Pensavo di avere maggiori difficoltà a saldare tutte le coppette insieme nella posizione corretta, invece è stato relativamente semplice, a parte una saldatura che ho dovuto rifare. Altra incognita era saldare i perni all'interno della coppetta più grande, quando affronto cose come queste non sono mai troppo sicura di me, e infatti la posizione dei perni poteva essere migliore, però funziona tutto! Ultima saldatura, gli anellini a cui agganciare la catenina.
mercoledì 23 novembre 2016
Il gioco delle bolle
Pensavo di avere maggiori difficoltà a saldare tutte le coppette insieme nella posizione corretta, invece è stato relativamente semplice, a parte una saldatura che ho dovuto rifare. Altra incognita era saldare i perni all'interno della coppetta più grande, quando affronto cose come queste non sono mai troppo sicura di me, e infatti la posizione dei perni poteva essere migliore, però funziona tutto! Ultima saldatura, gli anellini a cui agganciare la catenina.
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giovedì 3 settembre 2015
I workshop di settembre
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martedì 19 maggio 2015
Tornano i tubicini: orecchini in ottone
Tornano sì, dopo averne realizzati diversi ormai un bel po' di tempo fa, li avevo un po' abbandonati. Ma ultimamente, grazie alle cose nuove che sto imparando, questa forma ha ricominciato a farsi vedere fra le mie cose, anche se realizzata in modo diverso da come facevo (un po' ingenuamente) prima. E adesso riesco a farli molto piccoli, il diametro minore consente di realizzare oggetti più delicati. Come questi orecchini che vi presento oggi in ottone similoro e argento.
lunedì 20 aprile 2015
Due ovali e una perla
Questi piccoli orecchini hanno una forma abbastanza inconsueta per me, ho utilizzato due piccoli scarti di rame ritagliandone degli ovali irregolari e poi ho sovrapposto il piccolo ovale reticolato lasciando spazio per un foro a cui ho agganciato una perla di fiume.
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mercoledì 1 aprile 2015
Scarti di ottone
Ormai penso di aver trovato collocazione ad ogni scarto possibile. Ogni volta che mi capita di traforare un pezzo (i miei semplicissimi trafori molto geometrici eh...) gli scarti trovano abbastanza presto il loro nuovo posto nel mondo.
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mercoledì 7 gennaio 2015
Argento, ottone e labradorite
Un altro dei miei puzzle, un altro dei miei tentativi di trovare armonie fra pezzi fatti senza un perché e pezzi recuperati. Continuo ad accostare questi tre elementi, ottone, argento e labradorite, ogni volta cercando un'espressione nuova, e riuscire a trovarla ogni volta è una sorpresa.
Un grande elemento in ottone similoro, lavorato a foldforming, che ho semplicemente rivettato su del filo d'argento. Questa forma ha un che di primitivo e arcaico che, secondo me, risalta per contrasto grazie agli elementi molto lineari e leggeri che la completano.
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lunedì 20 ottobre 2014
Argento riciclato: dal cucchiaino all'orecchino
Ricordate quando scrivevo spesso di materiali riciclati, e vi torturavo con le mie pratiche green? Una delle cose che ho sempre cercato nei miei lavori con materiali riciclati, e ho sempre ammirato in quelli degli altri, era il fatto che non si percepisse quasi più l'oggetto di partenza, la sua forma e soprattutto la sua funzione precedente. Quando uso un materiale di recupero vorrei che diventasse altro, che si vedesse esclusivamente ciò che è diventato.
Quando ho cominciato a lavorare di più l'argento mi sono chiesta come fare a recuperare quello che avevo in casa, frutto di regali soprattutto, e dopo vari tentennamenti ho deciso semplicemente di provare. Ho iniziato dalle cose più piccole che avevo in giro, alcune bomboniere e delle posate, nella fattispecie cucchiaini. Le posate non sono per niente facili da lavorare perché in argento .800, ma con tanta pazienza e un bel po' di lavoro il cucchiaino diventa una piatta superficie da cui ricavare piccoli gioielli. Cercando di sprecare meno materiale possibile (ma poi si riutilizza anche quello per piccole fusioni) cerco forme semplici ma non banali.
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Argento .800, argento 925, labradorite, pietra di luna
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lunedì 29 settembre 2014
Collana, coppette, colore
A quel punto però devo aggiungere una terza coppetta di colore, forma e dimensione giuste, guidata dalle belle tormaline che ho scelto di montare per completare la collana, dei sassetti irregolari dai colori autunnali e bellissimi. E poi una chiusura, una chiusura sul davanti, ma piccola e discreta che non tolga importanza al pendente.
Ed eccola qua. Una delle mie "composizioni". Una di quelle delle quali sono molto felice, perché la sento giusta, armonica in ogni particolare. Nei colori delle patine e delle pietre, nelle forme. Questa tridimensionalità che regala la forgiatura ormai è quasi imprescindibile, anche se è solo accennata, come in altre cose che ho fatto di recente, oppure frutto di lungo lavoro come in questo caso.
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Rame, tormaline, patine
Pubblicato da Alessia Spalma alle 08:04:00 5 commenti
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lunedì 21 luglio 2014
Ottone e ametista, piccole gocce
La scorsa settimana ho pubblicato su Facebook una foto che, inaspettatamente, ha riscosso tantissimo interesse. Era una delle mie solite foto dei lavori in progress, stavo cercando di completare un lavoro iniziato ormai non so più quanto tempo fa, e così ho scattato una foto a quello che avevo davanti a me: un paio di gocce in ottone similoro, qualche perla e rondella di ametista, due pezzetti di filo d'argento.
Che sono diventate questi piccoli orecchini. Il gancio in argento è saldato sul retro del pezzo in ottone, la perla e la rondella di ametista, di sfumature diverse, sono semplicemente rivettate alla base.
Era tanto che non usavo il mio colore preferito, sentivo la mancanza di qualcosa di viola. E l'accostamento del colore caldo dell'ottone similoro e dell'argento mi piace sempre di più.
Sono davvero una cosa molto semplice, ma il risultato mi piace tanto, anche per il tocco di colore che spesso serve ma volevo trovare il modo di rendere delicato e non troppo invasivo.
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Ottone similoro, argento 925, ametista
Pubblicato da Alessia Spalma alle 11:12:00 7 commenti
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martedì 25 marzo 2014
Un bracciale: rame forgiato e labradorite
Da un'idea ne nasce un'altra, succede, un po' per caso, un po' perché ti ci arrovelli su cercando una soluzione che ti soddisfi, oppure cercando di realizzare un oggetto che manca nella tua "produzione" da un po' di tempo. Ormai diversi mesi fa avevo realizzato dei piccoli bracciali forgiati che non vi ho ancora mostrato, fatti più che altro come esercizio e soprattutto perché non realizzavo bracciali da tantissimo tempo. La resa mi era piaciuta molto. Però erano quel classico esempio di oggetto in cui senti che manca qualcosa, ma non sai cosa. E più pensi meno ti vengono idee su cosa possa completarlo e come.
Poi, qualche giorno fa, nel tentativo di risolvere questa cosa ho accostato a quei braccialetti delle rondelle di labradorite, ed eccolo lì. Sì, ok, l'effetto era molto bello... ma come montarlo? Come inserire le pietre nel canale molto irregolare che ottengo dalla forgiatura? Non volevo snaturare quell'idea e quella lavorazione irregolare che mi piace molto, non volevo creare dei pezzi che ho già visto in giro (seppure l'idea di questo genere di bracciali sia ovviamente già vista), dove le pietre sono racchiuse all'interno del canale in metallo, proprio incastonate.
Dopo varie prove sono riuscita a capire come fermarle, pur lasciando al bracciale tutta la sua naturale irregolarità e il movimento che si ottiene grazie al lavoro del martello. E facendo le foto scopro che i bracciali più semplici di cui vi parlavo all'inizio, lavorati allo stesso modo e questo, vestito con le mie pietre preferite, insieme stanno davvero perfettamente!
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Bracciale forgiato a mano in rame e labradorite.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:37:00 7 commenti
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lunedì 3 marzo 2014
Ottone in verde per una collana
Non che il verde sia mai stato fra i miei colori preferiti. Però apro le mie scatole di pietre e ci trovo tante tonalità di verde: il tenue colore dell'amazzonite, il verde vivo del peridoto, le trasparenze della prehnite... L'ho usato e continuo ad usarlo moltissimo, e mi sono chiesta se sia soltanto perché sta tanto bene coi metalli che uso, soprattutto con il rame. Forse senza saperlo ho iniziato ad amare questo colore, che ritrovo nei miei boschi, nelle mie camminate, che mi da' tranquillità. Me ne circondo inconsapevolmente.
Questo filo di diaspro pieno di venature e quasi grezzo, fa parte del bottino dell'ultima edizione di Creattiva (la fiera della creatività di Bergamo). Preso proprio perché le rondelle erano poco lucide, e il colore molto bello e non uniforme. Mentre la storia degli elementi in metallo che compongono questa collana è quella che già avete sentito raccontare tante volte...
Volevo provare a lavorare a foldforming l'ottone similoro e così avevo realizzato questi pezzi, lasciati poi nella scatola dei nonsocosafarci per tantissimo tempo. Un giorno mi sono decisa a patinarli per vedere se la patina poteva venire bene, patina che si è formata direttamente sul colore lasciato dalle ricotture. E dato che sì, era venuta proprio bene!, ci ho passato su almeno una settimana per decidere come montarli.
La particolarità di questa collana è che può essere indossata in due diversi modi, è un gioco che mi intriga sempre. La chiusura è una variante della T-clasp, realizzata utilizzando proprio gli anelli formati dai pezzi lavorati a foldforming (chiusi da rivetti) e da uno spiculum, sempre in ottone similoro. Anche qui, come nelle mezze coppette che ho intervallato alle pietre, il colore è solo quello della ricottura, un rosso scuro davvero molto bello.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 10:11:00 15 commenti
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martedì 4 febbraio 2014
Patina sul rame
La patina è davvero un elemento imponderabile. Fa parte del suo fascino, probabilmente, il fatto che ogni volta che tenti di ottenere un colore puntualmente ne viene fuori un altro, sfumature impreviste, parti che si staccano e che rivelano il metallo sottostante. La patina che si sviluppa naturalmente dall'esposizione del metallo a un qualche agente chimico (sia esso volatile o liquido) è sempre un'incognita. Basta una variazione di temperatura, il grado di pulizia del pezzo che vogliamo trattare, una piccola variazione nelle proporzioni delle sostanze che utilizziamo... tantissimi fattori possono influenzare il risultato che si otterrà. E poi bisogna avere molta pazienza. Perchè la patina ha bisogno di asciugare sul metallo, e cambierà ancora, a volte bisogna aspettare per giorni per capire cosa abbiamo ottenuto.
Questa lastrina colorata di verde/blu e arancio è frutto delle tante prove che ho fatto quest'estate per preparare il prossimo workshop sulle patine. Non era solo particolarmente bella la combinazione di colori che ho ottenuto. Per caso somigliava moltissimo ad una perla in ceramica raku che avevo comprato molto tempo prima, e che aspettava una degna collocazione in un pezzo che valorizzasse la sua forma così particolare e i suoi colori.
Ogni singolo componente di questa collana è unito agli altri con connessioni a freddo, rivetti in primo luogo, che permettono di mostrare tutta la bellezza dei colori e di montare anche la perla che non ha un classico foro passante, ma è una spirale chiusa su sé stessa con il solo spazio al centro.
Ogni volta che patino un pezzetto di metallo è un'avventura. E il risultato a volte è degno di essere utilizzato come una pietra preziosa, incastonato al centro di un gioiello.
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lunedì 20 gennaio 2014
Ancora cerchi, rame e labradorite
Questi cerchi in rame li avete già visti, simili, in una collana di qualche mese fa, che rimane una delle cose che ho amato di più fra i gioielli realizzati lo scorso anno. Cerchi e ancora cerchi, una forma rassicurante, che non ha fine e non ha inizio. Cerchi uno dietro l'altro, a comporre il centrale di questa collana, uniti fra loro da semplicissimi chiodini perchè siano liberi di muoversi.
E un altro cerchio è il girocollo, che prosegue il suo disegno intersecando il pendente. All'interno del primo cerchio di rame sono inserite delle rondelle di labradorite. Questa volta mi sono concentrata di più sulla texture degli elementi in rame, la forma è più regolare, il bordo sempre un po' ruvido.
E poi i particolari, quelli in cui mi perdo, che sono capace di studiare per ore, finchè tutto l'insieme non mi convinca fino in fondo. Allora copro il cavetto con alcuni giri di rame ricavato dagli scarti che affollano sempre il mio tavolo, e creo un piccolo gancio che stia bene con quelle belle pietre ovali dalle sfumature blu e verdi.
Se vi dicessi per quanti mesi quei tre cerchi sono stati appesi nella bacheca sul mio tavolo non ci credereste... Però alla fine sembra che anche l'attesa abbia un senso.
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lunedì 18 novembre 2013
Perseveranza
Prove, errori, tagli non previsti. Forse alla fine, nel parlare di come nascono i miei oggetti, spesso finisco col dire le stesse cose: stavo provando a fare qualcosa, poi ho fatto un errore banale, poi ho cercato di rimediare, e alla fine con quell'errore ho cercato di combinare qualcosa. Spesso è semplicemente questo quello che faccio. E ho sempre l'impressione che questo lavoro mi abbia insegnato molte più cose di quanto io mi renda conto. Ad esempio mi ha insegnato la pazienza che non ho mai avuto. Mi ha insegnato a guardare le cose sempre da un'altra prospettiva, la fiducia che da quasi tutto si possa ricavare qualcosa di buono. Mi ha anche insegnato a non arrendermi di fronte agli errori. La perseveranza.
Così non butto via. Tengo lì, perchè non si sa mai. E la cosa più strana è che sul mio tavolo ci sono altre cose, più "normali", più solite per me. Ma poi a un certo punto finisco per tornare a quei due pezzi tondi, con quel taglio assurdo che nasconde e cancella l'errore stupido, con quei segni che sembrano strani pianeti in orbita. E vedo qualcosa.
Fra tutte le altre cose solite e normali, cose più rassicuranti, questi orecchini sono la cosa che mi piace di più. Non mi somigliano per niente all'apparenza, ma parlano di me molto più di tante altre cose.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:03:00 10 commenti
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lunedì 11 novembre 2013
Similoro e patina
Prendete l'ottone, e aggiungete giusto un po' più di rame. Beh, non esattamente poco... L'ottone similoro è sempre una lega di rame e zinco, ma contiene una più alta percentuale di rame, oltre l'80%. Questo ne fa una lega dalle caratteristiche più simili al rame che non all'ottone, più facile da lavorare perchè più malleabile, più soggetto all'ossidazione similmente al rame, e soprattutto dotato di un colore molto più caldo. Il che me lo fa decisamente preferire, dato che proprio non amo quelle sfumature verdastre che a volte prende l'ottone.
Ho voluto provare ad utilizzarlo, in un modo un po' nuovo per me, ma che mi ha dato molta soddisfazione: ritagliando questi ovali irregolari al traforo e poi unendo i due pezzi così ricavati con un rivetto decorativo. Non prima di aver patinato i pezzi pieni di blu. Mentre la patina che vedete sull'ottone è soltanto ottenuta con la fiamma, ed è stata ripulita un pochino lasciando qualche graffio e qualche traccia.
Sicuramente questa lega è molto interessante, sia per la facilità di lavorazione che per gli effetti di colore che si possono ottenere. Adesso ho preso una lastrina un po' più consistente e non vedo l'ora di utilizzarla con altre tecniche, il foldforming sicuramente ma per prima la forgiatura.
lunedì 7 ottobre 2013
Una collana, tante tecniche
Oggi vi mostro questa collana perchè sono reduce da un intenso fine settimana che è culminato ieri in una giornata di corsi. E stamattina, mentre sceglievo tra le foto l'oggetto da pubblicare, ho visto questa collana che ho fatto quest'estate e ho ritrovato qui riunite tante tecniche diverse, alcune delle quali sono state oggetto del mio lavoro di ieri insieme ai miei bravissimi allievi.
Vedete quei due fili di rame che agganciano il pendente al girocollo? Erano rimasti nella mia scatola degli scarti dopo un corso, sono il risultato delle prime prove di forgiatura sul filo. Li ho saldati a due lastrine a forma di semicerchio sulle quali spicca una bella texture.
E poi ci sono rivetti, che le uniscono alla lastrina con la patina verde-blu.
Il pendente a me fa pensare a una coccinella, mentre il girocollo mi fa pensare a tutto il lavoro che serve per fare ogni singolo elemento completamente a mano, dagli anellini di congiunzione tagliati uno ad uno col seghetto ( ma così risultano davvero perfetti!), ad ogni elemento della catena, alla chiusura.
Però alla fine che soddisfazione, quando tutto è un insieme armonico di forme pensate per stare insieme e completarsi a vicenda.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:00:00 6 commenti
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