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giovedì 30 gennaio 2014

Ancora sul decapaggio (pickling)

Ieri mattina aprendo la posta ho trovato un commento su un post di molto tempo fa che parlava dell'ossidazione dei metalli e del modo di ripulirli attraverso il decapaggio (pickling). E mi sono resa conto che in effetti è uno degli argomenti più discussi anche durante i workshop: come si ripulisce il metallo dagli ossidi? Dopo aver ricotto il metallo (sia esso filo o lamina) cosa si fa? Erano le domande a cui quel post cercava di rispondere:

Il decapaggio (pickling) è il processo chimico di pulizia delle superfici metalliche dagli ossidi che si sono formati in seguito alla ricottura o semplicemente all'esposizione all'aria, oppure dai residui delle saldature. Il classico sistema di decapaggio prevede il bagno dei pezzi da pulire in una soluzione acida, solitamente si tratta di acido cloridrico o solforico. Da quando per fortuna si è diffusa la coscienza ambientalista e una maggiore responsabilità nell'uso di sostanze chimiche tossiche e inquinanti, molti hanno sostituto questi acidi con il più "verde" acido citrico. Oppure con una soluzione di aceto e sale, o ancora con limone e sale.
Però questo bagno acido lascia i metalli, sia il rame che l'argento o l'ottone, di un colore diverso da quello del metallo d'origine. La superficie diventa opaca e nel caso del rame assume una colorazione rosata, mentre l'argento diventa quasi bianco.

Rame lavorato a foldforming dopo il decapaggio

Nella foto vedete alcuni pezzi che sono stati appena ripuliti dagli ossidi prima di essere saldati. Il colore del rame ha quella caratteristica opacità. Per eliminarla basta solo un po' di pazienza: prima della patina finale o di montare il pezzo basterà ripulirlo con una spazzola morbida di ottone bagnata, oppure con un pezzo di lana d'acciaio extra fine (0000).
Un altro dubbio riguardava la capacità dell'acido usato (in questo caso l'aceto) di corrodere il metallo: nel caso del decapaggio questo va fatto in modo da rimuovere gli ossidi, il pezzo va lasciato a bagno soltanto per il tempo necessario alla pulizia, poi va rimosso, ben risciacquato e asciugato.

*Per metallo qui si intende soltanto il pezzo non montato, senza pietre o altri componenti che potrebbero essere danneggiati dalla soluzione acida. 



venerdì 25 ottobre 2013

Il mattoncino refrattario (soldering block)


Una delle attrezzature che non può mancare sul banco di chi lavora il metallo è una superficie refrattaria, ignifuga, su cui si possa utilizzare la fiamma libera. Una delle fasi principali della lavorazione del metallo è infatti la ricottura nella quale utilizziamo la fiamma, e dunque il calore, per rendere malleabile il metallo. In sostanza il mattoncino refrattario ci serve ad isolare il piano di lavoro quando usiamo il cannello, ma ha anche la funzione di distribuire il calore in modo più o meno uniforme al pezzo che stiamo lavorando.

 Mattoncino refrattario per edilizia

Ecco perchè esistono vari materiali più o meno adatti a questo scopo. Il più economico e facile da trovare è, appunto, un semplice mattone refrattario usato in edilizia, che potete vedere nella foto qui sopra. Si tratta del materiale utilizzato comunemente per i forni, i caminetti o le canne fumarie, prodotto con la lavorazione delle argille a secco. Ha anche la caratteristica di essere particolarmente resistente all'abrasione.

Mattoncino per saldatura in magnesia

Un altro materiale, meno facile da reperire, molto leggero, è il mattoncino di magnesia che si trova presso le forniture per orafi oppure online. La magnesia è ossido di magnesio, un materiale che si presta benissimo soprattutto alla saldatura perchè, essendo morbido, i pezzi da saldare si possono fissare facilmente in posizione utilizzando dei pezzetti di filo oppure le apposite mollette. Inoltre la superficie del mattoncino può essere facilmente levigata e pulita utilizzando della carta abrasiva fine. 
Il miglior materiale per la saldatura, invece, pare sia il mattoncino di carbone pressato, vorrei procurarmelo e provare a utilizzarlo per capire le differenze e i vantaggi. 
Al momento, secondo la mia esperienza, posso dire che il mattoncino refrattario per edilizia va benssimo per ricuocere e molto meno bene per saldare o fondere. Ovviamente sto parlando di saldature da oreficeria e non di saldature da ferramenta o da idraulica. Men che meno di saldature a stagno, che non devono essere prese in considerazione nella creazione di gioielli e bijoux, a meno che non le utilizziamo per particolari fini estetici e non prettamente funzionali. Per la saldatura il mattoncino in magnesia è molto migliore, penso sia dovuto al fatto che distribuisce il calore al pezzo in maniera più uniforme. 
Ma questa è solo un'osservazione dovuta alla mia esperienza, utilizzando una microtorcia a butano. Se disponete di un cannello più potente, che sviluppa una temperatura più alta, probabilmente non avreste difficoltà.