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venerdì 28 febbraio 2014

Il porta gomitolo (yarn bowl)

I workshops sono sempre una sorpresa per me. Con molte delle persone che hanno partecipato si è creato anche un bel rapporto personale, una conoscenza che era solo unilaterale è diventata un rapporto in due direzioni, e quando questo succede è una delle cose più belle. Allora è quasi una festa ritrovarsi intorno a quel tavolo, a condividere un momento di crescita e di partecipazione. Poi ci sono quelle domeniche che mi portano persone sconosciute, che arrivano da lontano e fanno tanti chilometri per venire da me, si alzano presto la mattina, prendono il treno/perdono il treno, caparbiamente fanno di tutto per esserci. Quelle domeniche in cui tanti accenti diversi mi fanno sentire il centro del mondo.

Porta gomitolo in ceramica artigianale (yarn bowl)

Qualche volta qualcuno arriva con un dono. Non so come mi conosciate così bene. Perché a volte le persone che ti sono più vicine non sanno niente di te, pensano che chissà cosa serva per farti felice, no? E invece basta solo mettersi in ascolto per sapere cosa può regalare un sorriso.
Questa bellissima tazza porta gomitolo mi è stata regalata da una bravissima allieva, che coltiva tantissimi interessi e attività manuali, fra le quali la ceramica. 

Tazza porta gomitolo in ceramica

Però Ernesta non ha un sito o un blog dove poter vedere le belle cose che realizza, perciò ancora di più avevo voglia di mostrarvela. Ho messo nella tazza porta gomitolo il bellissimo filato in lana e alpaca di Drops con cui sto facendo un cardigan, uno di quei lavori in cui mi perdo, che lascio da parte e poi riprendo... Spero di finirlo presto. Il modello è in un bel libro che si chiama New England Knits.

Porta gomitolo in ceramica artigianale

** Questo post è dedicato a tutte le persone che hanno partecipato ai worshops, che mi scrivono, che mi supportano e che mi danno fiducia. Grazie, siete davvero troppi per nominarvi, ma saprete che parlo di Voi **



venerdì 7 febbraio 2014

Segnapunti per la maglia

Vi è capitato di acquistare materiale che poi non avete mai utilizzato e che ora giace in fondo ad un cassetto? Può succedere per tantissimi motivi, ma soprattutto quando si inizia una nuova attività capita di comprare tante cose che poi si finisce per non usare. Confesso di avere diverse scatole nei miei cassetti piene di perline e altro materiale che nel corso del tempo ho abbandonato del tutto. Soprattutto vetri e mezzo cristallo, ma anche cavetto, schiaccini, componenti che non fanno più parte del mio modo di concepire un gioiello o un bijoux.
Qualche settimana fa avevo bisogno di qualche segnapunto per il lavoro a maglia che sto facendo, e allora ho pensato di andare a pescare qualcosa di carino dalle mie scatole di perline.

Segnapunti per il lavoro a maglia

Per prima cosa ho trovato quattro belle perline in ceramica lilla... il mio colore preferito e inutilizzate? giammai! Cerco ancora e trovo il giusto abbinamento di colori con qualche perlina di conteria, e poi dei piccoli pendenti a forma di cuore e di stellina che non so nemmeno quando mai posso averli presi... ma insieme sono perfetti. Un po' di cavetto e qualche schiaccino e il mio nuovo set di segnapunti è pronto.

Segnapunti per lavoro a maglia / Stitch markers

Adesso devo solo decidermi a finire questo maglione, non ho più scuse...!
Happy Knitting :)



martedì 4 febbraio 2014

Patina sul rame

La patina è davvero un elemento imponderabile. Fa parte del suo fascino, probabilmente, il fatto che ogni volta che tenti di ottenere un colore puntualmente ne viene fuori un altro, sfumature impreviste, parti che si staccano e che rivelano il metallo sottostante. La patina che si sviluppa naturalmente dall'esposizione del metallo a un qualche agente chimico (sia esso volatile o liquido) è sempre un'incognita. Basta una variazione di temperatura, il grado di pulizia del pezzo che vogliamo trattare, una piccola variazione nelle proporzioni delle sostanze che utilizziamo... tantissimi fattori possono influenzare il risultato che si otterrà. E poi bisogna avere molta pazienza. Perchè la patina ha bisogno di asciugare sul metallo, e cambierà ancora, a volte bisogna aspettare per giorni per capire cosa abbiamo ottenuto.

Pendente in rame con patina verde e arancio, ceramica raku

Questa lastrina colorata di verde/blu e arancio è frutto delle tante prove che ho fatto quest'estate per preparare il prossimo workshop sulle patine. Non era solo particolarmente bella la combinazione di colori che ho ottenuto. Per caso somigliava moltissimo ad una perla in ceramica raku che avevo comprato molto tempo prima, e che aspettava una degna collocazione in un pezzo che valorizzasse la sua forma così particolare e i suoi colori.

Collana in rame patinato, cuoio e ceramica raku

Ogni singolo componente di questa collana è unito agli altri con connessioni a freddo, rivetti in primo luogo, che permettono di mostrare tutta la bellezza dei colori e di montare anche la perla che  non ha un classico foro passante, ma è una spirale chiusa su sé stessa con il solo spazio al centro.
Ogni volta che patino un pezzetto di metallo è un'avventura. E il risultato a volte è degno di essere utilizzato come una pietra preziosa, incastonato al centro di un gioiello.





martedì 2 aprile 2013

Argento fuso

E' stato una mattina che avevo un sacco di cose da fare. Ma poi, come spesso mi capita, mi perdo a fare tutt'altro. La replica di un oggetto si trasforma in un'altra cosa, completamente diversa. Per un caso all'inizio, e poi per la curiosità di capire come si comporta un materiale, cosa succede se...

Anelli in argento fuso

La superficie dell'argento si raggrinzisce, si crepa. Il controllo sul cannello deve essere attento perchè altrimenti un bellissimo effetto si trasforma in un danno. E alla fine mi ritrovo in mano questi due anellini, dalla superficie irregolare, che ripuliti rivelano i loro chiaroscuri. Il pensiero va subito a delle perle in caramica raku che avevo preso un po' di tempo fa senza sapere bene cosa ne avrei potuto fare, molto diverse dalle cose che uso di solito.


La sfida era riuscire a montare le perline, che hanno un foro abbastanza grande, riuscendo ad ottenere lo stesso effetto di texture degli anellini anche sulle palline all'estremità del filo. Provare e riprovare fino ad avere delle palline abbastanza grandi da fermare la perla, fondere e rifondere fino ad ottenere piccoli crateri e una superfice ruvida e irregolare è stato un lavoro di ore, ipnotizzata dalla fiamma, dal colore del metallo che cambia, dalle fluide variazioni della sua consistenza, e i tentativi di fermarsi in tempo prima di combinare disastri.


Se c'è una cosa che mi affascina sempre è sentire sotto alle dita la superficie irregolare che cambia e che trasmette il senso della materia.


giovedì 28 febbraio 2013

Mani, artigiani, artisti: Sue Paraskeva

L'atto di rompere un oggetto potrebbe sembrare a prima vista, col senso comune, un atto distruttivo.
Invece, sorprendentemente, può essere ciò che da' vita a qualcosa di nuovo, di più interessante perchè nato dal caso, ogni risultato unico, ogni pezzo vivo e in movimento.

Sue Paraskeva, Ceramista.

 
Isle of Wight based artist Sue Paraskeva produces exquisite thrown porcelain installation work, altered one-offs, and sublime tableware.


lunedì 11 febbraio 2013

Onde

Lievi increspature, onde leggere sulla ceramica raku. Onde che si disegnano anche sulla lastra di rame incisa. 
Sarà voglia di acqua, la voglia del mio mare che mi prende ogni tanto così forte...
Una nostalgia e una voglia di sentirne il suono, di toccare la sabbia, di farmi portare lontano da tutto dal suo movimento. Nostalgia del mare in inverno, del mare che in pochi amano, del mare solitario e pieno di profumi delle mareggiate di febbraio.


Insieme ancora la ceramica raku di Gloria Tovo e il mio rame. 


mercoledì 5 dicembre 2012

Natale Handmade

Due giornate meravigliose, nonostante il freddo e la pioggia che hanno accompagnato i miei spostamenti per arrivare a Milano in questo bellissimo spazio che ci ha ospitate, il laboratorio di ceramica di Martina De Michelis, Lamarti.


Mi hanno accolta sorrisi e chiacchiere creative, il bianco delle pareti che metteva in risalto i coloratissimi accessori di Elisa ed Elena, le ceramiche di Martina e le collane di Marta. Un'atmosfera familiare, calda e affettuosa. Che non solo ha attratto le tante persone venute apposta a trovarci, ma anche chi passava per caso e vedeva dalla vetrina tanta animazione e colore.


Trovarsi fra amiche a condividere un evento del genere è veramente importante, non senti quasi la fatica, e tutto diventa più semplice, ci si aiuta a vicenda, si mettono in risalto lavori delle altre...


E' stata veramente una bellissima esperienza, arricchita anche dall'incontro con persone che desideravo conoscere da tempo e che sono venute a trovarmi.
Grazie di cuore a Elisa che anche questa volta mi ha chiesto di partecipare nonostante negli scorsi anni le avessi sempre detto di no per un motivo o per l'altro. E alle sue splendide amiche che mi hanno accolta come se già mi conoscessero.

lunedì 8 ottobre 2012

La mia Creattiva

Sono reduce da una specie di sogno. La stanchezza accumulata in questi quattro giorni di fiera non ha avuto la meglio, dormire tre ore per notte per rimpiazzare gli oggetti adottati (e purtroppo in un caso letteralmente rubati), le dimostrazioni, le domande sempre curiose, il lavoro sullo stand... niente può impedirmi di stare qui stamattina a dire grazie.
Guardavo adesso le poche foto che ho fatto in questi giorni, soprattutto ieri in treno mentre tornavo a casa, stremata ma felice. E mi dicevo quanto sono fortunata.

Creattiva 2012 pass
                                        Il mio pass espositori... :))

Grazie a Dremel che continua a credere in me e nel mio lavoro, nella mia capacità di trasmettere entusiasmo e passione per quello che faccio.
Grazie alla meravigliosa famiglia Barozzi di Ra.M.U. che mi ha accolta con affetto e calore: persone speciali, competenti e innamorate del proprio lavoro. Se siete di Brescia e dintorni (ma anche no!) rivolgetevi tranquillamente a loro per qualunque consiglio o acquisto riguardi i prodotti Dremel e Bosch.

Creattiva stand Dremel Ra.m.u.
                                                           Lo stand, fornitissimo e ordinatissimo. E il roll up col mio  nome... :) 

Grazie a Boris, il tecnico Bosch instancabile e disponibilissimo senza il quale il mio lavoro sarebbe stato sicuramente più difficile.
Grazie a tutte le lettrici silenziose del blog che si sono finalmente palesate. Alcune arrossendo, altre confessando di essere già venute a trovarmi in altri luoghi, tutte con sorrisi e abbracci da vecchie amiche, chi con un dolce dono. Non ho davvero parole per dirvi quanto è importante per me che voi siate al di là dello schermo, che le mie parole siano importanti per voi quanto lo sono per me, che il mio lavoro vi fa appassionare, o vi fa riscoprire un lato di voi dimenticato per la fretta, la vita complicata, le incombenze quotidiane.

Dolcezze in dono: i baci di Alessandria
                                                           I baci di Alessandria, il dolce dono di una lettrice.

Grazie a chi ha seguito le dimostrazioni, siete stati tantissimi! Non sapete quanto è bello per me vedere tutto l'interesse e la curiosità per quello che amo. Chi pensava che fossi chissà che mito ha scoperto quanto io possa essere imbranata: utensili che volavano di qua e di là, ricerca spasmodica di qualcosa di introvabile, martellarsi il dito l'ultimo giorno (davvero la stanchezza era tanta!!).

La bua
                                         La bua...

Grazie alle amiche, alle blogger, alle persone venute apposta anche da lontano per salutarmi, e a chi mi ha detto porgendomi la mano "Ciao, io sono una tua fan!" non sapete quanto sia emozionante per me, e irreale...
E ancora grazie, forse un po' anche a me stessa e alla mia caparbietà (che rasenta la testardaggine, lo so) nel volere cercare la mia strada, perché molte, moltissime persone che non sapevano della mia presenza passando hanno riconosciuto i miei lavori, hanno alzato lo sguardo e chiesto: "ma sei tu Beads and Tricks??". Una gioia immensa...

E poi qualche acquisto sono anche riuscita a farlo, anche se mi dispiace che il mio tempo sia stato troppo poco e di non aver potuto vedere nemmeno tutta la fiera. Ma la mia puntatina da Gloria Tovo alla ricerca delle meravigliose perline in ceramica raku non poteva mancare. E poi seduta per terra con la mia Ba con le mani in questa cesta magica contenente vecchi fuselli di legno per il tombolo, uno più bello dell'altro...

fuselli per tombolo

E secondo voi qualche gomitolo di Felted Tweed della Rowan poteva mancare? Il prossimo scialle sarà viola, anzi Peony...
Rowan yarns

lunedì 30 gennaio 2012

Intorno alla ceramica Raku

Le mie passioni ormai le conoscete, una di queste è cercare e trovare materiali artigianali, componenti originali e (se è possibile) unici da utilizzare nei miei bijoux. Il nostro panorama si sta talmente uniformando che ancora di più distinguersi è un'impresa non da poco, ma fondamentale. Per averne contezza basta girare un po' per blog, infatti da tempo io lo faccio raramente,  il tempo lo impiego per studiare, sperimentare, seguire i miei punti di riferimento.
Quando ho trovato le creazioni in ceramica raku di Gloria Tovo sono rimasta incantata e per scegliere le perle da portare a casa ci ho messo tantissimo. Erano tutte troppo belle, ognuna diversa dalle altre, con colori incredibili e forme sempre interessanti. Un piacere prenderle in mano e immaginare per ognuna una forma, un oggetto finito, un possibile utilizzo.

                Stilo, rame, ceramica raku, foldforming

Ho scelto questi tubicini che si avvolgono a spirale, con colori stupendi, un anticipo di primavera. E li ho montati insieme al rame lavorato con la tecnica del foldforming, completando il tutto con chiodini rosati fatti  a mano, coi quali ho fatto anche i gancetti, e tanto tanto filo. La forma ricorda un po' una piuma, ma mi fa pensare anche ai vecchi pennini delle stilografiche.


Oltre alle perle Gloria Tovo crea bellissimi bottoni e oggetti, sempre in ceramica raku, e mi piace in modo particolare il modo di esporre tutte queste meraviglie coi colori dell'arcobaleno che si dipingono sul banco:

Foto di Gloria Tovo


lunedì 23 gennaio 2012

Bottoni e rivetti

Incorporare un bottone in un design non è semplice, e crea alcune difficoltà oggettive, per me in primo luogo estetiche. Certo se create bijoux textiles i bottoni li cucirete semplicemente e via. Ma il bottone (per di più in ceramica) insieme al metallo è un po' più complicato.
Imparare tecniche nuove serve anche a farci guardare alle nostre precedenti difficoltà con un sorriso. Usando i rivetti, le giunzioni a freddo di cui ho parlato spesso, la difficoltà di unire due materiali così differenti si è azzerata per incanto. Anzi, secondo me è la tecnica più corretta per farlo, e permette di unire materiali come carta, plexiglas, pietre, ceramica, cuoio, pelle, fibre, tessuti e così via, in maniera stabile e sicura.


I bottoni usati qui sono i bellissimi bottoni Buttonmad di cui vi ho parlato qualche tempo fa. E il cuore ve lo mostro adesso a ragion veduta, la conoscete tutti la mia simpatia per l'invasione di cuori che c'è verso febbraio...


Il rame e il bottone sono accompagnati da amazonite (la goccia e le chips) e perle in vetro sfaccettato dai riflessi color vino. Parte della catena è sostituita con cuoio naturale.


Un richiamo alla chiusura della collana negli orecchini, che sulla lamina hanno fissati due bellissimi bottoncini a forma di fiore con le stesse sfumature di colore della collana e due piccole perline di amazzonite a decorare la monachella.
Lavorare con materiali belli e speciali è un  privilegio. Così come quando mi capita di trovare delle belle pietre o dei pezzi vintage, anche questi bottoni artigianali sono stati di ispirazione. E una sfida ad imparare qualcosa di nuovo per poterli utilizzare al meglio.

martedì 20 dicembre 2011

Buttonmad, una storia di donne

Quando incontri storie come quella che vi racconto oggi cominci a credere veramente che anche una sola persona e il suo sogno possano fare la differenza, se non nel mondo intero almeno nella vita di molte altre persone.
Questa storia inizia nella cucina di Jennifer Pascall, a Johannesburg in Sudafrica, nel 1984. E quello che era un piccolo business fatto di bottoni in ceramica modellati la notte sul suo tavolo, nel corso degli anni è diventato una piccola azienda che da' lavoro a tante donne della comunità locale, persone che non avevano mai preso un pennello in mano, che sono state formate e adesso, orgogliosamente, danno vita a piccoli capolavori.



Oggi la Buttonmad crea bottoni in gres e ceramica e pendenti appositamente studiati per la creazione di bijoux, utilizzando materiali ecologici e processi produttivi sostenibili. I bottoni vengono poi venduti in gruppi, elegantemente presentati su cartoncino corrugato. Ogni pezzo è interamente lavorato a mano e la qualità si percepisce a prima vista. E al primo tocco.
Ho acquistato il mio cuore Buttonmad alla Fiera di Vicenza, dove ho finalmente conosciuto Alessio, la persona che ha creduto in questo prodotto d'eccellenza e ha pensato di portarlo in Italia. Ho creato una collana partendo da quella forma e riproducendola anche in rame. Insieme, a riprendere il bellissimo colore del pendente, ho usato delle rondelle di acquamarina e dei links inconsueti.


E questo è il "retro", giusto per farvi vedere quanta cura c'è in ognuno di questi pezzi. Questo cuore è reversibile!

lunedì 10 ottobre 2011

I nuovi bracciali

Vi avevo anticipato qualcosa di questi bracciali prima del mio ritorno a casa. Sono una bella sintesi di quello che al momento mi interessa e mi appassiona: c'è un materiale naturale, il cuoio. C'è il rame in forma di lamina. C'è il rivetto. E c'è soprattutto il mood, romantico ma easy, in un oggetto portabile da chiunque ma soprattutto personalizzabile. Tutte cose che lo rendono anche perfetto da regalare (lo sapete, vero, che il Natale si avvicina a grandi passi??)

          Fiore, bracciale completamente realizzato a mano in cuoio, rame e ceramica.

Un fiore, la chiusura fatta a mano, una piccola perlina di ceramica bianca.

Bracciali da portare da soli, insieme ai vostri preferiti, oppure uno vicino all'altro.

Il secondo bracciale ha una lastrina in rame lavorata con la tecnica del fold forming e stampigliata con la parola LOVE. Il bello è che potrete scegliere voi la parola da scrivere, potrebbe essere il vostro nome o il nome della persona a cui lo regalerete, una data, un sentimento... Insomma personalizzabile come vorrete!

           Whatever, bracciale con scritta personalizzabile, fatto a mano, in cuoio e rame.

La chiusura, in questo caso un cuore, che stava bene con la parola LOVE



lunedì 23 maggio 2011

Un bracciale al cubo

Ormai la rinata passione per i bracciali è conclamata... Oggi vi mostro un bracciale completamente fatto a mano con una maglia molto semplice da realizzare e due cubi in ceramica.


La maglia come potete vedere è una classica maglia a 8 che presenta un'asola più grande una più piccola: l'ho trovata divertente da realizzare e molto pratica da indossare. Penso di utilizzarla ancora, mi piacerebbe provare a montare una collana con questo tipo di catena.

Anche la chiusura è fatta a mano e il tutto è realizzato con filo di rame anticato piuttosto spesso per garantire la massima tenuta dei links e della chiusura a gancio.



lunedì 21 marzo 2011

Un cerchio per caso

Il caso, solo il caso mi porta a creare le cose a cui mi affeziono di più. Certo ci sono degli spunti e delle idee che evidentemente ho in mente, e quando mi metto al mio tavolo solo a "provare" a fare qualcosa di nuovo vengono fuori all'improvviso... Ultimamente le cose nascono in diversi passaggi, perchè il lavoro si è fatto via via più complicato: quando si creano i componenti da utilizzare (e come me non si "progetta"...) i passaggi sono almeno tre o quattro prima di avere il componente finito e poi finalmente si può pensare a montarlo. Prima di averlo finito, patinato e lucidato, questo cerchio non aveva ancora una sua precisa collocazione. Solo dopo aver visto il risultato del colore, che è sempre imprevedibile, e della successiva spatinatura che ha lasciato la ormai nota pelle di serpente, ho saputo cosa avrei messo al centro. Una bellissima pastiglia in ceramica creata da Silvia Decet.


I colori sono gli stessi, nero con tocchi di rame. La semplicità dell'insieme valorizza i colori e la ricca texture sia del cerchio di rame che della ceramica. E poi la forza che si sprigiona dal cerchio e dalle spirali impresse sulla ceramica mi ha stregata!

Completano la collana una sottile catenina rolò e la chiusura fatta a mano.

lunedì 28 febbraio 2011

Artigiani della perlina cercasi

A volte capita che i propri sforzi non bastino. A volte capita di guardarsi attorno e di cercare qualcosa di più. Una forma più originale, una pietra diversa, un materiale nuovo, un'arte antica. Mi guardo intorno e quello che vedo non mi soddisfa più. Quando lavori anche per ore o per giorni per finire un pezzo, che è tutto fatto a mano, che ha un'anima, non ti accontenti più delle solite perline "industriali"... certo anche quelle possono essere bellissime e valorizzate in modo da renderle preziose e uniche. Ci sono pietre meravigliose, ma nella nostra piccola provincia Italia non c'è ancora la cultura del componente artigianale. Se lo cerchiamo dobbiamo rivolgerci all'estero, come sempre se vogliamo componenti di qualità. E parlo di ogni tipo di componente, ma in particolare di perline: perline a lume, perline in ceramica, perline in paste polimeriche, in cartapesta, metalliche, smaltate, patinate.
Il fatto che il mio blog sia ormai abbastanza conosciuto mi ha portato la fortuna di conoscere delle brave artigiane, persone che mettono l'anima in quello che fanno. E custodisco come un prezioso tesoro i doni delle loro mani.


Il bracciale Potter è una teoria di links a 8 interrotta da una pastiglia in ceramica fatta a mano da Silvia Decet (SilviaPotter). Le perline di Silvia sono emozionanti da tenere fra le mani, io ci sento questa arte antica, la terra, la forza dell'uomo e della sua intelligenza... Le tenevo chiuse in una scatola da quando le ho ricevute, senza avere bene idea di come usarle e valorizzarle. Nel frattempo sono cambiata, e credo di aver capito come poter rendere loro giustizia.


E mi sono detta che oltre alle mie conoscenze devono esserci in giro altre artigiane, altre persone che coltivano saperi antichi... vorrei che venissero fuori, che si potesse anche noi imparare ad apprezzare la bellezza delle cose fatte a mano, conoscerne la provenienza e la storia. Alla ricerca della loro anima.

Trovate Silvia anche su Facebook. E anche me!

E trovate il bracciale Potter anche su Artesanum