Forse una delle doti che dovrebbe avere chi fa il mio lavoro è quella di saper rifare perfettamente un oggetto, identico all'altro, privo di evidenti imperfezioni o difetti. Io sono del tutto incapace di fare e (ri)fare oggetti completamente identici. Alcune cose è facile replicarle perché prevedono tecniche meccaniche (come l'embossing) e poco altro. Ma con altre tecniche non è così semplice, anche se non è impossibile. Ma rifare tout court mi annoia, e probabilmente non posseggo la disciplina e le basi concrete per arrivare a replicare due pezzi completamente identici. A volte questa mia mancanza mi dispiace un pochino.
Però, in fondo, se dico a me stessa la verità, io sono più interessata alle differenze e lo sono sempre stata. Sono più interessata a come si muove la materia, a scoprire qualcosa di più ogni volta che lavoro con un martello in mano e un pezzetto di metallo. Sono più interessata a quegli oggetti in cui si nota la mano dell'uomo, e la forza del metallo, piuttosto che a quelli scolpiti nella cera, fatti al computer, tutti uguali, perfetti sì ma troppo spesso senz'anima (salvo alcune eccezioni, ovviamente). Allo scintillio preferisco la materia grezza, alla perfezione preferisco il segno.

Tutto questo un po' per fare un'esame di coscienza, un po' per giustificare a me stessa come sia possibile che volevo provare a rifare un paio di orecchini di un po' di tempo fa e sono venuti fuori totalmente diversi, così... due nastri che si avvolgono su sé stessi, un accenno di forgiatura anticlastica, un lungo gancio in argento. E adesso che anche questi hanno trovato una nuova casa, sarò capace di farne un altro paio? No, penso che i prossimi saranno diversi, sempre lunghi come questi, ma non so dove mi porterà il martello, o dove la mia inesperienza condurrà il metallo...
mercoledì 12 novembre 2014
(Ri)fare: orecchini forgiati in rame e argento
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:00:00 3 commenti
Etichette: anticlastica, argento, forgiare, martello, metallo, orecchini, oreficeria, sterling, tecniche
giovedì 29 maggio 2014
Segnare e tracciare sul metallo
Voi come fate a tracciare un disegno sulle lastre di metallo? All'inizio io utilizzavo le cose che avevo a disposizione: matite o pennarelli, meglio se indelebili. Questi due mezzi, per quanto funzionanti, non sono molto efficaci specie se poi si deve maneggiare la lastra di metallo a lungo, ad esempio se dovete tagliare con l'archetto da traforo. Il disegno sparirà inesorabilmente.
Esistono però degli attrezzi che sono fatti proprio a questo scopo, attrezzi professionali come il compasso a doppia punta (divider) che serve soprattutto per riportare misure esatte sul metallo e a tracciare cerchi, e le punte a tracciare (scribers).
Nella foto vedete la mia punta a tracciare: ha un'estremità dritta e una piegata ad angolo a 110°, ma esistono anche punte che hanno la forma di una penna. Sono fatte di metallo duro, ideali per tracciare segni su metalli teneri come il rame, l'argento, l'ottone ecc.
Il risultato del loro lavoro è un segno, un'incisione sul metallo, profonda qualche centesimo di millimetro. Questo segno è molto più facile da seguire nell'operazione di taglio, sia che venga effettuata a mano con cesoie, sia con il seghetto da traforo. Ancora più efficace in questo caso, perché se si ripassa il segno più volte rendendolo un po' più profondo è molto più facile seguirne i contorni con la lama del seghetto.
Vi lascio anche il link ad un pdf che parla della tracciatura sul metallo e offre la descrizione di diverse attrezzature che sono utilissime.
http://www.circuitielettronici.it/Tracciatura%20a%20mano.pdf
*Un piccolo trucco per aumentare la visibilità del segno su superfici molto riflettenti:
Ripassate tutto il pezzo con un pennarello indelebile di buona qualità, fate asciugare bene l'inchiostro, poi tracciate il segno sul pezzo. L'incisione, asportando anche l'inchiostro, sarà visibilissima.
Ultimissima cosa: questo strumento lo trovate tranquillamente in ferramenta o nei grandi negozi di bricolage e costa davvero pochissimo.
giovedì 8 maggio 2014
Attrezzi: le lime da metallo
Uno degli attrezzi meno conosciuti da chi pratica l'avventura del metallo, secondo la mia esperienza, sono le lime. Ho visto limare nei modi più disparati, impugnare le lime come fossero coltelli, fargli fare i movimenti più strani. In generale si ha poca familiarità con questo indispensabile attrezzo e il suo corretto utilizzo.
Le lime sono uno strumento da taglio, non dimentichiamolo. Hanno un taglio e vanno usate in un solo verso: impugnandola e tenendo il manico rivolto verso di noi, la lima va usata muovendola verso l'esterno, sollevandola dal metallo nel movimento di ritorno. Non va utilizzata avanti e indietro, perché nel movimento di ritorno i dentini incisi sulla superficie si rovinano e non sono efficaci nell'asportare il metallo. Un'altra cosa molto importante per migliorare l’efficacia e limare nella maniera più corretta è abituarsi a lavorare sempre ben poggiati ad un supporto: lo stocco per chi ce l’ha è il migliore supporto per tutte le operazioni al banchetto che richiedono un sostegno, sia delle nostre mani che del pezzo che stiamo lavorando. In alternativa, per chi non ha un banco attrezzato, o lavora in spazi di fortuna, si può utilizzare un blocchetto di gomma o di legno fissati al piano di lavoro, che evitano che il pezzo scivoli e ci permettono di limare in piano, sempre nella posizione più corretta. Quindi mai sollevare il pezzo per aria e limare "al volo" :)
Le lime hanno una grana (in inglese cut - taglio) che corrisponde alla capacità di rimuovere il metallo dal punto in cui le si fa lavorare: la si distingue in base al numero dei denti per unità di lunghezza. Più alto il numero più fine è la grana, proprio come per la carta vetrata, partendo dallo #0 per arrivare al #6 (nella classificazione svizzera). In italiano troviamo le diciture: grossa, bastarda, mezza dolce, dolce.
Le lime si distinguono anche in base alla dimensione e alla forma della sezione. Un set di lime ad ago di buona qualità è utilissimo per le rifiniture più minute su piccoli dettagli. Bisognerebbe avere almeno una lima rettangolare dal taglio piuttosto grossolano per le sgrossature più importanti, poi alcune lime più fini, quelle più utilizzate sono la rettangolare, la mezza tonda, la tonda.
Questo attrezzo è uno di quelli sui quali non vale la pena di risparmiare, meglio prendere le lime indispensabili di buona qualità da fornitori specializzati, e poi magari man mano acquistarne qualche altra della forma che può esserci utile.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:41:00 3 commenti
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giovedì 10 aprile 2014
Riviste per creare gioielli
Qualche tempo fa (molto a dire il vero!) avevo scritto un post sulle riviste digitali. Sembra passato un secolo e invece sono solo un paio di anni, ma ormai chi non ha un tablet o uno smartphone? Persino io sono passata dal mio telefono cellulare antidiluviano, che telefonava e basta :), ad uno smartphone che mi permette di lavorare ovunque mi trovi, rispondere alle vostre mail, gestire il blog e la pagina Facebook anche senza un computer.
Oggi però non volevo parlare genericamente delle riviste digitali, ma delle riviste dedicate alla creazione di gioielli, non solo "oreficeria" come diremmo in italiano, ma più in generale al mondo dei vari metalli e delle più svariate tecniche con cui è possibile realizzare un gioiello. Mi viene chiesto spesso, soprattutto durante i workshops, a quali risorse ci si possa rivolgere per imparare qualche nuova tecnica, per ispirarsi e per informarsi su strumenti e materiali. E la mia risposta è purtroppo come al solito la stessa anche dopo diversi anni: in italiano non esiste nulla di lontanamente paragonabile alle riviste americane del settore, che pur mantenendo spesso una semplicità di spiegazioni ed una accessibilità massima da parte anche di principianti, propongono tematiche e progetti che sono quasi sempre di alto livello. Il motivo principale, dal mio personale punto di vista, è l'avvalersi di noti professionisti, educatori e orafi, divulgatori ed esperti. In Italia il panorama desolante dell'editoria di questo settore, come della maggior parte dell'editoria che riguarda la creatività, è dovuta a due fattori (sempre secondo la mia opinione): il limite dell'approccio "hobbystico", per cui mentre negli Stati Uniti le riviste mirano a professionisti o ad aspiranti professionisti, da noi ci si rivolge a principianti o quasi, hobbysti appunto, con un approccio semplicistico molto limitante per chi abbia già delle conoscenze nel settore. E secondo fattore (e ancor più importante), in Italia ci si avvale quasi esclusivamente di blogger e di creativi il cui lavoro non viene retribuito, o viene retribuito - secondo chi pubblica queste riviste - con la fantomatica (e a buon mercato) "visibilità".
Le riviste che vi consiglio sono due, e sono entrambe molto valide. Hanno anche un supporto internet (sito e blog), progetti esclusivi da scaricare per chi è abbonato, ma anche la possibilità (per Art Jewelry Magazine) semplicemente di creare un account sul sito e avere accesso a progetti e materiali di studio abbastanza interessanti. Non esiste solo la possibilità di abbonarsi, ma anche quella di acquistare un singolo numero, anche per farsi un'idea della qualità dei progetti e degli articoli. So che purtroppo per molti la lingua è un ostacolo, ma vale davvero la pena di provare a imparare i termini tecnici e seguire gli step by step proposti.
Art Jewelry Magazine
Jewelry Artist Lapidary Journal
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:32:00 5 commenti
Etichette: attrezzi, creare, digital magazines, gioiello, oreficeria, risorse, riviste, riviste online, tecniche, tutorial
giovedì 13 febbraio 2014
Attrezzi indispensabili: morsetto a mano
Uno degli attrezzi da orafo che può rivelarsi davvero indispensabile sul vostro banco da lavoro è un morsetto a mano in legno per anelli (wooden ring clamp). E' un attrezzo che costa davvero poco, ma che è insostituibile per chi lavora molto con gli anelli o con altri piccoli oggetti o pezzi di materiale. Infatti molto spesso non è possibile inserirli in una morsa mentre ci stiamo lavorando: le ganasce della morsa da banco rischiano di rovinare irrimediabilmente l'oggetto o di segnare il metallo.
Il morsetto in legno per anelli è fatto in modo da poter essere tenuto in mano comodamente, appoggiato al nostro stocco oppure al banco stesso, e permette di tenere in sicurezza anelli e piccoli oggetti: in questo modo non solo non rischieranno di sfuggire alla nostra presa mentre li stiamo carteggiando o rifinendo, ma eviteremo il contatto delle dita con il metallo surriscaldato dal lavoro che stiamo facendo. I nostri piccoli pezzetti di metallo infatti si scaldano molto durante i lavori di rifinitura o foratura.
L'interno del morsetto presenta due inserti in cuoio spesso, che trattengono l'oggetto inserito all'interno senza rischiare di lasciare segni sul metallo. Altri due inserti di cuoio si trovano all'estremità opposta, dove si inserisce la spina, sempre in legno, che tiene chiuso il morsetto. Questa è solo una delle forme in cui questo strumento si presenta, altre ad esempio hanno una vite per fissare le due ganasce.
Questo video mostra come si utilizza:
venerdì 25 ottobre 2013
Il mattoncino refrattario (soldering block)
Una delle attrezzature che non può mancare sul banco di chi lavora il metallo è una superficie refrattaria, ignifuga, su cui si possa utilizzare la fiamma libera. Una delle fasi principali della lavorazione del metallo è infatti la ricottura nella quale utilizziamo la fiamma, e dunque il calore, per rendere malleabile il metallo. In sostanza il mattoncino refrattario ci serve ad isolare il piano di lavoro quando usiamo il cannello, ma ha anche la funzione di distribuire il calore in modo più o meno uniforme al pezzo che stiamo lavorando.
Un altro materiale, meno facile da reperire, molto leggero, è il mattoncino di magnesia che si trova presso le forniture per orafi oppure online. La magnesia è ossido di magnesio, un materiale che si presta benissimo soprattutto alla saldatura perchè, essendo morbido, i pezzi da saldare si possono fissare facilmente in posizione utilizzando dei pezzetti di filo oppure le apposite mollette. Inoltre la superficie del mattoncino può essere facilmente levigata e pulita utilizzando della carta abrasiva fine.
Il miglior materiale per la saldatura, invece, pare sia il mattoncino di carbone pressato, vorrei procurarmelo e provare a utilizzarlo per capire le differenze e i vantaggi.
Al momento, secondo la mia esperienza, posso dire che il mattoncino refrattario per edilizia va benssimo per ricuocere e molto meno bene per saldare o fondere. Ovviamente sto parlando di saldature da oreficeria e non di saldature da ferramenta o da idraulica. Men che meno di saldature a stagno, che non devono essere prese in considerazione nella creazione di gioielli e bijoux, a meno che non le utilizziamo per particolari fini estetici e non prettamente funzionali. Per la saldatura il mattoncino in magnesia è molto migliore, penso sia dovuto al fatto che distribuisce il calore al pezzo in maniera più uniforme.
Ma questa è solo un'osservazione dovuta alla mia esperienza, utilizzando una microtorcia a butano. Se disponete di un cannello più potente, che sviluppa una temperatura più alta, probabilmente non avreste difficoltà.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:00:00 4 commenti
Etichette: metallo, oreficeria, ricottura, saldatura, strumenti, tecniche, trucchi
venerdì 19 luglio 2013
Tagliare il metallo
Quando non si ha mai avuto a che fare col metallo ci si immagina che possa essere difficilissimo da trattare. E non voglio dirvi che sia una cosa semplice perchè penso che, come tutti i materiali, bisogna imparare a conoscerlo, accostarsi ad esso cercando di ascoltarlo e di capirne la natura per cercare di assecondarla, e di utilizzarne le caratteristiche per facilitare il nostro lavoro.
In generale si tende a pensare che il metallo sia ostico, e che chissà quali strumenti servano per lavorarlo. In realtà ne servono davvero pochi per cominciare. E uno di questi è sicuramente uno strumento per tagliare. Gli orafi utilizzano per il taglio esclusivamente il seghetto da orafo, ed è buona ottima cosa imparare ad utilizzarlo, perchè per alcuni tipi di taglio è assolutamente indispensabile. Questo vale in particolare se si utilizzano materiali preziosi perchè il seghetto non deforma il materiale e non produce scarti (a parte la polvere).
Parlando di taglio qui mi riferisco in particolar modo alle lamine metalliche che di solito lavoro, che sono di rame e ottone principalmente, a volte bronzo. Ho sempre utilizzato il mio strumento very professional, che fa ridere ma è molto efficace: una forbice pesante da cucina, ovvero un trinciapollo a lama dritta. Forse lo avrete visto nei video delle mie dimostrazioni, e chi viene ai miei workshops me lo ha visto utilizzare senza tema di far ridere. E' efficace e funziona molto bene per spessori che vanno dallo 0,2 mm allo 0,6/0,8 mm, ovviamente negli spessori maggiori riuscirò a fare solo tagli dritti e per le curve o tagli più complessi, o per i trafori, dovrò comunque utilizzare il seghetto da orafo.
Per il taglio del metallo di spessore sottile si possono utilizzare anche le comuni forbici da cartoleria (provate con qualche tipo economico ma robusto). E ovviamente esistono anche le cesoie da lamiera per tagli più impegnativi su lastre di spessore maggiore, ma in genere queste cesoie sono pesanti e grandi per le mie mani, e probabilmente anche per le vostre!
Però... poi qualcuno te ne dona un paio, vecchie, coperte di ruggine, e cominci ad immaginarti le altre mani che le hanno usate, il tempo che ha depositato il suo colore su quel metallo... e non vedi l'ora di ripulirle e provare a usarle, anche se le tue mani restano piccole piccole e loro invece sono enormi :)
(Grazie Manuela, mi hai fatto un bellissimo regalo)
[Per iscrivervi alla mailing list dei miei workshop: beadsandtricks.ws@gmail.com]
mercoledì 19 giugno 2013
Minuteria fai da te: anellini
I famosi anellini di congiunzione o, in inglese, jump rings. Posso dire modestamente :) di non averne mai comprati di già pronti, li ho sempre fatti da sola all'occorrenza, ma solo da qualche tempo, aumentando la quantità degli anellini da fare, ho cominciato a farli veramente come si deve.
Ho sempre utilizzato il filo metallico e un mandrino: può essere un ferro da maglia, un tondino di legno o di metallo, una apposita pinza, insomma qualunque cosa abbia una sezione rotonda del diametro che vi interessa. E per tagliare usavo il mio tronchese normalissimo, che però ha il difetto di lasciare una bella bava al taglio, quindi ogni volta era un bel duro lavoro di lima su ogni anellino per rifinire il taglio alla perfezione e far sì che le due estremità del filo combaciassero alla perfezione.
Ecco perchè adesso ogni qual volta mi servano degli anellini ricorro al temuto seghetto da orafo...
E ricorro anche a simpatici espedienti per tenere ferma la molla da tagliare: qui potete vedere una molla in argento ferma su una delle mie pinze a sua volta fermata nella morsa da banco. Ma so che non è il massimo e la mia pinza (come vedete sulla punta) ne porta i segni. Ho letto che converrebbe avvolgere la molla di filo metallico con nastro adesivo di carta e tenerla con le pinze, oppure direttamente appoggiata allo stocco. Devo provare. Ma posso dirvi che non c'è niente di meglio di un anellino tagliato perfettamente dalla lama del seghetto: non devi praticamente usare più la lima (giusto se si è perfezionisti folli come me!), è pronto e si chiude perfettamente... Vale la pena di faticare un po' per un risultato così.
I miei anellini d'argento, pronti per unire gli elementi di una collana che vedrete presto.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:00:00 6 commenti
Etichette: anellini, argento, diy, jump rings, minuteria, oreficeria, seghetto, tecniche, trucchi
venerdì 7 giugno 2013
Che cos'è l'Argentium® Silver
Sempre per la serie che "al giorno d'oggi non s'inventa più nulla" come amano dire alcune persone, oggi vi parlo di un materiale che è nuovissimo, ha solo pochi anni di vita, ma ha rivoluzionato il mondo della gioielleria: l'Argentium® Silver.
Si tratta di una nuova lega d'argento, inventata da un professore della Middlesex University, School of Art & Design, Peter Johns. I suoi studi che risalgono agli anni '90 lo hanno condotto ad aggiungere del Germanio alle comuni leghe d'argento e a verificare che questo elemento conferiva all'argento delle caratteristiche straordinarie: lo rendeva resistente all'ossidazione, immune dalle temute macchie da firescale (un problema dovuto al rame contenuto nella lega d'argento), ne migliorava la duttilità, lo rendeva più luminoso.
Questo nuovo materiale, brevettato e ceduto nel 2008 dalla Middlesex University a privati (Argentium International Ltd.), garantisce la completa tracciabilità delle fonti dell'argento utilizzato, come totalmente proveniente da argento riciclato.
In questo video Peter Johns parla dello sviluppo dell'Argentium®, del ruolo chiave dell'università nel supportare la ricerca, delle sue speranze per il futuro di questo materiale, e del perchè un orafo scelga di lavorarlo.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:14:00 4 commenti
Etichette: Argentium, argento, gioiello, materiali, oreficeria, video
venerdì 12 aprile 2013
Un maker: Andy Cooperman
Sì, dovrei dire un orafo, un artista, ma Andy Cooperman dice di sè: "Non mi definisco un artista, c'è una sorta di pretenziosità in questa definizione (...) Fare, fare è la cosa più onesta che posso dire riguardo al mio lavoro (...) E' rendere manifesto qualcosa che non esisteva prima: questo è fare per me".
Sono disarmata di fronte a chi è capace di creare tanta bellezza e lo fa con una grande umiltà nei confronti del proprio lavoro. E ama insegnare, far vedere attraverso i suoi occhi oggetti e processi creativi, per portare chi impara a vedere cose nuove.
Vedere. Cosa faremmo se un giorno ci accorgessimo di non riuscire più a vedere bene? quando la nostra vita è creare oggetti? Dopo questa esperienza Andy Cooperman ha cercato di ritornare al suo lavoro, e quando si è reso conto di poter ancora lavorare, nonostante un danno permanente a un occhio, si è seduto al suo banco e ha pianto. Forse quello che aveva vissuto avrebbe cambiato in parte il modo in cui faceva le cose, ma non il suo impegno a fare. E a insegnare.
My commitment to making.
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mercoledì 30 gennaio 2013
La sicurezza: usare utensili elettrici
Non abbiamo mai parlato di sicurezza, è un argomento generalmente trascurato o persino ignorato quando si parla del nostro lavoro/hobby. Si tende a parlare sempre di tecniche o di creatività in generale, di tutti gli aspetti positivi e belli, mentre è più difficile che qualcuno vi dica cosa fare e come farlo per proteggervi mentre create i vostri piccoli capolavori.
Non ha importanza se create per il vostro piacere o per lavoro, la cosa fondamentale è proteggervi mentre state usando attrezzi e materiali che possono essere (molto) pericolosi.
Oggi parliamo un po' di come utilizzare senza rischi un multiutensile rotativo come il Dremel, o qualcosa di simile, oppure un'attrezzatura più professionale come il trapano di precisione da orafi (Flex Shaft o simili), indipendentemente dalla funzione che gli stiamo facendo svolgere, per la quale può essere richiesta un'attenzione in più di cui parleremo in seguito.
#1. Leggete le istruzioni e cercate di capire il meglio possibile di quali parti si compone il vostro attrezzo e tutte le corrette operazioni per montare e smontare gli accessori. E' essenziale che gli accessori siano montati in modo corretto perchè altrimenti potrebbero sganciarsi o svitarsi mentre li usate e letteralmente schizzare via.
#2. Lavorate in un ambiente ben illuminato, possibilmente comodo, ordinato e pulito, ben ventilato. La corretta illuminazione fa vedere meglio il punto su cui stiamo lavorando; l'ordine impedisce incidenti come cavi che si impigliano, oggetti che ci possono intralciare o recare danno; la corretta ventilazione e la costante pulizia dell'area di lavoro permette di evitare l'accumularsi di polveri che verrebbero inalate. Cercate una posizione stabile che vi consenta libertà nei movimenti.
#3. Indossate sempre gli occhiali di sicurezza per proteggere gli occhi da schegge, polveri, fibre. E' sempre possibile che il pezzo su cui stiamo lavorando sfugga alla nostra presa (cercate di fissarlo al meglio: se è molto piccolo tenetelo con una pinza e, se possibile, fissatelo a una morsa), o che si scheggi, o che un accessorio sia montato male. Alcuni accessori, come certe spazzole, rilasciano fibre con l'uso. Gli occhiali di sicurezza, anche se sono scomodi da portare soprattutto se già indossate come me gli occhiali da vista, sono indispensabili per proteggere i vostri occhi. Devono essere robusti e proteggere anche lateralmente.
#4. Fate sempre attenzione a cosa indossate, vestiti e gioielli: l'estremità del vostro utensile rotativo non deve mai stare vicino a qualcosa che possa impigliarsi. Se avete i capelli lunghi raccoglieteli, non indossate maniche lunghe e larghe, sciarpe o gioielli come bracciali o collane, che possono impigliarsi facilmente nell'utensile.
#5. Quando fate dei lavori col vostro utensile che comportino l'emissione di polveri, utilizzate sempre un respiratore, non una semplice mascherina da polvere, ma un respiratore munito di filtro specifico per il tipo di polveri che potreste inalare (a seconda del materiale che lavorate).
#6. Non tenete alimenti o acqua da bere vicini alla vostra area di lavoro.
Safety first! Non dimentichiamo mai di usare ogni precauzione per proteggerci mentre lavoriamo, e usiamo sempre il buon senso. Se avete altri suggerimenti siete benvenuti!
(Dedicato a Cris Pez, che tenta da tempo di autoeliminarsi con scorrette pratiche... :) )
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Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:45:00 4 commenti
Etichette: artigianato, attrezzi, creare, dremel, oreficeria, sicurezza, tecniche
mercoledì 24 ottobre 2012
Una lezione free sugli attrezzi: pinze
Mi viene chiesto spesso se tengo corsi sulla lavorazione del metallo e le tecniche che utilizzo. La risposta è: Sì! Da ormai più di un anno organizzo workshop e corsi, per i tantissimi che vogliono imparare a lavorare il metallo, sia in filo che in lamina (voi lo sapete che io non la chiamo tecnica wire :) )
Scrivetemi se siete interessati e magari ditemi quali argomenti potrebbe essere più utile trattare, così da stilare una scaletta anche in base alle vostre richieste. La mia mail per iscriversi alla newsletter dedicata: beadsandtricks.ws@gmail.com
E veniamo agli attrezzi, così magari per chi è alle prime e vuole prepararsi per seguire un corso può nel frattempo procurarsi le cose indispensabili.
Innanzi tutto è importante dire che per cominciare a lavorare il metallo non è necessario spendere molto, si possono benissimo utilizzare pinze e attrezzature di facile reperibilità (nei Brico o simili) con qualche accortezza. Perchè esistono le pinze professionali e hanno molteplici vantaggi, quali la leggerezza, la maggiore ergonomia, il metallo di migliore qualità (quindi una maggiore durata), i becchi più sottili. Ma io per anni ho usato le pinze per elettronica che si trovano facilmente nei negozi di bricolage, prima di passare a pinze più specificamente pensate per la gioielleria.
Le pinze per la creazione di bijoux in metallo (sì, anche per la famigerata tecnica wire!):
Pinza a becchi tondi: indispensabile per manipolare il filo metallico e creare anellini di congiunzione, asole aperte o chiuse, elementi di catene.
Pinza a becchi semitondi: l'interno del becco è liscio mentre l'esterno è semitondo. E' indispensabile che l'interno dei becchi sia liscio e non zigrinato, per non segnare il metallo mentre lo lavoriamo. La forma dei becchi, assottigliata via via verso la punta, la rende perfetta per lavorare in piccoli spazi.
Tronchese diagonale: perfetto per tagliare il filo a misura, se il taglio è preciso anche in punta vi consente di lavorare anche molto vicino ad una perla o in uno spazio ristretto. Controllate che chiuda bene. Ne esistono di vari tipi a seconda della precisione del taglio e della sbavatura lasciata. Il cosiddetto flush cutter è quello che quasi non lascia sbavature e consente di non dover fare troppo lavoro di rifinitura sui tagli.
Tronchese piatto: più adatto del tronchese diagonale a tagliare i fili che fuoriescono dalla lavorazione anche in piccoli spazi.
Pinze per wire wrapping: non sono indispensabili per cominciare ma comunque molto utili se decidate di usare molto il filo metallico per fare da voi i componenti come monachelle chiusure e anellini di congiunzione perchè vi consente di fare sempre anelli della stessa misura, e quindi di fare lavori più precisi e veloci. Ne esistono di varie misure e anche con ambedue i becchi divisi in tre sezioni di diverso diametro.
Pinze a punte piatte larghe: utilissime se fate molte spirali e in generale utili per tenere i pezzi fermi durante la lavorazione. Indispensabile che abbiano l'interno dei becchi liscio.
Pinze a becchi curvi: molto spesso nei brico non trovate le pinze a becchi semitondi dritti ma queste, che vanno comunque benissimo per gli stessi usi e hanno l'interno dei becchi liscio e non zigrinato.
A queste aggiungo, se pensate di lavorare molto coi fili soprattutto, anche le pinze coi becchi di plastica.
La prossima settimana qualche consiglio per trattare bene i vostri attrezzi e utilizzarli al meglio.
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:27:00 7 commenti
Etichette: attrezzi, bigiotteria, bijoux, corsi, filo metallico, metallo, minuteria, oreficeria, pinze, risorse, tronchese, trucchi, wire wrapping, workshop
mercoledì 18 luglio 2012
Il banco da lavoro
E' il sogno di chi comincia ad appassionarsi a questo lavoro, e di chi comincia a farlo tutti i giorni per molte ore al giorno: avere un vero banco da orafo a cui sedersi per lavorare in sicurezza e comfort. Come deve essere, quali caratteristiche deve possedere? questo video risponde ad alcune domande (e crea massima invidia per quel bellissimo banco!):
Pubblicato da Alessia Spalma alle 09:00:00 2 commenti
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mercoledì 21 marzo 2012
Foldforming Week: che cosa non è il foldforming
Avevo scritto tempo fa di sentirmi in colpa a proposito del foldforming, perchè al solito capita che qualcuno utilizzi una dicitura senza nemmeno sapere di cosa si tratti, oppure senza aver capito di cosa si tratti. Mi è capitato di imbattermi per caso su Artesanum e su un paio di blog nostrani, in oggetti che riportavano come tag o nel testo appunto foldforming, ma che di di questa tecnica non avevano assolutamente nulla. Mi è venuta la curiosità di cercare meglio per capire quanto questa cosa fosse diffusa, e soprattutto vedere se per caso trovassi anche creazioni straniere, ad esempio su Etsy, taggate in modo errato. E in effetti qualche esempio di finto (ingenuo o furbo non sta a me dirlo) foldforming si trova anche su Etsy.
Allora proviamo a capire meglio che cosa non è il foldforming. Come esempi userò mie foto, perchè non sarebbe simpatico usare gli originali :)
non è foldforming.
Dall'introduzione a Foldforming, Charles Lewton-Brain, Brynmorgen Press, 2008:
(la traduzione è mia)"Il Foldforming è un approccio concettuale, fisico e intuitivo alla lavorazione del metallo, che si basa sulle naturali caratteristiche dei metalli. Piuttosto che forzare un materiale ad assumere una forma, questo sistema usa a proprio vantaggio le caratteristiche di plasticità, duttilità ed elasticità proprie dei metalli, offrendo una importante e innovativa serie di procedure che in modo estremamente efficiente generano centinaia di forme uniche e tridimensionali"
Pubblicato da Alessia Spalma alle 08:14:00 3 commenti
Etichette: attrezzi, bijoux, Charles Lewton-Brain, fold forming, foldforming, gioiello, lamina, metallo, oreficeria, risorse, tecniche, traduzioni, trucchi
lunedì 19 marzo 2012
Foldforming week: Charles Lewton-Brain
Una settimana tutta dedicata al foldforming: per saperne di più, per imparare qualcosa di nuovo, per sgombrare il campo da qualche equivoco.
Iniziare da colui che ha inventato e sviluppato questa tecnica e che in più l'ha messa a disposizione di chiunque mi pare la cosa migliore, perciò vi presento Charles Lewton-Brain:
"(...) I'm really interested in nature. And I think that chaos and nature, and sometimes random acts, they are more beautiful than what happens if I force form onto the material. And I think that all humans respond to nature, I think that all humans think nature is beautiful even if they grew up in the city. And with foldforming... many of the shapes in foldforming look like natural shapes for the same reasons the ones in nature do: the material is operating right on the limits of its working abilities and therefore the rules show up, and if it looks like a ram's horn or a flower it's because that's exactly what's happening in nature (...)"
Pubblicato da Alessia Spalma alle 10:45:00 4 commenti
Etichette: Charles Lewton-Brain, fold forming, foldforming, gioiello, lamina, martello, metallo, oreficeria, risorse, tecniche, trucchi, video
lunedì 20 febbraio 2012
Argento eco
Trovare materiali, come diciamo sempre, non è la cosa più semplice del mondo. E non lo è per nulla trovare materiali accessibili per le nostre tasche. Il prezzo dei metalli e dei materiali in genere continua a salire e penso sia utile per tutti cercare di ingegnarsi per utilizzare ogni piccolo scarto, o le scorte che nemmeno sappiamo di avere (per questo vi rimando alla lettura dei miei post sull'eco-craft: scoprirete di avere già in casa tantissimi materiali utilizzabili e perfetti per i vostri progetti!).
In questi orecchini alla base in rame ho aggiunto un elemento in argento riciclato, lavorato con la tecnica del fold forming. Sarebbe bellissimo avere anche da noi aziende che si occupano del riciclo degli scarti e ti offrono la possibilità di portare i tuoi piccoli o piccolissimi scarti di metallo (vi ricordo che il rame, così come i materiali più preziosi, è interamente riciclabile) in cambio di buoni acquisto o di altro metallo, come è facile trovare all'estero. Intanto possiamo accontentarci di fare del nostro meglio per sfruttare ogni risorsa a nostra disposizione.
mercoledì 29 giugno 2011
Come usare il seghetto
Il recente acquisto di un seghetto da orafo mi ha portata alla ricerca di tutte le informazioni possibili su questo strumento e soprattutto su una cosa che potrebbe sembrare banale ma invece è la parte fondamentale del lavoro: montare le lame. Come sempre senza internet sarei persa, e anche questa volta mi sono venute in aiuto le risorse incredibili messe a disposizione sul web. Segnalo anche a voi i video che ho trovato.
Video di base per imparare a montare le lame sull'archetto e a tagliare correttamente da Art Jewelry Magazine:
Ok, adesso dovrei farcela...























