Ho incastonato una pietra minuscola questa settimana. Da tanto non facevo qualcosa di nuovo, e per quanto semplice questa collana ha tutta l'importanza di un nuovo inizio, di un simbolo. Non per la forma, non perché dicono porti fortuna. Ma solo perché ho avuto voglia di farla, di tralasciare per un attimo il lavoro per il prossimo mercatino, quello di routine, e muovere le mani su una cosa nuova.
martedì 22 maggio 2018
Prossimo evento e qualcosa di nuovo
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mercoledì 21 marzo 2018
Ispirazione natura
Ma potrei anche dire: ispirazione allieve, ispirazione lavoro. Quelle classiche cose che ti sfiorano la mente mentre stai spiegando a qualcuno come ottenere un risultato e rimangono lì, in testa da qualche parte. Così è successo che dopo una lezione sul foldforming avevo un nuovo pezzo lavorato con la tecnica del chasing on air, e insieme ad un altro fatto in precedenza ho deciso di lavorarci e tirare fuori qualcosa. Ma dalla svogliata idea iniziale di ricavare dai due pezzi un paio di orecchini, come spesso mi accade le mie mani hanno iniziato a fare da sole... a un certo punto i due pezzi si sono avvicinati e ho visto qualcos'altro.
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martedì 21 giugno 2016
Gocce d'agata
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martedì 22 settembre 2015
Pietre, argento e un tocco di rame
Qualche tempo fa un'amica conosciuta su Facebook, che ama molto il mio lavoro, mi ha fatto un bellissimo regalo: una scatolina piena di pietre burattate provenienti da un viaggio. Forme diverse e irregolari, non facili da inserire in un gioiello. Ma bellissime. Per me una sfida.
Di solito quando inizio a pensare di utilizzare una pietra continuo a tenerla sul tavolo, ci gioco nei momenti in cui non riesco a fare altro, la accosto ad altri elementi, poi la rimetto da parte. Così è successo per quella scatolina finché non è arrivata l'idea di questa collana.
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mercoledì 11 febbraio 2015
Segni sul rame
Non è perché amo gli alberi che il rame in questa collana sembra corteccia. O forse sì?
Di sicuro è anche perché sto scoprendo un modo nuovo (per me) di lavorare il metallo e me ne sto innamorando ogni giorno di più. E scopro che così i segni che lascio sono morbidi ma bellissimi, e che riesco ad ottenere in modo semplice e veloce forme leggere, curve interessanti, che ho un maggiore controllo sulla forma finale.
Tre elementi ovali, curvati e ammorbiditi dal lavoro del martello, saldati insieme a formare il centrale di questa semplicissima collana. Anche la catena è formata da elementi creati col filo di rame e saldati, uniti fra loro da anellini.
Ero restia a saldare le barrette che formano la catena, perché la saldatura d'argento si vede un po' sul filo che è abbastanza sottile, ma alla fine l'effetto non mi dispiace. Volevo qualcosa di semplice ma allo stesso tempo di rifinito per completare in modo leggero le forme organiche del centrale.
mercoledì 7 gennaio 2015
Argento, ottone e labradorite
Un altro dei miei puzzle, un altro dei miei tentativi di trovare armonie fra pezzi fatti senza un perché e pezzi recuperati. Continuo ad accostare questi tre elementi, ottone, argento e labradorite, ogni volta cercando un'espressione nuova, e riuscire a trovarla ogni volta è una sorpresa.
Un grande elemento in ottone similoro, lavorato a foldforming, che ho semplicemente rivettato su del filo d'argento. Questa forma ha un che di primitivo e arcaico che, secondo me, risalta per contrasto grazie agli elementi molto lineari e leggeri che la completano.
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lunedì 19 maggio 2014
Una goccia di labradorite
Labradorite, ancora. Diventerò monotona? La vera fortuna che penso di avere nel fare il mio lavoro è lo spazio di libertà che riesco ancora ritagliarmi. Spesso non è facile riuscire a mantenersi al di fuori del meccanismo "faccio ciò che la gente vuole, ciò che piace, ciò che è di moda". Io ho ancora la fortuna (o me la prendo spesso) di fare quello che mi piace, in cui credo e che mi soddisfa pienamente. Ci vuole un bel po' di testardaggine, a volte anche un po' di coraggio, e sicuramente un grande amore per quello che si fa.
Così, nonostante il rischio di annoiare, per l'ennesima volta apro le mie scatole e prendo una pietra, una goccia di labradorite. E ci costruisco intorno una collana.
La pietra purtroppo era bucata nella parte alta, ma l'avevo comprata lo stesso perché aveva i bellissimi riflessi che vedete nelle foto. Però non voglio farne un semplice pendente, così decido di trasformare il foro in elemento decorativo, rivettando la pietra alla base di rame, da cui ho tagliato a traforo le due linguette che al centro completeranno l'incastonatura trattenendo la pietra.
I particolari sono sempre quelli che mi piace curare. Niente copri-schiaccini commerciali, ma sottili strisce di rame di recupero, arrotolate intorno al cavetto. E la chiusura a T ha la stessa forma del pendente, ne richiama le stesse linee curve.
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Collana in rame e labradorite.
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lunedì 7 aprile 2014
Una collana di baccelli
Forgiare non significa solo dar forma. Forgiare il metallo è una sensazione unica, ne cambia la forma e la dimensione e, se sai dove colpire e come, tutto avviene velocemente, quasi senza sforzi. Sembra che il metallo sappia da sé cosa fare, si muove naturalmente verso i punti di minor resistenza, fa come l'acqua che riempie dove trova spazio. So che è fisica, ma a volte sembra magia.
Lo spiculum è una di queste forme che prende vita quasi da sola, perfetta per trattenere qualcosa di prezioso al suo interno, come un baccello trattiene i semi e trattiene la vita. Ne ho fatti alcuni, in un momento "no", uno di quelli in cui fai cose senza uno scopo preciso. Su parte della lamina ho impresso una texture ruvida.
Poi li ho messi insieme, questi lunghi baccelli di rame, con quelle aperture irregolari, che anche vuoti guardandoli hai la sensazione che all'interno nascondano qualcosa. E quindi, perché non mettere davvero all'interno qualcosa, un tocco di luce, incastonare delle perle dalle forme imperfette (le mie preferite) in modo che la lamina di rame ne seguisse i contorni?
Una collana sicuramente particolare. Rame e perle coltivate, una forma che sembra del tutto naturale ma che non è rassicurante e familiare come altre. Adesso la forgiatura deve andare oltre e portarmi ad altro.
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Collana con pendente in rame e perle coltivate
lunedì 16 settembre 2013
Incastonare il colore
Una cosa strana mi succede negli ultimi tempi. Non so come mai mi vengono in mente un sacco di idee per collane. Ci sono stati periodi, che io definisco di "pigrizia creativa", nei quali ho fatto tanti orecchini, e spesso accantonavo un po' le collane, perchè si tratta di lavori più lunghi e a volte complessi.
Di solito per creare una collana mi muovo dal centro, dal punto focale, spesso senza avere in mente un'idea precisa di come finirla, ma è sempre quello il fulcro di tutto. In questa collana sono partita da due idee: il colore e la finestra.
Una lastrina forata al centro porta l'attenzione tutta sul colore che si intravede sotto, una bella patina verde ripresa dalle pietre, rondelle di crisoprasio montate su parte del girocollo. In verità ci sono tanti elementi che mi intrigano in questo lavoro, tanti elementi dai quali al momento sono molto affascinata e che sto esplorando: la texture molto marcata sulla lastrina forata, la patina colorata, la montatura nascosta sul retro del castone, e il castone stesso. Qui mi intrigava anche l'idea di ribaltare il concetto stesso del castone (che normalmente trattiene l'elemento "prezioso") e fare della parte che di solito è nascosta e funzionale, uno degli elementi decorativi.
Volevo che anche gli altri dettagli della collana richiamassero il centrale e quindi ho realizzato una chiusura a T particolare, con la stessa texture e la stessa forma.
Anche se all'inizio non ero del tutto convinta di riuscire a portarlo a termine con successo, questo lavoro mi ha davvero appagata, e il risultato finale mi piace molto. Forse è proprio questo che adesso mi spinge verso lavori un po' più difficili, o più articolati: la soddisfazione che si prova quando guardi il risultato e dici "non pensavo...".
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lunedì 19 agosto 2013
Spiculum
Spiculum: strano nome, latino, per una forma che è in pratica una punta, una spina, un corpo a forma di lancia. Si tratta di una forma cava, una specie di tubo, nel nostro caso di metallo, appuntito alle estremità. Quest'inverno ho provato per la prima volta a farne qualcuno, ed è molto divertente devo dire, una di quelle cose che mi riprometto di esplorare a fondo.
Il risultato dei miei esperimenti sono stati una serie di questi "tubicini" appuntiti, di varie dimensioni, un paio li avete già visti montati sulla collana con la labradorite che vi ho mostrato a fine maggio. Gli altri hanno trovato posto in una collana di genere molto diverso.
Volutamente sono lasciati aperti, anzi, li ho proprio modellati in questo modo. In questo periodo sono sempre più affascinata dalle forme cave, forse ve ne sarete accorti anche voi, e sempre di più mi piace realizzarle. I quattro elementi in rame sono fissati a freddo su un anello in argento 925.
Tutti i piccoli particolari che completano la collana, sono in argento e fatti a mano, mentre il girocollo è in cuoio.
lunedì 1 luglio 2013
Dragonfly, il rame inciso
Oggi ero indecisa fra diverse collane da mostrarvi. Scorrevo le foto e non avevo idea di cosa scrivere. Tra tutte forse la più adatta è questa, perchè è fresca nei colori, nella composizione e nei materiali, una collana "estiva", ammesso che si possano fare classificazioni del genere.
La protagonista è una grande libellula incisa ad acido sulla superficie del rame. Ne ho fatto una piastra pensando proprio al centrale di una collana, ma mi sono decisa a montarla solo un bel po' di tempo dopo, soprattutto perchè qui (per via del foro irregolare delle perline di ametista) ho utilizzato il cavetto d'acciaio, che non è fra i miei materiali preferiti. Si può dire che non l'abbia utilizzato quasi mai, soprattutto per questioni di rifiniture: detesto i lavori in cui si vedono gli schiaccini, e d'altra parte non amo molto nemmeno quelle perle cave che si chiamano "copri-schiaccini". Un bel dilemma. Ma ultimamente invece mi sono trovata costretta ad utilizzare il cavetto per via delle difficoltà ad infilare alcuni tipi di pietre: il cavetto è sottile e passa attraverso fori irregolari o molto piccoli, e soprattutto garantisce una morbidezza che sicuramente il filo metallico non permette di ottenere.
Ametista, prehnite, cuoio viola e ogni particolare completamente fatto a mano: la chiusura a gancio, gli anellini di congiunzione, le rifiniture che coprono gli schiaccini, il chiodino con pallina.
Il genere di lavoro che mi da' soddisfazione fare.
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mercoledì 26 giugno 2013
Beads and Tricks e i Doni della Morte
Come dire no a una delle persone che amo di più al mondo?? E poi perché mai dire no se la richiesta in questione è un ciondolo col simbolo dei Doni della Morte?
Qualche settimana fa mia nipote mi chiede se posso farle questo ciondolo, che l'ha cercato ma non è riuscita a trovarlo. Io ripenso alle nostre maratone di Harry Potter, tutte e tre strette sul divano, mani che si stringono spasmodicamente nei momenti clou, o a quando cerchiamo di ricordarci cosa viene prima e cosa dopo e facciamo inevitabilmente confusione sui titoli...
Così tiro fuori l'argento e comincio a prendere misure, calcolare circonferenze, tagliare, saldare, cercando di fare del mio meglio perché questo lavoro sia proprio come lei lo desidera.
Prima il mantello, poi la pietra della resurrezione e infine la bacchetta di sambuco, che ha richiesto qualche cura in più per essere saldata sul retro del pendente e andare ad incastrarsi con le altre linee. Ho usato l'estremità della bacchetta per fare anche l'aggancio del pendente.
Era la prima volta che facevo un lavoro del genere, e sono molto felice dell'entusiasmo con cui è stato accolto. Piaciuto, indossato, sfoggiato!
lunedì 24 giugno 2013
Rame e patina: una verde medusa
Questi orecchini, una volta finiti, mi hanno fatto pensare a una medusa. Sono quelle strane, e a volte inspiegabili, associazioni di idee diverse per ogni persona. Una delle cose più piacevoli e interessanti che capitano in questo lavoro è leggere le emozioni di chi guarda un oggetto e ci vede sempre qualcosa di diverso da quello che abbiamo pensato. Dire tra sé e sé: "In effetti! perchè non ci ho pensato anche io?". Il nostro cervello lavora per associazioni; sensazioni ed emozioni, ricordi, stati d'animo influenzano il nostro modo di vedere anche un oggetto tanto semplice come un paio di orecchini.
Così, quando ho finito di montarli, questi orecchini a me hanno ricordato una medusa. Il tondo in rame è stato lavorato per dargli una texture particolare, poi patinato in verde. Piccolo motivo di orgoglio: la goccia in rame che forma il pendente, la prima saldatura rame su rame. E' stata un'impresa mistica ma alla fine ce l'ho fatta! A completare il tutto una bella goccia sfaccettata di crisoprasio, una pietra che in questo periodo sto usando molto perchè mi piace moltissimo il colore e come si accosta bene sia al rame che all'ottone.
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lunedì 29 aprile 2013
Una collana in rame
Di certo devo decidermi a cambiare strategia quando creo i miei gioielli*. Se non altro perchè affidarsi al caso non permette di fare un lavoro costante e di seguire un filo conduttore. Ma ormai sapete bene che questa è una delle mie caratteristiche, e dei miei tarli.
Però a volte (spesso, in effetti) il caso crea delle belle occasioni. Come in questo pendente che, se devo dirvela tutta, non è altro che una prova fatta per un altro oggetto, un tentativo di capire il giusto spessore di lastra di rame da usare per ottenere queste pieghe alte a foldforming. Ricuoci qui e ricuoci lì viene fuori questo rettangolo un po' stretto ad una estremità, con una patina bellissima già così, solo ottenuta con la fiamma. Buttarlo via?? No, certo.
Montarlo è stato una semplice conseguenza: questa idea di una cascata di onde sul rame si adagia benissimo su una base con patina blu. E la patina mi ha fatta penare non poco, tanto che il lato del pendente che avevo immaginato e realizzato come "davanti" è diventato di sua volontà il retro. Un paio di rivetti ed eccolo.
Sarebbe stato bene anche montato col cuoio, ma invece (complichiamoci la vita, sisi...) ho creato una catena completamente fatta a mano e, nella parte centrale che sostiene il pendente, ho provato a creare delle pieghe anche sul filo, un po' di foldforming insolito.
* in corsivo, perchè io (sì, è proprio vero) ho ancora delle remore e dei dubbi a chiamare così i miei oggetti. A volte ci scherzo su e allora il corsivo...
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lunedì 28 gennaio 2013
Cuore d'inverno
Tante volte vi ho parlato del caso, di quando un oggetto nasce quasi da se', perchè due pezzi di metallo si trovano vicini sul tavolo, o perchè cerco di conservare gli scarti di altre lavorazioni o le prove di altri oggetti.
Questa collana è un po' figlia del caso e un po' della volontà. Nasce dalle prove che mi hanno portato a realizzare una delle spille da scialle fatte quest'autunno. Un pezzetto di lamina di rame lavorato, piegato e sagomato come un nastro. E dalla volontà, o forse dal bisogno, di realizzare qualcosa in un momento in cui niente è semplice.

Questa figlia del cuore dell'inverno e della mia impotenza. Ha la bellezza fredda, quasi stellare della labradorite, che si rivela solo se la luce la colpisce nel modo giusto, altrimenti è solo pietra, anonima e grigia. Ha il filo che la lega, la stringe, la tiene. Ha il colore del rame a illudere con la promessa del calore.
Siamo un po' tutti così. Figli del caso e della volontà. Belli quando la luce del sole ci colpisce nel modo giusto e fa emergere i nostri veri colori. Altrimenti anonime facce che si incrociano per strada, strette nei cappotti e nelle braccia, a proteggerci. Promesse mantenute o infrante.
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martedì 22 gennaio 2013
Invidia
L'invidia è un sentimento che mi fa orrore. Ma dal quale, essendo io umana (troppo umana), non sono immune. E allora mi nascondo dietro alla favoletta dell'invidia buona, quel genere che ti fa pensare dell'oggetto della tua invidia solo un gentile "beato lui/lei...".
La verità è che ci sono momenti in cui la mia invidia è massima. Sono i classici momenti nei quali non ti riesce nulla, e invidi coloro ai quali tutto sembra riuscire bene (e ovviamente non è così, perchè sono momenti che passiamo tutti, prima o poi). I momenti nei quali la tua testa è vuota e non cavi fuori niente, e non hai nemmeno voglia di farlo. I momenti nei quali cerchi di combinare qualcosa e ti viene fuori tutt'altro, e invidi chi progetta, disegna, studia, e ha un approccio davvero professionale, oppure ha una visione che tu non avrai mai, nemmeno fra mille anni.
Invidio coloro i quali riescono a fare comunque qualcosa anche se non stanno bene, che sanno imporsi di lavorare, che sanno tirare fuori il meglio soprattutto quando la situazione è difficile. Uno dei miei molti limiti è questo. Perciò io posso vagamente pensare a incastonare una pietra e invece faccio una pera...
Tiro via la pietra e mi dico: va bene, magari sperimento un po' con la saldatura, ma comunque sempre una pera è, un'aggraziata piccola pera, certo... con dentro una labradorite dai vaghi riflessi... piccolo, troppo piccolo questo pendente, chissà a che pensavo e come mi sarà venuto fuori.
Ma ormai la pera è lì, sul mio tavolo, in attesa della patina, tutta bruciacchiata... mi guarda un po' triste dicendomi che era destinata a ben altro e io sono stata capace di tirare fuori solo questo... Lo so, le dico mentre (comunque amorevolmente) la lucido, non è tutta colpa mia, non sono capace di fare di meglio a volte...
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lunedì 17 dicembre 2012
Rame e labradorite
Da tanto tempo non vi mostro un paio di orecchini. Ci sono state collane, collaborazioni e altre cose di cui parlare, ma oggi vorrei mostrarvi questi orecchini che, anche se sono molto diversi da quelli che faccio di solito a me piacciono moltissimo.
Mi piace il tubicino di rame lavorato con la tecnica del foldforming, mi piace molto esteticamente la resa delle pieghe in orizzontale ma anche la solidità che il rame acquista dopo essere stato piegato e arrotolato.
E mi piace la labradorite, i riflessi cangianti e luminosi di queste due gocce sfaccettate che ho inserito nella parte terminale. Questa pietra mi incanta e ormai si può dire che costituisca quasi l'ottanta percento dei miei acquisti di pietre semipreziose. La trovo affine al rame per la bellezza discreta, quasi segreta. Anche dalle foto la si può vedere accendersi dei suoi bellissimi riflessi.
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lunedì 3 dicembre 2012
Think different
A volte non servono tante parole per descrivere un oggetto. A volte è solo più difficile di altre parlarne. Dovresti dire cose già dette: due pezzi nati per essere qualcos'altro, il caso e un colpo incauto di martello che ha bucato la superficie del rame, e allora si buca tutto... E poi settimane di nulla, solo due pezzi di rame a barchetta, strani e diversi dal solito, che vagano sul tavolo in cerca di una possibile collocazione. No che non voglio farci la solita cosa, sono nati per essere un paio di orecchini ma in realtà non ne sono così convinta. E continuo a ripetermi: pensa in maniera diversa... Una cosa in cui non sono molto brava, ma che invece da qualche tempo cerco di fare.
Pensa in maniera diversa, rovescia la situazione, ribalta le certezze, trasforma quello che è nato per essere separato in un pezzo solo, accosta e unisci...
A volte è complicato parlare delle sensazioni che hai una volta finito un pezzo, quando lavori come me senza uno schema e non sapendo quasi mai dove andrai a finire. Assembli e lo fai quasi alla cieca, guidata da un'idea ma inconsapevole del risultato finale. Quando ho finito questo pezzo ancora non capivo bene cosa avessi fatto, cosa fosse venuto fuori. Sapevo che era strano, e forte, non riuscivo a considerarlo una cosa bella. Portarlo in giro non è stato semplice. Ma la reazione di chi lo ha visto mi ha impressionata: era una calamita sul mio banco, ovunque io sia andata. Un pezzo sicuramente difficile, ma che attirava gli sguardi e le mani di chiunque lo vedesse. Probabilmente è il colore, che si svela all'interno, e trapela dalle fessure ai lati. Forse è anche il modo con cui l'ho assemblato, con quei rivetti dalle teste irregolari, volutamente imperfetti come erano imperfette queste due metà. No, in realtà è tutto insieme.
A volte davvero non è facile descrivere qualcosa che non sai da dove sia venuto. Ragionandoci e raccontandolo a chi mi sta vicino mi sono ritrovata a dire che è stato buttarsi, cercare di vedere in modo differente, senza aver paura di ciò che vedevo, e seguendo un istinto che quasi non sapevo di avere.
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lunedì 12 novembre 2012
Rame e argento per una collana
Dopo tanto tempo una collana. Si, in effetti non faccio solo orecchini come si potrebbe pensare, e ho diverse collane che ho realizzato quest'estate e che ho già portato in giro a tutti i mercatini che ho fatto, ma che non vi ho ancora mostrato.
Ricordo qualche mese fa, quando ho cominciato a focalizzarmi su certe cose, e ho cercato di capire quale direzione dovesse prendere il mio lavoro, ero in ballo coi mercatini e mentre la mia testa diceva "cerca di fare pezzi facili, tanti orecchini che sono la cosa che si vende di più..." le mie mani e forse anche il mio cuore, o qualunque cosa sia a guidarle, andavano da sole e il mio tempo è stato inghiottito dalla realizzazione di queste collane, nuove, diverse, con un girocollo particolare fatto di elementi grandi e rigidi e un pendente importante.
Niente di facile in effetti, ma volete mettere la soddisfazione una volta finiti questi pezzi? Un fiore grande, tanto rame, ma anche un po' di argento nel punto centrale del fiore e nell'aggancio al girocollo. E certo la magia del foldforming, che permette di ottenere queste forme armoniose e morbide.
Eccola qua, indossata. E se avete voglia di vederla da vicino la trovate con me in fiera a Bologna nel fine settimana. Vi aspetto!!
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mercoledì 10 ottobre 2012
Il guscio
E' così che provare qualcosa di nuovo, per semplice curiosità, può portarti in una nuova direzione.
Capita sempre quando non me lo aspetto. E quando avrei altre mille cose da fare, già programmate. Non so nemmeno perchè, nei momenti di maggiore caos ho sempre voglia di lasciare perdere tutto quello che sto facendo e buttarmi su qualcos'altro.
Ritaglio un piccolo cerchio dalla lastra di rame. E comincio con tutti i miei martelli e con ogni mezzo di fortuna a portata di mano a forgiare una minuscola coppetta.
La forma irregolare cercata testardamente con ogni colpo di martello. Dovermi accontentare di non riuscire a fare esattamente quello che avevo in mente perchè non ho ancora gli strumenti adatti. Però guardare questi due piccoli gusci, delicati, averli fra le mani, vedere tutto in modo diverso.
Un aspetto primitivo e grezzo, ma rifinito nei particolari proprio come piace a me. E la semplicità più assoluta ma caratterizzante della montatura. Finire un pezzo così e sentire dentro una gioia... e dirsi che si, va proprio bene così...
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:00:00 8 commenti
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