potrebbe sembrare una magia quel colore che si crea, la patina, che si forma su quella superficie e si muove, cambia a seconda delle temperature, della testardaggine, del caso puro e semplice.

 Patine sul rame: verde-azzurro

Poi tenerlo lì è un'altra storia, ma intanto mi godo i colori, allineati dappertutto per casa, lastrine e scarti sparsi qui e lì, e i foglietti con formule magiche manco fossi un'alchimista...
Colore... che magia c'è dietro ad ogni sfumatura, e quanto è vitale per comunicare emozioni?

 Patine sul rame: rosso, blu, verde...

Sì, sto lavorando per me ma anche per i prossimi workshop. Se avete voglia di saperne di più scrivetemi la vostra email e vi aggiungerò alla mailing list, settembre è vicino... :)
beadsandtricks.ws@gmail.com


venerdì 19 luglio 2013

Tagliare il metallo

Quando non si ha mai avuto a che fare col metallo ci si immagina che possa essere difficilissimo da trattare. E non voglio dirvi che sia una cosa semplice perchè penso che, come tutti i materiali, bisogna imparare a conoscerlo, accostarsi ad esso cercando di ascoltarlo e di capirne la natura per cercare di assecondarla, e di utilizzarne le caratteristiche per facilitare il nostro lavoro.
In generale si tende a pensare che il metallo sia ostico, e che chissà quali strumenti servano per lavorarlo. In realtà ne servono davvero pochi per cominciare. E uno di questi è sicuramente uno strumento per tagliare. Gli orafi utilizzano per il taglio esclusivamente il seghetto da orafo, ed è buona ottima cosa imparare ad utilizzarlo, perchè per alcuni tipi di taglio è assolutamente indispensabile. Questo vale in particolare se si utilizzano materiali preziosi perchè il seghetto non deforma il materiale e non produce scarti (a parte la polvere).
Parlando di taglio qui mi riferisco in particolar modo alle lamine metalliche che di solito lavoro, che sono di rame e ottone principalmente, a volte bronzo. Ho sempre utilizzato il mio strumento very professional, che fa ridere ma è molto efficace: una forbice pesante da cucina, ovvero un trinciapollo a lama dritta. Forse lo avrete visto nei video delle mie dimostrazioni, e chi viene ai miei workshops me lo ha visto utilizzare senza tema di far ridere. E' efficace e funziona molto bene per spessori che vanno dallo 0,2 mm allo 0,6/0,8 mm, ovviamente negli spessori maggiori riuscirò a fare solo tagli dritti e per le curve o tagli più complessi, o per i trafori, dovrò comunque utilizzare il seghetto da orafo.
Per il taglio del metallo di spessore sottile si possono utilizzare anche le comuni forbici da cartoleria (provate con qualche tipo economico ma robusto). E ovviamente esistono anche le cesoie da lamiera per tagli più impegnativi su lastre di spessore maggiore, ma in genere queste cesoie sono pesanti e grandi per le mie mani, e probabilmente anche per le vostre!

Cesoie da lamiera

Però... poi qualcuno te ne dona un paio, vecchie, coperte di ruggine, e cominci ad immaginarti le altre mani che le hanno usate, il tempo che ha depositato il suo colore su quel metallo... e non vedi l'ora di ripulirle e provare a usarle, anche se le tue mani restano piccole piccole e loro invece sono enormi :)

(Grazie Manuela, mi hai fatto un bellissimo regalo)

[Per iscrivervi alla mailing list dei miei workshop: beadsandtricks.ws@gmail.com]



mercoledì 10 luglio 2013

Misurare gli anelli

Lavorare con gli anelli ha quest'unica (grande) pecca: conoscere l'esatta misura. A meno che non si voglia fare sempre delle basi regolabili, quelle aperte dietro o a fili che si incrociano per intenderci (che non sono sempre bellissime, o funzionali all'estetica di un pezzo) bisogna lavorare sulle misure del cliente e questo non è sempre facile. Perché può capitare che il cliente non sappia quale sia la sua misura, o non sappia prenderla con precisione, oppure che abbia le mani che fanno le bizze, e specie d'estate è frequente che le dita si gonfino. L'ideale sarebbe avere la persona in  questione a portata di mano in modo che possa provare la misura. Non vi nascondo che quando mi ordinano un anello ho sempre un bel po' di ansia finchè non è giunto a destinazione.
Di solito cerco di essere sicura della misura dell'anello incrociando la circonferenza del dito con il diametro interno di un anello della persona che me lo ordina, in questo modo posso essere abbastanza tranquilla. Uso una tabella che ho trovato online e con la quale mi trovo molto bene:

Tabella da eliodoro.com

Di recente la mia amica creatrice di bellissimi gioielli, Giorgia Atzori - Ornamenti Sperimentali, ha inserito sul suo sito un comodissimo file in pdf da stampare grazie al quale si può facilmente risalire alla misura del vostro anello: basterà stampare la pagina e poi poggiare il vostro anello sui vari cerchi fino a trovare la misura esatta, utilissimo!!

Tabella misura anelli da Ornamenti sperimentali, file da stampare. 

D'ora in poi consiglierò sicuramente di stampare questo file e tenerlo a portata di mano quando scegliete un mio anello, oltre comunque a darmi la misura della circonferenza del dito tanto per essere ulteriormente sicuri.

giovedì 4 luglio 2013

I workshop di luglio

Anche a luglio, in clima quasi da vacanza, vi propongo due giornate intense di workshops!


Per chi volesse partecipare ecco qualche riferimento in più:

Domenica 14 e 21 luglio
Workshop:
"Introduzione alla lavorazione del metallo, forgiatura e foldforming" - livello base (non è richiesta alcuna esperienza precedente!).
Durata circa 3 ore.
Presso Artigianando, Lodi, h. 10

Workshop:
"Texture e rifiniture a mano e a macchina (multiutensile rotativo, tipo Dremel). Come lavorare la superficie del metallo per renderla interessante, e alcune nozioni su come rifinire correttamente i tagli, forare, e utilizzare gli strumenti manuali e la macchina per ottenere dei risultati ottimali sul metallo" - livello intermedio.
Durata circa 2 ore.
Presso Artigianando, Lodi, h. 15

Anche questa volta mi dedicherò al corso introduttivo sulla lavorazione del metallo per chi vuole partire proprio dalle basi: questo è il workshop di base che continuerò a proporre con costanza, anche dopo l'estate. E' consigliabile a chi non ha mai lavorato col metallo, o vuole apprendere le nozioni per un corretto approccio con questo materiale, che consiglio di fare anche per poi seguire i successivi workshop di approfondimento.
L'altro workshop che propongo è un approfondimento che vi consentirà di personalizzare i vostri lavori grazie all'utilizzo delle texture, e di rifinire al meglio ogni oggetto utilizzando sia gli strumenti manuali che un multiutensile elettrico (tipo Dremel per intenderci). 
I posti sono come sempre limitati, sia per ragioni di spazio sia per consentirmi di seguire ogni partecipante al meglio, e di lavorare in modo proficuo. Se avete voglia di partecipare vi aspetto a braccia aperte.
 
E se adesso non potete, ma volete essere informati sulle prossime iniziative, scrivetemi una mail e vi inserirò nella mailing list dedicata ai corsi:


mercoledì 19 giugno 2013

Minuteria fai da te: anellini

I famosi anellini di congiunzione o, in inglese, jump rings. Posso dire modestamente :) di non averne mai comprati di già pronti, li ho sempre fatti da sola all'occorrenza, ma solo da qualche tempo, aumentando la quantità degli anellini da fare, ho cominciato a farli veramente come si deve.
Ho sempre utilizzato il filo metallico e un mandrino: può essere un ferro da maglia, un tondino di legno o di metallo, una apposita pinza, insomma qualunque cosa abbia una sezione rotonda del diametro che vi interessa. E per tagliare usavo il mio tronchese normalissimo, che però ha il difetto di lasciare una bella bava al taglio, quindi ogni volta era un bel duro lavoro di lima su ogni anellino per rifinire il taglio alla perfezione e far sì che le due estremità del filo combaciassero alla perfezione.
Ecco perchè adesso ogni qual volta mi servano degli anellini ricorro al temuto seghetto da orafo...

Anellini in argento fatti a mano

E ricorro anche a simpatici espedienti per tenere ferma la molla da tagliare: qui potete vedere una molla in argento ferma su una delle mie pinze a sua volta fermata nella morsa da banco. Ma so che non è il massimo e la mia pinza (come vedete sulla punta) ne porta i segni. Ho letto che converrebbe avvolgere la molla di filo metallico con nastro adesivo di carta e tenerla con le pinze, oppure direttamente appoggiata allo stocco. Devo provare. Ma posso dirvi che non c'è niente di meglio di un anellino tagliato perfettamente dalla lama del seghetto: non devi praticamente usare più la lima (giusto se si è perfezionisti folli come me!), è pronto e si chiude perfettamente... Vale la pena di faticare un po' per un risultato così.

Anellini di congiunzione fai da te

I miei anellini d'argento, pronti per unire gli elementi di una collana che vedrete presto.

giovedì 30 maggio 2013

Attrezzi: martello per rivetti swiss style

Lo avete mai visto? E' il martello per rivetti di stile svizzero (Swiss style riveting hammer).

Dalle foto potete capire il mio viscerale amore per gli attrezzi! 

Posso solo dirvi che ne posseggo uno da un paio di settimane e non capisco come ho fatto senza! E' un adorabile piccolo martellino, fatto per rivettare in modo preciso e veloce. Molto leggero, il mio pesa giusto 55 grammi, ha una piccola testa tonda e piatta, e una penna trasversale molto sottile. Le dimensioni contenute e la particolare forma di questo martello lo rendono perfetto per formare al meglio i rivetti partendo dal semplice filo metallico.


La sottile penna è l'ideale per ampliare la testa del filo, anche di piccola sezione, fino all'ampiezza desiderata (ricordatevi di ruotare costantemente il filo mentre fate allargare la testa così che si espanda in tutte le direzioni). Poi ci pensa la testa piatta e tonda a definire il rivetto perfetto: appiattisce, toglie i segni che si erano formati un precedenza e soprattutto, date le dimensioni e il peso "piuma" del martello, consente di lavorare in spazi ristrettissimi, anche in presenza di pietre e perle. Oltre al suo naturale uso, questo martello è adattissimo per piccole forgiature su filo o lamina, in piccoli spazi, ad esempio se ci serve di fermare una perlina o un qualunque altro elemento su un filo metallico. La manegevolezza consente lavori accurati e di precisione.


 Se vi stavate chiedendo invece perchè il mio martello ha una A incisa sul manico la risposta è semplice: da quando faccio i corsi e porto con me i miei attrezzi, ho cercato di segnarli tutti a dovere in modo che non si confondano con quelli eventualmente portati dagli allievi. E' un ottimo metodo per personalizzarli: io ho usato semplicemente uno dei miei punzoni con le lettere dell'alfabeto, poi ho ripassato l'interno con una penna grigia dalla punta sottile.
Happy riveting! :)

mercoledì 15 maggio 2013

Attrezzi fai da te: sanding sticks o cabroni smeriglio

Solita domanda: ma quanto è bello che in inglese i nomi degli attrezzi siano così comprensibili? Stamattina mi accingevo a scrivere questo post cercando una valida traduzione in italiano per sanding sticks (stecche/bastoncini abrasivi??) ed ecco che dopo varie ricerche finalmente trovo il corrispettivo tecnico in italiano: "cabrone smeriglio". Yes!
Di cosa si tratta? di un'assicella o listello di legno che può avere diverse forme (a sezione tonda, rettangolare, quadrata ecc.), ricoperta di carta abrasiva. Chiunque abbia utilizzato la carta abrasiva solo strappandone o tagliandone un pezzetto sa quanto sia difficile utilizzarla efficacemente in quel modo, semplicemente tenendola in mano, specie se si vogliono ottenere delle superfici perfettamente lisce, o si lavora per ottenere dei profili ben precisi. Un supporto rigido aiuta tantissimo a regolare la forza usata.

Attrezzi fai da te: sanding sticks cabroni smeriglio

Realizzare da sé una di queste assicelle (eeehmmmm sorry, cabroni!) è veramente semplice, e solo per grande pigrizia non l'avevo ancora fatto. Ma ieri per tutto il giorno mi sono dedicata a mettere a posto i miei attrezzi, fare ordine, levigare le superfici dei martelli che presentavano segni di usura (come vi spiegavo in questo post), fare il dressing a quelli nuovi, e finalmente ho tagliato il mio listello di faggio che giaceva abbandonato da più di un mese in un angolo e adesso i miei sanding sticks sono pronti, anzi li ho già usati e vi dirò che è tutto un altro smerigliare! :)

L'occorrente per realizzare uno di questi indispensabili attrezzi fai da te è minimo:
- un listello di legno da tagliare in pezzi di circa 20 cm.
- carta abrasiva di varie grane che avrete di sicuro già a portata di mano
- un rotolo di nastro adesivo di carta
- un pennarello

Sanding sticks, cabroni smeriglio fai da te

Dopo aver tagliato il listello in vari pezzi da circa 20 cm., ho carteggiato i tagli per evitare di farmi male maneggiandoli. Ho tagliato un pezzo di carta abrasiva rettangolare lungo circa 7/8 cm. meno dell'assicella di legno e l'ho fissato col nastro adesivo di carta. Sul bordo ho scritto la grana della carta per averla sempre sott'occhio mentre lavoro. Nulla di più semplice. Man mano che la carta abrasiva si consumerà basterà strappare via la parte consumata e proseguire fino a che il foglio non sarà tutto usurato. A quel punto basterà sostituirlo con uno nuovo.
Buon lavoro! 

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Metallo

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giovedì 4 aprile 2013

Modificare i martelli

Si avvicina a grandi passi il primo workshop che terrò presso Artigianando. Come forse avrete già letto, si tratterà di un corso di base sulla lavorazione del metallo: parleremo delle sue caratteristiche, degli attrezzi che ci servono per lavorarlo, della forgiatura e faremo un'introduzione al foldforming.
Sulle attrezzature spesso mi fate delle domande, ricevo mail che mi chiedono dove trovare questo o quell'attrezzo. In realtà gli artigiani da sempre hanno creato da soli i propri attrezzi o ne hanno modificato di esistenti per adattarli a dei compiti specifici. Un attrezzo creato da noi, o modificato, è unico, e ci consentirà di ottenere solo quello che vogliamo. Magari anche questo argomento potrebbe essere oggetto di un mini workshop!
L'attrezzo fondamentale per lavorare il metallo è senz'altro il martello. Oggi vi posto un video che mostra come, molto semplicemente, possiamo modificare da soli il nostro martello per renderlo adatto alle nostre mani e a tanti usi.


Per ottenere un migliore bilanciamento e non stancarci possiamo adattare la lunghezza del manico alle dimensioni della nostra mano. Mentre è asolutamente indispensabile compiere i successivi passaggi di rifinitura delle teste del martello: smussarne gli angoli e rifinire a specchio la superficie d'acciaio ci consentirà di non lasciare segni sul metallo che stiamo lavorando.

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venerdì 11 gennaio 2013

La saldatura

Da quando ho postato il bracciale lunedì mi avete chiesto in tanti della saldatura. Io non sono un'esperta, ho appena cominciato dopo essermi documentata e aver letto e visto tante cose. Quindi, più che darvi consigli su come fare, ho pensato che era il caso di dare un'occhiata insieme a questo video, diviso in tre parti:


I link alle altre due parti del video:
Parte 2
Parte 3

Io ho utilizzato una normalissima minitorch a butano (la mia è la Versaflame della Dremel), e come saldante al momento sto utilizzando una pasta come questa:


L'ho presa solo perché non erano disponibili le strisce di saldante; questa pasta contiene già miscelati insieme sia il saldante che il flussante.


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mercoledì 24 ottobre 2012

Una lezione free sugli attrezzi: pinze

Mi viene chiesto spesso se tengo corsi sulla lavorazione del metallo e le tecniche che utilizzo. La risposta è: Sì! Da ormai più di un anno organizzo workshop e corsi, per i tantissimi che vogliono imparare a lavorare il metallo, sia in filo che in lamina (voi lo sapete che io non la chiamo tecnica wire :) )
Scrivetemi se siete interessati e magari ditemi quali argomenti potrebbe essere più utile trattare, così da stilare una scaletta anche in base alle vostre richieste. La mia mail per iscriversi alla newsletter dedicata: beadsandtricks.ws@gmail.com

E veniamo agli attrezzi, così magari per chi è alle prime e vuole prepararsi per seguire un corso può nel frattempo procurarsi le cose indispensabili.
Innanzi tutto è importante dire che per cominciare a lavorare il metallo non è necessario spendere molto, si possono benissimo utilizzare pinze e attrezzature di facile reperibilità (nei Brico o simili) con qualche accortezza. Perchè esistono le pinze professionali e hanno molteplici vantaggi, quali la leggerezza, la maggiore ergonomia, il metallo di migliore qualità (quindi una maggiore durata), i becchi più sottili. Ma io per anni ho usato le pinze per elettronica che si trovano facilmente nei negozi di bricolage, prima di passare a pinze più specificamente pensate per la gioielleria.

Le pinze per la creazione di bijoux in metallo (sì, anche per la famigerata tecnica wire!):


Pinza a becchi tondi: indispensabile per manipolare il filo metallico e creare anellini di congiunzione, asole aperte o chiuse, elementi di catene.

Pinza a becchi semitondi: l'interno del becco è liscio mentre l'esterno è semitondo. E' indispensabile che l'interno dei becchi sia liscio e non zigrinato, per non segnare il metallo mentre lo lavoriamo. La forma dei becchi, assottigliata via via verso la punta, la rende perfetta per lavorare in piccoli spazi.




Tronchese diagonale: perfetto per tagliare il filo a misura, se il taglio è preciso anche in punta vi consente di lavorare anche molto vicino ad una perla o in uno spazio ristretto. Controllate che chiuda bene. Ne esistono di vari tipi a seconda della precisione del taglio e della sbavatura lasciata. Il cosiddetto flush cutter è quello che quasi non lascia sbavature e consente di non dover fare troppo lavoro di rifinitura sui tagli.

Tronchese piatto: più adatto del tronchese diagonale a tagliare i fili che fuoriescono dalla lavorazione anche in piccoli spazi.






Pinze per wire wrapping: non sono indispensabili per cominciare ma comunque molto utili se decidate di usare molto il filo metallico per fare da voi i componenti come monachelle chiusure e anellini di congiunzione perchè vi consente di fare sempre anelli della stessa misura, e quindi di fare lavori più precisi e veloci. Ne esistono di varie misure e anche con ambedue i becchi divisi in tre sezioni di diverso diametro.



Pinze a punte piatte larghe: utilissime se fate molte spirali e in generale utili per tenere i pezzi fermi durante la lavorazione. Indispensabile che abbiano l'interno dei becchi liscio.



Pinze a becchi curvi: molto spesso nei brico non trovate le pinze a becchi semitondi dritti ma queste, che vanno comunque benissimo per gli stessi usi e hanno l'interno dei becchi liscio e non zigrinato.





A queste aggiungo, se pensate di lavorare molto coi fili soprattutto, anche le pinze coi becchi di plastica.
La prossima settimana qualche consiglio per trattare bene i vostri attrezzi e utilizzarli al meglio.


mercoledì 17 ottobre 2012

Pinterest tutorial: il bottone Pin It nei post

Pinterest logo

Qualche settimana fa ho scritto un post sull'onda della scoperta che Pinterest era diventato uno dei principali referral per il mio blog. E all'interno avevo elencato alcune "regole", diciamo dei comportamenti virtuosi, proprio a proposito di Pinterest e del controllo che possiamo e dobbiamo cercare di avere sulle nostre immagini.
Una di queste riguardava l'uso del bottone Pin It all'interno dei post. I fortunati possessori di blog su Wordpress hanno a disposizione un widget che permette di inserire correttamente all'interno di ogni post il fatidico bottoncino che permette di pinnare correttamente le immagini che si trovano all'interno di quel post. Purtroppo qualcosa del genere ancora non esiste su Blogger, per cui siamo costretti ogni volta ad inserire manualmente il bottoncino all'interno del codice html dei singoli post. In seguito alle numerose richieste che mi sono arrivate via mail e commenti, vediamo insieme come fare:

~ Scrivere e pubblicare un post contenente una o più immagini.
~ Andare alla pagina Goodies di Pinterest e scorrerla fino a trovare questa parte:

Pinterest tutorial: il bottone Pin it

~ Copiate e incollate l'indirizzo del vostro post (del post e e non del blog, mi raccomando) all'interno del primo campo contrassegnato dalla parola URL of the page to pin.
~ Se all'interno del vostro post sono presenti più immagini scegliete quella che vi piace di più, piazzatevi su di essa con il puntatore del mouse e copiate l'indirizzo dell'immagine (clic col tasto destro e selezionate "copia URL dell'immagine").
~ Incollate l'indirizzo dell'immagine nel secondo campo del form di Pinterest, quello contrassegnato da: URL of the image to pin.
~ Il form vi da' la possibilità di inserire direttamente una descrizione, quella che comparirà sotto il pin in Pinterest. Per esperienza, dato che moltissimi utenti fanno semplicemente il repin, difficilmente la descrizione viene alterata.

Pinterest descrizione

~ Dopo aver fatto tutto questo nel form, in basso, avrete un codice che dovrete copiare:

Pinterest tutorial: il bottone Pin it

~ Andate all'editor di Blogger e aprite il post dove volete inserire il bottoncino; cliccate in alto a sinistra sulla scheda HTML. Incollate il codice precedentemente copiato ovunque all'interno del post vogliate che appaia il bottoncino Pin It (io di solito lo incollo alla fine del post).
~ Per accertarvi che tutto abbia funzionato fate l'anteprima del post: il bottone dovrebbe essere visibile nel punto in cui lo avete inserito. Cliccate Aggiorna.

Happy Pinning :)