Ho incastonato una pietra minuscola questa settimana. Da tanto non facevo qualcosa di nuovo, e per quanto semplice questa collana ha tutta l'importanza di un nuovo inizio, di un simbolo. Non per la forma, non perché dicono porti fortuna. Ma solo perché ho avuto voglia di farla, di tralasciare per un attimo il lavoro per il prossimo mercatino, quello di routine, e muovere le mani su una cosa nuova.
martedì 22 maggio 2018
Prossimo evento e qualcosa di nuovo
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lunedì 23 gennaio 2017
Sfide creative
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lunedì 5 settembre 2016
Ciò che rimane
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mercoledì 15 giugno 2016
Una collana (e il valore del tempo)
Dopo aver creato le maglie ovali in rame le ho accostate abbastanza casualmente e ho creato così il centrale rigido. Sin da subito avevo in mente di valorizzarlo utilizzando una perla rosata, che ho montato grazie ad un perno saldato sul centrale.
Non metto spesso l'accento su quanto sia lungo un lavoro fatto completamente a mano in ogni sua parte, su quanto tempo serva per le rifiniture minuziose che rendono un oggetto unico, piacevole da guardare e da toccare. Eliminare ogni sbavatura di saldatura, aggiustare le forme finché non sono perfette, saldare in maniera pulita, limare ogni taglio, ogni eccesso, usare sempre la carta vetrata dopo ogni passaggio fatto con l'utensile elettrico. Non lo faccio di solito perché non è solo questo che definisce il valore di un oggetto. Oltre al lavoro in sé e al tempo impiegato c'è il risultato, il design, il gusto, la portabilità, l'eventuale preziosità dei materiali. È un complesso di cose che definisce la qualità e quindi il valore. Ma ultimamente mi sono interrogata molto sull'opportunità di essere sempre, in ogni caso, la perfezionista che sono, anche quando non ho molto tempo e ho molti lavori da portare a termine. Me lo chiedo quando mi fanno male le mani a forza di chiudere anellini, e ho le dita rigide a furia di usare la carta vetrata, o all'ennesimo taglio sui polpastrelli.
E la risposta che continuo a darmi è sempre che sì, vale sempre la pena di fare un lavoro al meglio delle mie capacità, non proporre mai oggetti che sento "sbagliati", non lesinare mai il mio tempo sulle più piccole cose che distinguono un lavoro da tutti gli altri. Se la parola artigianato (se volete chiamarlo handmade fate pure) ha un valore, per me è questo. È questo che insegno e che cerco di trasmettere, e che cerco di mettere in ogni oggetto che esce dalle mie mani.
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giovedì 5 maggio 2016
Argento e agata
Un paio di questi piccoli orecchini li ho lasciati così, nudi, semplici come amerei indossarli io. Un altro paio invece li ho arricchiti con queste bellissime gocce di agata. La loro bellezza è in quel punto di verde che sembra un'isola, un atollo al centro della pietra.
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lunedì 25 gennaio 2016
Linee pulite per un anello
Unica decorazione uno scarto d'argento sagomato a coppetta irregolare e martellato, perché la sua irregolarità e la sua texture fossero in contrasto con l'estrema linearità della base. Sulla coppetta in argento ho lasciato il chiaroscuro che mettesse in risalto i segni del martello.
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martedì 6 ottobre 2015
Argento e rame in un anello
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martedì 29 settembre 2015
La mia spilla, tutto argento
Ricordate il mio ultimo scialle? Finalmente è giunta la stagione giusta per indossare il mio bellissimo Costabella, sorprendentemente caldo e leggero.
martedì 22 settembre 2015
Pietre, argento e un tocco di rame
Qualche tempo fa un'amica conosciuta su Facebook, che ama molto il mio lavoro, mi ha fatto un bellissimo regalo: una scatolina piena di pietre burattate provenienti da un viaggio. Forme diverse e irregolari, non facili da inserire in un gioiello. Ma bellissime. Per me una sfida.
Di solito quando inizio a pensare di utilizzare una pietra continuo a tenerla sul tavolo, ci gioco nei momenti in cui non riesco a fare altro, la accosto ad altri elementi, poi la rimetto da parte. Così è successo per quella scatolina finché non è arrivata l'idea di questa collana.
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lunedì 14 settembre 2015
Una foglia in ottone, e l'agata blu
La semplicità di una forma ricavata dal filo, una foglia leggerissima, stilizzata. Indecisa su come montarla l'ho casualmente accostata ad un filo di agata blu con cui pensavo di fare un bracciale, e mi è piaciuto tanto da farmi subito cambiare idea. Il filo di agata è diventato il girocollo che porta al centro la foglia in ottone.
Così, molto semplicemente infilata fra due ali di blu. Ma per finirla bisognava cercare qualcosa che la completasse in modo degno, perché va bene la semplicità, ma che amante dei particolari sarei se non cercassi ossessivamente la ricercatezza anche dove rimarrà quasi invisibile? Quindi ecco una chiusura a T che richiama la forma della foglia e le barrette che la collegano al girocollo, anch'esse in ottone similoro squadrato a mano.
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lunedì 31 agosto 2015
Una piccola spilla da scialle
Questa piccola spilla da scialle è nata per caso preparando il mercatino a cui ho partecipato a fine luglio. Giocando con un po' di filo e cercando di variare la forma e la dimensione delle spille che ho realizzato fino ad ora ho ottenuto questa forma arrotondata molto armoniosa.
Poi ho semplicemente aggiunto, saldandola, una piccola fusione d'argento ricavata da scarti.
L'autunno non è ancora arrivato e io già penso alle spille. Quest'anno vorrei che fossero ancora diverse da tutte quelle che ho realizzato, sicuramente continuerò a realizzare quelle con elementi tridimensionali, ma vorrei anche creare qualcosa di più delicato. Vedremo appena finalmente riuscirò a riprendere un ritmo e rimettermi al tavolo da lavoro.
mercoledì 19 agosto 2015
Un bracciale da filo e fusione
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martedì 21 luglio 2015
Argento fuso e ottone
Fondere, laminare, rifondere. Questi orecchini sono frutto di un lavoro piuttosto lungo: la parte centrale è ricavata da scarti d'argento che sono stati fusi insieme e poi laminati fino ad ottenere questa monetina irregolare, che è stata successivamente fusa ancora.
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mercoledì 3 giugno 2015
Filo e lastrina per nuovi orecchini
Esplorando le possibilità degli orecchini a perno, sono arrivata (sempre grazie ai miei amati scarti) agli orecchini che vi presento oggi. Il protagonista è l'ottone similoro, con le sue sfumature meravigliose ottenute con la fiamma. Ma sono protagoniste anche linee contrastanti.
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venerdì 6 marzo 2015
Il laminatoio
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mercoledì 7 gennaio 2015
Argento, ottone e labradorite
Un altro dei miei puzzle, un altro dei miei tentativi di trovare armonie fra pezzi fatti senza un perché e pezzi recuperati. Continuo ad accostare questi tre elementi, ottone, argento e labradorite, ogni volta cercando un'espressione nuova, e riuscire a trovarla ogni volta è una sorpresa.
Un grande elemento in ottone similoro, lavorato a foldforming, che ho semplicemente rivettato su del filo d'argento. Questa forma ha un che di primitivo e arcaico che, secondo me, risalta per contrasto grazie agli elementi molto lineari e leggeri che la completano.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:30:00 4 commenti
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venerdì 7 novembre 2014
Video tutorial: i chiodini con pallina
Avete mai fatto i chiodini con pallina a partire dal filo di metallo? Io da sempre, da quando ho avuto il mio primo cannello a gas e non ho più usato i chiodini commerciali. Farli è semplicissimo, ma esistono metodi diversi a seconda che stiamo utilizzando filo sottile oppure filo di spessore un po' più importante. Per filo sottile io intendo un filo che va da 0,6 a 0,8 mm. (quello che usiamo per montare pendenti in collane e orecchini). Con il filo sottile fare i chiodini è molto semplice, basta tenere il filo con l'estremità a diretto contatto con la parte interna (blu) della fiamma del cannello, in verticale, e la pallina si formerà in pochi istanti.
Se invece vogliamo usare del filo un po' più spesso, a partire da 1 mm., la sua estremità non fonderà così facilmente, abbiamo necessità di scaldare una parte più grande del filo per facilitarne la fusione.
Nel video che ho preparato ieri vi mostro come tenere il filo (nel mio caso era di rame) e quali movimenti fare per far sì che la pallina assuma una bella forma tonda.
Mi vedrete utilizzare un piccolo cannello a gas della Dremel (Versaflame) che accendo e lascio poggiato in verticale senza toccarlo, così da avere entrambe le mani libere.
Il filo è da 1 mm nel primo esempio e da 1,30 nel secondo. A seconda della potenza del vostro cannello potrete fondere anche fili più grossi, provate!
[Il video può essere condiviso su facebook o su altre piattaforme e anche scaricato, mantenendo intatto il link che riporta alla mia pagina, grazie!]
lunedì 13 ottobre 2014
Semplici forme per un anello
Oscillo sempre fra complessità e semplicità. E ogni mio sforzo, quando mi imbarco nella realizzazione di qualcosa di complesso, è volto a semplificare, a togliere. Mi capita soprattutto quando sto cercando di realizzare cose nuove: immagino cose molto articolate e poi inevitabilmente mi viene voglia di fare le cose più semplici del mondo. Tornare alle origini, ad esempio, a quando la lastra di metallo non sapevo nemmeno come fosse fatta, e il mio unico orizzonte era il filo metallico, soprattutto rame. Però non posso barare con me stessa. Adesso so fare molte più cose di allora e quindi il filo posso fonderlo e posso saldarlo, posso mettere insieme materiali diversi, posso realizzare qualcosa di semplice che, proprio per le sue linee, non ha molto di originale, ma mi piace per la pulizia delle forme.
Un anello realizzato con fili di grosso spessore. Il gambo è in argento .925 mentre l'anello vuoto sul fronte è in rame. Entrambi i fili sono stati squadrati a mano e poi saldati.
Unico decoro due piccole fusioni, una in argento e una in rame. In questi casi il metallo è sempre di recupero, cerco di conservare ogni piccolo e piccolissimo ritaglio e quando riesco ad utilizzarli è sempre una soddisfazione. Ma in questo caso anche il resto dei metalli utilizzati erano scarti: il filo con cui ho creato il gambo era un pezzetto rimasto dalla realizzazione di un altro anello, mentre il cerchio in rame era un pezzo di prova. La mia scatola degli scarti è sempre una fonte inesauribile di materiale con cui lavorare.
A_033
Rame, argento .925
Pubblicato da Alessia Spalma alle 11:56:00 5 commenti
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mercoledì 3 settembre 2014
Nuove spille e altre novità
Sono ormai tre anni che all'inizio di settembre vi presento una nuova spilla. Non solo una nuova creazione ma proprio un nuovo genere di spille da scialle, completamente diverse dalle precedenti che ho realizzato. Due anni fa vi ho presentato le prime spille realizzate in lamina di rame, l'anno scorso le fibule. E quest'anno la fibula si evolve un po', e non è solo fatta col filo di metallo, ma presenta elementi in lamina forgiata, o lavorata a foldforming.
lunedì 16 giugno 2014
Un anello con un po' di fusioni
La mia anello-terapia è iniziata. Ultimamente non riesco a lavorare molto, ma negli ultimi giorni ho fatto ben tre anelli. Ricordo quando la mia cura per il mal di lavoro era fare orecchini. Da un po' faccio anelli. In quello che vi mostro oggi non c'è molto di nuovo all'apparenza, rame e argento a sezione squadrata per la base, una coppetta di rame e due "perle" di metallo fuse poste all'interno della coppetta.
Ma la novità (per me) sta nel fatto che la coppetta in rame è stata reticolata, cioè parzialmente fusa, in modo che sulla sua superficie si formassero dei rilievi, puntini, bolle e che i bordi si arrotondassero naturalmente. E un'altra novità è che una delle due "perle" è di rame (la seconda, più piccolina, è in argento .925). Non ero mai riuscita a fondere una bella pallina di rame da scarti di queste dimensioni o ancora più grande, adesso finalmente eccola qui. Queste fusioni sono questione di calore che riesce a sviluppare il cannello che si utilizza. Ci vuole anche una bella dose di pazienza, ma alla fine sono molto contenta perché, esattamente come per l'argento, la superficie del rame reticolata è affascinante, irregolare e materica.
In questa seconda foto si vede bene il disegno della fascia che fa da base, l'alternarsi di filo di rame e d'argento a sezione squadrata forgiato a mano. Qualche imperfezione nella saldatura, lo so, ma il risultato mi soddisfa abbastanza, nel suo complesso. Ho messo da parte un po' di scarti fusi... Cosa ne verrà fuori?
A_026
Rame, argento .925
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:54:00 4 commenti
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