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lunedì 11 novembre 2013

Similoro e patina

Prendete l'ottone, e aggiungete giusto un po' più di rame. Beh, non esattamente poco... L'ottone similoro è sempre una lega di rame e zinco, ma contiene una più alta percentuale di rame, oltre l'80%. Questo ne fa una lega dalle caratteristiche più simili al rame che non all'ottone, più facile da lavorare perchè più malleabile, più soggetto all'ossidazione similmente al rame, e soprattutto dotato di un colore molto più caldo. Il che me lo fa decisamente preferire, dato che proprio non amo quelle sfumature verdastre che a volte prende l'ottone.

 Orecchini in ottone similoro e patina blu

Ho voluto provare ad utilizzarlo, in un modo un po' nuovo per me, ma che mi ha dato molta soddisfazione: ritagliando questi ovali irregolari al traforo e poi unendo i due pezzi così ricavati con un rivetto decorativo. Non prima di aver patinato i pezzi pieni di blu. Mentre la patina che vedete sull'ottone è soltanto ottenuta con la fiamma, ed è stata ripulita un pochino lasciando qualche graffio e qualche traccia.

Orecchini in similoro e patina blu

Sicuramente questa lega è molto interessante, sia per la facilità di lavorazione che per gli effetti di colore che si possono ottenere. Adesso ho preso una lastrina un po' più consistente e non vedo l'ora di utilizzarla con altre tecniche, il foldforming sicuramente ma per prima la forgiatura.



lunedì 7 ottobre 2013

Una collana, tante tecniche

Oggi vi mostro questa collana perchè sono reduce da un intenso fine settimana che è culminato ieri in una giornata di corsi. E stamattina, mentre sceglievo tra le foto l'oggetto da pubblicare, ho visto questa collana che ho fatto quest'estate e ho ritrovato qui riunite tante tecniche diverse, alcune delle quali sono state oggetto del mio lavoro di ieri insieme ai miei bravissimi allievi.

Vedete quei due fili di rame che agganciano il pendente al girocollo? Erano rimasti nella mia scatola degli scarti dopo un corso, sono il risultato delle prime prove di forgiatura sul filo. Li ho saldati a due lastrine a forma di semicerchio sulle quali spicca una bella texture.

Collana rame, patina blu, rivetti

E poi ci sono rivetti, che le uniscono alla lastrina con la patina verde-blu.
Il pendente a me fa pensare a una coccinella, mentre il girocollo mi fa pensare a tutto il lavoro che serve per fare ogni singolo elemento completamente a mano, dagli anellini di congiunzione tagliati uno ad uno col seghetto ( ma così risultano davvero perfetti!), ad ogni elemento della catena, alla chiusura.


Però alla fine che soddisfazione, quando tutto è un insieme armonico di forme pensate per stare insieme e completarsi a vicenda.


lunedì 10 giugno 2013

Baccello: orecchini in rame e patina blu

Riuscire ad imporsi di lavorare anche quando non ci sentiamo, non pensiamo di essere in grado, non è facile. A me riesce sempre molto difficile, spesso impossibile. Tante volte i risultati ottenuti in quei momenti mi hanno fatta sentire anche peggio: quando manca la concentrazione e la voglia sembra che tutto mi riesca male.
La scorsa settimana di fronte all'ennesimo momento di questo genere ho cercato di impormi in qualche modo su me stessa, con la paura di fare qualcosa che poi non mi piacesse, ma con la voglia di provarci per cercare di stare meglio. E così il ticchettio del timer ha scandito tante volte i trenta minuti di concentrazione, piccole pause, poi ancora trenta minuti di lavoro... Orecchini, foldforming, patina, castoni, griffe, saldatura.

Orecchini rame e patina blu, castone e foldforming
                    Baccello. Orecchini in rame, patina blu e verde.

Ho deciso, disegnato, tagliato, limato e rifinito all'infinito, saldato, forato. E poi ancora tagliato, piegato...
Il tempo scandito ti ricorda quanto sia lungo un lavoro come questo, ogni passaggio coi suoi ritmi...

Orecchini rame e patina blu: retro del castone

La patina, coi suoi tempi lunghi, e poi qualche errore qui e lì. Intestardirmi come sempre a cercare di fare qualcosa che so già che non riuscirà, ma provarci comunque e poi invece arrendermi, rendendomi conto che alla fine questa era la forma che avevo in mente sin dall'inizio, essenziale e organica, come un seme, un baccello.

Orecchini in rame, patina blu. Foldforming

Ho capito che va bene essere ispirati, cogliere il momento giusto per creare. Ma che il lavoro può essere "ispirato" anche quando ci si impone di farlo, anche quando ci si sforza di trovare il ritmo, la motivazione. Che quello che abbiamo dentro in qualche modo trova la strada per venire fuori, anche così.



lunedì 29 aprile 2013

Una collana in rame

Di certo devo decidermi a cambiare strategia quando creo i miei gioielli*. Se non altro perchè affidarsi al caso non permette di fare un lavoro costante e di seguire un filo conduttore. Ma ormai sapete bene che questa è una delle mie caratteristiche, e dei miei tarli.
Però a volte (spesso, in effetti) il caso crea delle belle occasioni. Come in questo pendente che, se devo dirvela tutta, non è altro che una prova fatta per un altro oggetto, un tentativo di capire il giusto spessore di lastra di rame da usare per ottenere queste pieghe alte a foldforming. Ricuoci qui e ricuoci lì viene fuori questo rettangolo un po' stretto ad una estremità, con una patina bellissima già così, solo ottenuta con la fiamma. Buttarlo via?? No, certo.

Pendente in rame e patina blu, foldforming

Montarlo è stato una semplice conseguenza: questa idea di una cascata di onde sul rame si adagia benissimo su una base con patina blu. E la patina mi ha fatta penare non poco, tanto che il lato del pendente che avevo immaginato e realizzato come "davanti" è diventato di sua volontà il retro. Un paio di rivetti ed eccolo.


Sarebbe stato bene anche montato col cuoio, ma invece (complichiamoci la vita, sisi...) ho creato una catena completamente fatta a mano e, nella parte centrale che sostiene il pendente, ho provato a creare delle pieghe anche sul filo, un po' di foldforming insolito. 

* in corsivo, perchè io (sì, è proprio vero) ho ancora delle remore e dei dubbi a chiamare così i miei oggetti. A volte ci scherzo su e allora il corsivo...

lunedì 3 dicembre 2012

Think different

A volte non servono tante parole per descrivere un oggetto. A volte è solo più difficile di altre parlarne. Dovresti dire cose già dette: due pezzi nati per essere qualcos'altro, il caso e un colpo incauto di martello che ha bucato la superficie del rame, e allora si buca tutto... E poi settimane di nulla, solo due pezzi di rame a barchetta, strani e diversi dal solito, che vagano sul tavolo in cerca di una possibile collocazione. No che non voglio farci la solita cosa, sono nati per essere un paio di orecchini ma in realtà non ne sono così convinta. E continuo a ripetermi: pensa in maniera diversa... Una cosa in cui non sono molto brava, ma che invece da qualche tempo cerco di fare.

Pendente in rame, foldforming e patina blu.

Pensa in maniera diversa, rovescia la situazione, ribalta le certezze, trasforma quello che è nato per essere separato in un pezzo solo, accosta e unisci...
A volte è complicato parlare delle sensazioni che hai una volta finito un pezzo, quando lavori come me senza uno schema e non sapendo quasi mai dove andrai a finire. Assembli e lo fai quasi alla cieca, guidata da un'idea ma inconsapevole del risultato finale. Quando ho finito questo pezzo ancora non capivo bene cosa avessi fatto, cosa fosse venuto fuori. Sapevo che era strano, e forte, non riuscivo a considerarlo una cosa bella. Portarlo in giro non è stato semplice. Ma la reazione di chi lo ha visto mi ha impressionata: era una calamita sul mio banco, ovunque io sia andata. Un pezzo sicuramente difficile, ma che attirava gli sguardi e le mani di chiunque lo vedesse. Probabilmente è il colore, che si svela all'interno, e trapela dalle fessure ai lati. Forse è anche il modo con cui l'ho assemblato, con quei rivetti dalle teste irregolari, volutamente imperfetti come erano imperfette queste due metà. No, in realtà è tutto insieme.

Collana in rame, foldforming e patina blu.

A volte davvero non è facile descrivere qualcosa che non sai da dove sia venuto. Ragionandoci e raccontandolo a chi mi sta vicino mi sono ritrovata a dire che è stato buttarsi, cercare di vedere in modo differente, senza aver paura di ciò che vedevo, e seguendo un istinto che quasi non sapevo di avere.

mercoledì 10 ottobre 2012

Il guscio

E' così che provare qualcosa di nuovo, per semplice curiosità, può portarti in una nuova direzione.
Capita sempre quando non me lo aspetto. E quando avrei altre mille cose da fare, già programmate. Non so nemmeno perchè, nei momenti di maggiore caos ho sempre voglia di lasciare perdere tutto quello che sto facendo e buttarmi su qualcos'altro.
Ritaglio un piccolo cerchio dalla lastra di rame. E comincio con tutti i miei martelli e con ogni mezzo di fortuna a portata di mano a forgiare una minuscola coppetta.

Orecchini in rame e patina blu forgiati

La forma irregolare cercata testardamente con ogni colpo di martello. Dovermi accontentare di non riuscire a fare esattamente quello che avevo in mente perchè non ho ancora gli strumenti adatti. Però guardare questi due piccoli gusci, delicati, averli fra le mani, vedere tutto in modo diverso.

orecchini in rame forgiati a freddo con patina blu

Un aspetto primitivo e grezzo, ma rifinito nei particolari proprio come piace a me. E la semplicità più assoluta ma caratterizzante della montatura. Finire un pezzo così e sentire dentro una gioia... e dirsi che si, va proprio bene così...

martedì 10 luglio 2012

Blu come il rame

Non avevo mai fatto caso che la parola rame fosse l'anagramma di mare. Io sono una creatura d'acqua. Almeno ho pensato questo per tanta parte della mia vita. Perché stare in acqua mi fa sentire al sicuro e libera, il mare è perdersi, è trovarsi, lasciarsi andare, fidarsi delle proprie forze. Vivevo in un posto dove ogni mattina dovevo solo fare pochi passi, aprire le persiane e respirare il mare. Dove lo sguardo poteva andare lontano e perdersi. Quando sto male, quando mi sento persa, vado sempre in un posto dove c'è l'acqua. La sento scorrere, cerco le sue creature, respiro i suoi profumi, anche se adesso sono tanto diversi. 
Crescendo e allontanandomi da quei luoghi, ho scoperto di me che ogni elemento della natura mi è familiare e mi dà gioia. Ogni scenario e ogni posto in cui la natura è viva e padrona mi fa sentire a casa. Ne ho bisogno.

Ma oggi, cercando il titolo per questo post, sento il mare, vedo il blu, scrivo rame e leggo mare.

Pendente in rame e cuoio con patina blu, foldforming
                                   Pozze. Rame, cuoio. Patina blu, Foldforming.

Il rame che si colora di queste sfumature. Accoglie la patina che si forma sulla sua superficie in piccole pozze che il mio martello ha disegnato sulla lastra. Il rame si increspa e il colore scorre sulla sua superficie in modi imprevisti, simile ad un rivolo d'acqua sul retro, incrostato come il sale al sole sul davanti.

Pendente in rame con patina blu, foldforming

Poco cuoio blu notte e una catena completamente fatta a mano. Rame, mare.

mercoledì 20 giugno 2012

Gabbie

Oggi vi mostro solo un piccolo particolare di un oggetto. Che ha una storia strana come ormai sapete che mi capita abbastanza spesso.
Un bel po' di tempo fa avevo preso un pezzo di lastra di rame, l'avevo tagliato, rifinito e poi avevo cominciato a forgiarne i lati in modo che si incurvassero. Non avevo mai provato, per cui ho incastrato uno dei miei martelli nella morsa che ho sul tavolo e l'ho usato come base su cui formare la lastra. Un sacco di martellate dopo ho capito come si faceva e quella lastra che assomigliava alla fibbia di una cintura l'ho lasciata da parte perchè proprio non mi diceva nulla.
Pochi giorni fa con un concetto, un pensiero nella testa l'ho ripresa in mano e l'ho totalmente stravolta (ve lo dico sempre che il metallo ha questa caratteristica meravigliosa: potete sempre trasformarlo, e in qualche modo vi risponderà).
Viviamo tutti in gabbie. Gabbie costruite apposta per noi, gabbie in cui altri ci costringono, o che ci siamo costruiti intorno perchè ci fanno sentire sicuri, gabbie che ci contengono o che ci soffocano, che ci impediscono di volare. Siamo capaci di aprirle? di uscire fuori? Una gabbia può essere solo una struttura che ci sostenga se ne abbiamo bisogno, ma che ci dia la libertà di esplorare noi stessi e le nostre possibilità al di fuori di essa?

La mia gabbia ha il cielo blu come sfondo. Ha uno squarcio. E' aperta.

pendente in rame, patina blu, foldforming
              (We all live in) Cages. Rame, patina blu, foldforming. Pezzo unico.

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Se vi andasse di vederlo dal vivo mi trovate domenica prossima 24 giugno a Monza, all'interno del Parco della Villa Reale per un mercatino particolare, in una cornice bellissima! Dalle 8 alle 19, nei pressi di Villa Mirabello, in occasione della festa di San Giovanni, che culmina in serata coi celeberrimi fuochi d'artificio a ritmo di musica.

lunedì 11 giugno 2012

Una foglia, semplicemente

Chi mi legge anche su Facebook sicuramente ha visto questa foglia. L'ho postata tempo fa, dopo averla realizzata, chiedendomi come avrei potuto montarla. Il foldforming fa queste magie col metallo: crea, o meglio ti permette di creare, delle forme organiche pure, perfette. Devi solo avere la capacità di immaginarle prima di cominciare a lavorarle, perchè ogni gesto sia quello giusto, che ti porti al risultato che vuoi ottenere. Anche se questa tecnica ha in se' una percentuale di imprevedibilità che non ti permette di ottenere mai due forme identiche.

ciondolo foglia rame e cuoio, foldforming
                           La foglia. Rame, cuoio blu notte, foldforming.

Questa foglia era un esperimento, un tentativo di vedere se potevo lavorare allo stesso modo, forgiando una piega, anchè lì dove la piega non c'era e c'era invece il vuoto lasciato dal mio seghetto. E, come a volte succede, il tentativo è risultato perfetto, una semplice e perfetta foglia. La domanda era solo "che farne?".
Più ci pensavo e più non riuscivo a immaginare questa foglia altro che così, come un pendente in purezza, magari montata con un materiale che fosse in contrasto col metallo, e quindi ho pensato al cuoio, in questo colore blu scuro che esalta ancora di più le tonalità naturali del rame.
Ma il bello viene ovviamente dalla mia mente contorta, nota - anzi famigerata - per complicarsi anche le cose più semplici. Mi sono detta: ma perchè girare un po' di filo attorno al cuoio per fermare il pendente? Non sarebbe più bello metterci un paio di piccoli rivetti? due puntini soltanto... farli è stata a dir poco un'impresa...

ciondolo foglia rame e cuoio, foldforming

Perciò sorrido sempre quando mi dicono "semplice ma bello". Inseguire, tentare, trovare la semplicità è cosa ben più complicata di quanto si possa pensare.

lunedì 21 maggio 2012

Ottone e turchese, tradizioni e patine

Di sicuro non è una forma originale, ma io non l'avevo mai provata. Volevo mettere dentro a questi orecchini ancora ottone, ancora patina, ancora colore. Il turchese, che si sposa così bene con il dorato del metallo e crea un'armonia tipicamente estiva.

orecchini ottone turchese
                             Panareddi*. Ottone, turchese heishi, patina.

La patina è sempre un'avventura, a volte mi prende anche male perchè mi piacerebbe essere un po' più sicura del risultato finale, ma in realtà è un'intima soddisfazione aprire il contenitore e dare un'occhiata a cosa è successo mentre io non potevo vedere. Mi dico che se volessi un risultato uniforme dovrei usare altri metodi, che pure esistono e non sono nemmeno tanto complicati da realizzare. Invece è molto bello così, che sia comunque una scoperta e una sorpresa, e che l'imprevedibilità delle reazioni chimiche che avvengono sulla superficie del metallo ti dia anche la possibilità di cambiare direzione in corso d'opera.

orecchini ottone turchese patina

Qui ad esempio ho fatto un gran lavoro di ripulitura dopo aver patinato, ho lasciato soltanto alcuni punti dove la patina era più interessante e per il resto ho satinato la superficie. E l'effetto finale, non cercato all'inizio, è quello di un oggetto un po' vissuto, dove sembra che il colore si stia sviluppando in modo naturale. L'aspetto "organico" delle reazioni del metallo ad ogni tipo di lavorazione mi affascina sempre di più. Come mi affascina il controllo "alla rovescia", il potere sull'imprevedibile. Data una reazione e un risultato che non è in mio potere predire, io faccio del mio meglio per dominarlo alla fine e rendere l'oggetto mio comunque, nonostante tutto.



*Panareddi: canestrelli, cestini; dal latino panarium.
 Oltre a designare l'oggetto in sé, questo è il nome di una tipica ricetta siciliana pasquale, che si trova anche in altre regioni del sud.

lunedì 26 marzo 2012

Lapislazzuli e ottone

Chi l'avrebbe mai detto che lavorare l'ottone mi avrebbe presa tanto?
Avevo problemi con questo materiale, innanzi tutto il suo colore come ho già detto più volte. Sfacciato e troppo forte per i miei gusti. Un aspetto non secondario che mi impediva di usarlo era il fatto che, ancora peggio del rame e dell'argento, l'ottone si sporchi alla velocità della luce. Basta lasciarlo per un po' all'aria e si riempie di macchie che però, a differenza dell'argento e del rame sono più difficili da togliere. E poi mi interessava anche riuscire a dare alla superficie un aspetto più congeniale ai miei gusti, più "vissuto", più materico.
Come sempre mi dico, non bisogna avere fretta. Anche fretta di usare un materiale che abbiamo a portata di mano. Io almeno lavoro così. Mi capita di fare delle cose che non sento "giuste" fino in fondo, e allora le lascio decantare. Non vi nascondo quanto sia frustrante a volte avere delle belle forme per le mani e non sentirle bene, non riuscire a finire un oggetto che sia come lo vuoi. E così per i materiali.

Orecchini ottone e lapislazzuli
                           Cemento Ottone, lapislazzuli

Poi un giorno l'idea giusta, quella che appare giusta, si fa strada. E arriva anche la tecnica giusta, quella che riesce a valorizzare un semplice pezzetto di lamina, e a proteggerla. A quel punto il colore è a posto, più lieve e delicato. La texture è a posto, proprio quella giusta per dare interesse. E basta solo una perlina blu piena di pagliuzze dorate a rendere perfetto un paio di orecchini. Il lapislazzuli si abbina in modo straordinario all'ottone, è una pietra che ho usato poco ma che credo vedrete molto più spesso nei miei oggetti.

Orecchini ottone e lapislazzuli

Questi sono stati i primi orecchini che ho realizzato con l'ottone. Un nuovo materiale ti apre nuove possibilità,   riuscire a farne qualcosa di tuo è una bellissima sensazione.