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venerdì 24 ottobre 2014

Video: le rifiniture col Dremel

Ieri ho postato su Facebook un piccolissimo video. Era più una prova che altro, per capire se ne potesse venire fuori qualcosa di decente, per rispondere alle vostre richieste. Il riscontro che ho avuto mi ha lasciata davvero stupita, e mi incoraggia ancora di più nel pensare di proporvi periodicamente qualche piccola anticipazione, work in progress o parti di lavorazioni interessanti in video. 
Qui c'è un minuto del mio lavoro quotidiano, una piccolissima parte del lavoro di rifinitura di un oggetto che avviene in parte con il Dremel (ma potrebbe essere fatta con qualunque utensile del genere) e in larga parte a mano. Sto pareggiando i bordi delle barchette lavorate a foldforming e lo faccio utilizzando il cilindro di carta abrasiva a grana fine (120). Preferisco utilizzare la carta abrasiva piuttosto che le molettine all'ossido di alluminio o al carburo di silicio perché la carta abrasiva mi consente un lavoro più delicato e facilmente controllabile e surriscalda meno il metallo. La velocità con cui lavoro di solito con questo accessorio è intorno ai 15000 giri/min.
Grazie se vorrete guardarlo e suggerirmi cosa vi piacerebbe vedermi fare in video :)






giovedì 2 ottobre 2014

Workshop, ricomincio con qualche novità

La pausa estiva dei miei workshop è durata più di quanto avevo programmato e di quanto avrei voluto. Ma da questa domenica si ricomincia, e non vi nascondo che sono felice ed elettrizzata per la nuova stagione che abbiamo davanti, che ci permetterà di lavorare insieme, di conoscerci, di imparare tante cose nuove.
E' passato già un anno da quando ho iniziato questa avventura in uno spazio completamente dedicato ai workshop, dove lavorare è un vero piacere. E in questo anno passato ho accumulato un pochino di esperienza, capito alcuni miei errori, ascoltato attentamente le vostre richieste e, soprattutto, ho sempre continuato a pensare e ripensare ai laboratori, al modo di renderli più efficaci e divertenti, a nuovi argomenti che non fossero quelli soliti che potete ormai trovare in giro un po' ovunque, formule che potessero rendere ancora più interessante e unica la vostra esperienza insieme a me.

Anello in argento 800 di recupero, forgiato a mano
Anello in argento .800 di recupero, forgiato a mano

Una delle novità, che ho già proposto prima dell'estate e ha avuto un grandissimo successo, è un workshop dalla formula davvero diversa da tutti gli altri: Creiamo insieme il vostro anello. Una giornata interamente dedicata alla creazione dell'accessorio probabilmente più amato. Si parte dall'esame delle difficoltà tecniche che si devono affrontare nella creazione degli anelli, per poi esaminare i progetti di ogni allievo. Infatti ognuno è invitato a portare al workshop un proprio progetto da realizzare, le difficoltà tecniche possono essere le più diverse a seconda dei materiali, delle competenze e interessi di ognuno. I progetti vengono discussi insieme a tutto il gruppo di lavoro, in modo che possa essere occasione per tutti di imparare qualcosa di nuovo. Poi si passa alla realizzazione pratica dell'anello, che per la fine della giornata sarà completamente finito, pronto per essere indossato e perché no anche immortalato in qualche bella foto. Oltre alla solita attrezzatura vi viene data la possibilità di utilizzare il seghetto da traforo e la saldatura con pasta d'argento. Un'occasione ovviamente anche per imparare due nuove tecniche se non le avete mai provate.

Alcuni dei progetti realizzati dalle allieve durante il primo workshop dedicato agli anelli

Ma intanto domenica si ricomincia dal workshop di base, l'introduzione alla lavorazione del metallo, ma anche qui con una formula nuova: un workshop che dura tutto il giorno, nel quale avrete molto più tempo per la parte che vi diverte e appassiona di più dei laboratori, il lavoro libero. Sapete creare delle cose bellissime anche se è solo la prima volta che prendete in mano un martello, ed è giusto darvi più spazio per sperimentare e per capire meglio cosa fa per voi. Volevo anche avere più tempo da dedicare alle vostre domande e curiosità, che sono sempre tantissime. In questa giornata si tratteranno degli argomenti un po' teorici ma si farà anche tanta pratica: esamineremo le caratteristiche dei metalli, le principali tecniche di lavorazione, si faranno esercizi di forgiatura e formatura, si introdurrà il foldforming nella sua versione più semplice, si parlerà di texture e rifiniture, si imparerà ad usare strumenti manuali (lime, cabroni, cesoie ecc.) ma anche il mitico Dremel per operazioni di foratura, rifinitura, testurizzazione. E infine daremo un occhio anche alle principali norme di sicurezza da seguire mentre lavoriamo. La parte di lavoro concreto sarà incentrata sulla realizzazione delle foglie a foldforming (lavoro guidato), e nel provare tutte le tecniche mostrate nel corso della giornata, sia realizzando dei campioni che, per chi vorrà, anche un oggetto finito.

Le prossime novità che sto, anzi stiamo, pensando per voi riguarderanno sempre di più laboratori a tema come quello dell'anello e probabilmente anche qualcosa che riguarda la fotografia e la presentazione online dei vostri lavori.

Se volete informazioni e volete essere inseriti nella mailing list per partecipare scrivetemi:
beadsandtricks.ws@gmail.com

E se siete su Facebook potete iscrivervi al gruppo creato per scambiarci informazioni, conoscerci meglio e tenerci in contatto anche dopo aver partecipato:
https://www.facebook.com/groups/167252186813051/

Per essere inseriti nel gruppo bisogna essere iscritti alla newsletter ed essere interessati alla partecipazione ai corsi. Scrivetemi un messaggio per partecipare :)




venerdì 18 luglio 2014

Dremel accessori: recuperare le spazzole

Era il lontano febbraio 2013 quando per la prima volta vi ho parlato delle spazzole abrasive di dettaglio che avevo cominciato da poco ad usare sul mio Dremel e vi raccontavo di quanto fossero utili in tantissimi casi. Io non ne posso più fare a meno, le uso tanto e non avendo una pulitrice sono davvero indispensabili. Ovviamente usandole così tanto è anche abbastanza naturale che si consumino, ahimè troppo velocemente.

Dremel spazzole abrasive di dettaglio

Nella foto un esempio di come si riducono le amate spazzoline: a destra una nuova e a sinistra una usata da un po'. Questa spazzola ha come caratteristica principale la morbidezza data dai fili che la compongono, che la rende perfetta per lavorare sui fili, sui bordi, su materiali che hanno dei rilievi o delle texture. Consumandosi i fili, ovviamente la spazzola diventa più dura e di conseguenza meno delicata ma continua a funzionare abbastanza bene.

Dremel, spazzola a fili consumate

Quando le mie spazzole si consumano più o meno come nella foto (magari un po' meno...) io non le uso più come faccio di solito, ma le sostituisco con quelle nuove e queste consumate che hanno un diametro inferiore le tengo da parte per uno dei lavori più lunghi e poco agevoli che vi troverete a fare: pulire e lucidare l'interno degli anelli.

Spazzola abrasiva per pulire e lucidare anelli

La spazzolina consumata entra perfettamente all'interno degli anelli, e rende agevole arrivare in punti dove con la lima non si riesce. L'unica controindicazione è come sempre che il movimento veloce del Dremel o del trapano da orafo fa scaldare moltissimo il pezzo. Quindi bisogna fare attenzione e fermarsi ogni tanto e/o utilizzare gli appositi nastri per proteggere le dita.




giovedì 29 maggio 2014

Segnare e tracciare sul metallo

Voi come fate a tracciare un disegno sulle lastre di metallo? All'inizio io utilizzavo le cose che avevo a disposizione: matite o pennarelli, meglio se indelebili. Questi due mezzi, per quanto funzionanti, non sono molto efficaci specie se poi si deve maneggiare la lastra di metallo a lungo, ad esempio se dovete tagliare con l'archetto da traforo. Il disegno sparirà inesorabilmente.
Esistono però degli attrezzi che sono fatti proprio a questo scopo, attrezzi professionali come il compasso a doppia punta (divider) che serve soprattutto per riportare misure esatte sul metallo e a tracciare cerchi, e le punte a tracciare (scribers).

Punta a tracciare per segnare il metallo

Nella foto vedete la mia punta a tracciare: ha un'estremità dritta e una piegata ad angolo a 110°, ma esistono anche punte che hanno la forma di una penna. Sono fatte di metallo duro, ideali per tracciare segni su metalli teneri come il rame, l'argento, l'ottone ecc.

Punta per disegnare sul metallo

Il risultato del loro lavoro è un segno, un'incisione sul metallo, profonda qualche centesimo di millimetro. Questo segno è molto più facile da seguire nell'operazione di taglio, sia che venga effettuata a mano con cesoie, sia con il seghetto da traforo. Ancora più efficace in questo caso, perché se si ripassa il segno più volte rendendolo un po' più profondo è molto più facile seguirne i contorni con la lama del seghetto.

Cerchio sul rame disegnato con punta a tracciare

Vi lascio anche il link ad un pdf che parla della tracciatura sul metallo e offre la descrizione di diverse attrezzature che sono utilissime.

http://www.circuitielettronici.it/Tracciatura%20a%20mano.pdf

*Un piccolo trucco per aumentare la visibilità del segno su superfici molto riflettenti:
Ripassate tutto il pezzo con un pennarello indelebile di buona qualità, fate asciugare bene l'inchiostro, poi tracciate il segno sul pezzo. L'incisione, asportando anche l'inchiostro, sarà visibilissima.

Ultimissima cosa: questo strumento lo trovate tranquillamente in ferramenta o nei grandi negozi di bricolage e costa davvero pochissimo.



giovedì 27 marzo 2014

Attrezzi: pinze per forare (con mini tutorial)

Ogni tanto vi parlo degli attrezzi che ritengo utili per la lavorazione del metallo, e come sapete io preferisco sempre dare delle alternative economiche e fai da te dove è possibile, per creare da soli o modificare gli attrezzi da utilizzare. Ma ci sono delle piccole cose utilissime, che velocizzano operazioni noiose e ci permettono di lavorare meglio. Le classiche cose che dopo averle provate dici: "Ma come ho fatto a vivere senza??"
Forare la lamina metallica è una di queste operazioni: per farla bene occorre avere un multiutensile elettrico come il Dremel, oppure un trapano montato a colonna, oppure ancora possiamo farlo con un chiodino o un punteruolo, laddove non ci interessi la precisione del diametro del foro. In entrambi i casi creeremo delle sbavature sulla lamina (minori con il trapano, maggiori con punteruolo/chiodino) che andranno ripulite.

Pinza per forare la lamina di metallo (punch plier)

Con l'ultimo ordine fatto dal mio fornitore preferito di attrezzature (Palmer Metals) ho ordinato due paia di pinze che pensavo da tempo di acquistare: si chiamano punch pliers - pinze per forare, e servono per praticare dei fori precisi nella lamina metallica, in modo molto facile e veloce. Forano la lamina fino a 1 mm. di spessore (18 gauge) di metalli morbidi come rame, ottone, alluminio, argento secondo il produttore, io le ho provate sulla lamina di rame fino a 0,8 mm di spessore e funzionano egregiamente.

Fori su lamina di rame eseguiti con punch plier

Ma, come potrete vedere chiaramente dalla foto, hanno un solo piccolo difetto: quando si fora (soprattutto le lamine più pesanti) lasciano un piccolo segno all'esterno del foro. Per evitare questo inconveniente vi faccio vedere come fare: 

Come evitare i segni lasciati dalla punch plier tutorial
Ritagliate un pezzetto di cartoncino e praticate un foro con la pinza, non sfilate il cartoncino ma lasciatelo in posizione. Posizionate la pinza sulla lamina metallica lì dove dovete forare e praticate il foro. A questo punto sfilate la pinza e vedrete che il segno sarà rimasto solo sul cartoncino e non sul metallo. 
Queste pinze sono davvero utilissime soprattutto per fare i rivetti e nella misura più piccola anche per i fori da praticare sugli orecchini. I diametri disponibili sono 1,25 mm./1,50 mm./1,80 mm. Esistono anche di forma ovale e quadrata che, come avrete intuito, saranno i miei prossimi acquisti! :) 




venerdì 21 febbraio 2014

Workshop: Foldforming day

Organizzare un workshop, se lo fai in modo serio, non è una cosa semplice, significa tanto studio, impegno, cura. E come ben sapete io sono il massimo della pignoleria :). I laboratori che ho tenuto fino ad ora mi hanno dato tantissime soddisfazioni: sempre pieni a poche ore dall'invio della newsletter, sempre più richieste di quanti fossero i posti disponibili, tantissimo interesse da parte vostra, una partecipazione sempre entusiasta ed entusiasmante.
Penso che insegnare sia un compito davvero arduo, perché per farlo devi trasmettere non solo nozioni ma anche fiducia nelle proprie capacità, voglia di sperimentare, interesse a migliorarsi, a porsi domande, e non aver paura di sbagliare le risposte. Ma altrettanto fondamentale è la preparazione nell'argomento che si vuole trattare e, in particolare, l'esperienza accumulata. Per rispetto nei confronti di chi si affida a te, e per rispetto del proprio lavoro. E' per questo che ci metto tanto tempo per preparare un nuovo workshop: voglio che sappiate sempre che ciò che faremo insieme sarà un'esperienza di apprendimento e di divertimento, un'occasione unica per mettersi alla prova, fatta al meglio delle mie capacità nel guidarvi.

Foldforming workshop: spirale (Rueger fold)
La spirale (Rueger fold - forged line fold) qui eseguita in modo da formare all'apertura spire concentriche.

Così (finalmente!) sta prendendo forma anche il prossimo laboratorio dedicato al Foldforming. Un'intera giornata dedicata esclusivamente a questa tecnica, esplorata da molti punti di vista: non solo l'esecuzione di alcune tra le più importanti forme, ma anche l'esame di alcune tra le principali difficoltà di questa tecnica: l'apertura e il montaggio finale dei pezzi ottenuti.

Solo qualche anticipazione:
- Esame degli attrezzi indispensabili
- Forme inverse ottenute con la forged line fold (barchette e ventaglio) fino ad arrivare alla più complessa Rueger fold.
- Basic T- fold e chasing on air, con cui si ottengono meravigliose superfici scolpite sul metallo.
- Star fold
- Realizzazione di un gioiello in cui incorporare liberamente le tecniche apprese nel corso del workshop. 

E... forse non mi basterà una sola giornata per tutto quello che vorrei fare!! Magari ci sarà anche un Foldforming day #2... Sarà un workshop aperto a chi ha già precedenti esperienze nella lavorazione del metallo, perchè necessita di nozioni di forgiatura già acquisiste, magari proprio grazie ai workshop precedenti.

Adesso non mi resta che mettermi a lavorare sui campioni da mostrarvi, con cui arricchire le lezioni per fornirvi esempi e idee. Qualcosa vedete già in foto. L'appuntamento è per fine marzo!

Vi ricordo l'indirizzo per iscrivervi alla mailing list:
beadsandtricks.ws@gmail.com

E il gruppo su Facebook se siete già iscritti alla mailing list:
https://www.facebook.com/groups/167252186813051/



venerdì 13 dicembre 2013

Attrezzi indispensabili: il tagliatubi

Ci sono attrezzi e attrezzi. Ci sono attrezzi professionali, super lucenti, super specializzati, costosi. E ci sono attrezzi umili, che magari a vederli non si ha bene idea di cosa siano e a che cosa servano. A questa seconda categoria appartiene l'attrezzo di cui vi parlo oggi: il tagliatubi. Avete mai pensato ai tubi di rame come ad una ottima fonte di materiale alla portata di tutti? Facili da trovare, i tubi di rame hanno solo una pecca: di solito sono spessi e tagliarli è abbastanza difficile. Se avete un Dremel potrete usare il disco da taglio per metalli, ma dovrete fissare il tubo in una morsa e magari potrebbe non essere agevolissimo. Potreste tagliare col seghetto, ma allora armatevi di tantissima pazienza, vi servirà!
E poi c'è lui, un piccolo misterioso oggetto: una lama circolare, una rotellina per fermare il tubo nella giusta posizione e niente altro. Essenziale, come tutte le cose che funzionano bene.

Tagliatubi di rame

Si prende semplicemente un tubo di rame, lo si posiziona all'altezza che ci interessa e lo si ferma in posizione. La lama circolare bloccherà il tubo. A questo punto ci servirà un po' di olio di gomito: si tiene fermo il tubo e si comincia a far ruotare il tagliatubi avendo l'accortezza di continuare a stringere leggermente la lama man mano che questa inciderà il metallo. Pochi giri (dipende dallo spessore del tubo) ed è fatta... ottime fettine di tubo dal taglio solitamente molto pulito, pronte per diventare quello che vorrete.
Da avere assolutamente!


venerdì 25 ottobre 2013

Il mattoncino refrattario (soldering block)


Una delle attrezzature che non può mancare sul banco di chi lavora il metallo è una superficie refrattaria, ignifuga, su cui si possa utilizzare la fiamma libera. Una delle fasi principali della lavorazione del metallo è infatti la ricottura nella quale utilizziamo la fiamma, e dunque il calore, per rendere malleabile il metallo. In sostanza il mattoncino refrattario ci serve ad isolare il piano di lavoro quando usiamo il cannello, ma ha anche la funzione di distribuire il calore in modo più o meno uniforme al pezzo che stiamo lavorando.

 Mattoncino refrattario per edilizia

Ecco perchè esistono vari materiali più o meno adatti a questo scopo. Il più economico e facile da trovare è, appunto, un semplice mattone refrattario usato in edilizia, che potete vedere nella foto qui sopra. Si tratta del materiale utilizzato comunemente per i forni, i caminetti o le canne fumarie, prodotto con la lavorazione delle argille a secco. Ha anche la caratteristica di essere particolarmente resistente all'abrasione.

Mattoncino per saldatura in magnesia

Un altro materiale, meno facile da reperire, molto leggero, è il mattoncino di magnesia che si trova presso le forniture per orafi oppure online. La magnesia è ossido di magnesio, un materiale che si presta benissimo soprattutto alla saldatura perchè, essendo morbido, i pezzi da saldare si possono fissare facilmente in posizione utilizzando dei pezzetti di filo oppure le apposite mollette. Inoltre la superficie del mattoncino può essere facilmente levigata e pulita utilizzando della carta abrasiva fine. 
Il miglior materiale per la saldatura, invece, pare sia il mattoncino di carbone pressato, vorrei procurarmelo e provare a utilizzarlo per capire le differenze e i vantaggi. 
Al momento, secondo la mia esperienza, posso dire che il mattoncino refrattario per edilizia va benssimo per ricuocere e molto meno bene per saldare o fondere. Ovviamente sto parlando di saldature da oreficeria e non di saldature da ferramenta o da idraulica. Men che meno di saldature a stagno, che non devono essere prese in considerazione nella creazione di gioielli e bijoux, a meno che non le utilizziamo per particolari fini estetici e non prettamente funzionali. Per la saldatura il mattoncino in magnesia è molto migliore, penso sia dovuto al fatto che distribuisce il calore al pezzo in maniera più uniforme. 
Ma questa è solo un'osservazione dovuta alla mia esperienza, utilizzando una microtorcia a butano. Se disponete di un cannello più potente, che sviluppa una temperatura più alta, probabilmente non avreste difficoltà.

 




venerdì 19 luglio 2013

Tagliare il metallo

Quando non si ha mai avuto a che fare col metallo ci si immagina che possa essere difficilissimo da trattare. E non voglio dirvi che sia una cosa semplice perchè penso che, come tutti i materiali, bisogna imparare a conoscerlo, accostarsi ad esso cercando di ascoltarlo e di capirne la natura per cercare di assecondarla, e di utilizzarne le caratteristiche per facilitare il nostro lavoro.
In generale si tende a pensare che il metallo sia ostico, e che chissà quali strumenti servano per lavorarlo. In realtà ne servono davvero pochi per cominciare. E uno di questi è sicuramente uno strumento per tagliare. Gli orafi utilizzano per il taglio esclusivamente il seghetto da orafo, ed è buona ottima cosa imparare ad utilizzarlo, perchè per alcuni tipi di taglio è assolutamente indispensabile. Questo vale in particolare se si utilizzano materiali preziosi perchè il seghetto non deforma il materiale e non produce scarti (a parte la polvere).
Parlando di taglio qui mi riferisco in particolar modo alle lamine metalliche che di solito lavoro, che sono di rame e ottone principalmente, a volte bronzo. Ho sempre utilizzato il mio strumento very professional, che fa ridere ma è molto efficace: una forbice pesante da cucina, ovvero un trinciapollo a lama dritta. Forse lo avrete visto nei video delle mie dimostrazioni, e chi viene ai miei workshops me lo ha visto utilizzare senza tema di far ridere. E' efficace e funziona molto bene per spessori che vanno dallo 0,2 mm allo 0,6/0,8 mm, ovviamente negli spessori maggiori riuscirò a fare solo tagli dritti e per le curve o tagli più complessi, o per i trafori, dovrò comunque utilizzare il seghetto da orafo.
Per il taglio del metallo di spessore sottile si possono utilizzare anche le comuni forbici da cartoleria (provate con qualche tipo economico ma robusto). E ovviamente esistono anche le cesoie da lamiera per tagli più impegnativi su lastre di spessore maggiore, ma in genere queste cesoie sono pesanti e grandi per le mie mani, e probabilmente anche per le vostre!

Cesoie da lamiera

Però... poi qualcuno te ne dona un paio, vecchie, coperte di ruggine, e cominci ad immaginarti le altre mani che le hanno usate, il tempo che ha depositato il suo colore su quel metallo... e non vedi l'ora di ripulirle e provare a usarle, anche se le tue mani restano piccole piccole e loro invece sono enormi :)

(Grazie Manuela, mi hai fatto un bellissimo regalo)

[Per iscrivervi alla mailing list dei miei workshop: beadsandtricks.ws@gmail.com]



giovedì 4 aprile 2013

Modificare i martelli

Si avvicina a grandi passi il primo workshop che terrò presso Artigianando. Come forse avrete già letto, si tratterà di un corso di base sulla lavorazione del metallo: parleremo delle sue caratteristiche, degli attrezzi che ci servono per lavorarlo, della forgiatura e faremo un'introduzione al foldforming.
Sulle attrezzature spesso mi fate delle domande, ricevo mail che mi chiedono dove trovare questo o quell'attrezzo. In realtà gli artigiani da sempre hanno creato da soli i propri attrezzi o ne hanno modificato di esistenti per adattarli a dei compiti specifici. Un attrezzo creato da noi, o modificato, è unico, e ci consentirà di ottenere solo quello che vogliamo. Magari anche questo argomento potrebbe essere oggetto di un mini workshop!
L'attrezzo fondamentale per lavorare il metallo è senz'altro il martello. Oggi vi posto un video che mostra come, molto semplicemente, possiamo modificare da soli il nostro martello per renderlo adatto alle nostre mani e a tanti usi.


Per ottenere un migliore bilanciamento e non stancarci possiamo adattare la lunghezza del manico alle dimensioni della nostra mano. Mentre è asolutamente indispensabile compiere i successivi passaggi di rifinitura delle teste del martello: smussarne gli angoli e rifinire a specchio la superficie d'acciaio ci consentirà di non lasciare segni sul metallo che stiamo lavorando.

 [Per iscrivervi alla mailing list dei miei workshop: beadsandtricks.ws@gmail.com]

mercoledì 26 settembre 2012

Pinterest e il traffico verso i blog

Il traffico inteso come flusso di visitatori che arrivano al mio blog direttamente da Pinterest.
Analizzando le statistiche dell'ultimo mese ho scoperto che alla fine è successo quello che i siti che si occupano di tecnologia e social network danno da tempo come dato di fatto: utilizzando Pinterest in modo saggio se ne può fare uno dei referral principali per il proprio blog o sito internet. E infatti così è successo, e a settembre Pinterest è diventato il secondo referral per il mio blog dopo Google, scalzando con decisione Facebook

Pinterest referral
.
Dunque Pinterest non è solo un divertente passatempo, ma uno strumento potente di diffusione delle proprie immagini, o della propria immagine. Io la intendo in entrambi i modi. Attraverso le mie boards passano i miei gusti, alcuni miei interessi, aspetti della mia personalità che esprimo poi anche nella creazione dei miei oggetti. Per chi ha un brand è vitale in questo momento dare ai potenziali clienti (o ai clienti già conquistati) la possibilità di un approccio più diretto e personale. Questo tipo di rapporto più personale è una caratteristica delle strategie di marketing contemporanee (in particolare per chi fa personal branding): sviluppato attraverso la presenza su Facebook (dove il dialogo costante coi potenziali clienti/followers/likers è stimolato e portato avanti quotidianamente sulle Fan/Business Pages) o Twitter e su altri social network come Pinterest, che puntano tutto sull'immagine.

Pinterest pin for Beads and Tricks
Curiosi di sapere chi vi ha pinnati?

Qualche tempo fa si era tentato di far parlare italiano a Pinterest. Io sono dell'avviso che Pinterest, come tutto il web, parli la propria lingua (intesa come idioma ma anche come insieme di regole che permettono l'espressione e la comprensione reciproca). Se si vuole creare e poi consolidare la propria presenza su un canale specifico, bisogna imparare a parlare quella lingua e, ancora meglio, a farla propria. Diverso è il discorso se ci interessa soltanto divertirci e passare piacevolmente il nostro tempo pinnando le cose che ci piacciono. Ma se il nostro intento è far si che le nostre immagini si diffondano in maniera corretta, e questo generi traffico utile per i nostri blog, è indispensabile seguire alcune regole.

~ La prima: cercate di controllare voi il modo in cui le vostre foto approdano su Pinterest, inserite il bottoncino Pin It sotto ad ogni post. In questo modo potrete decidere quale immagine del post privilegiare, inserire una descrizione precisa ed eventualmente inserire all'interno della descrizione delle parole chiave.
~ La seconda: firmate sempre le vostre fotografie. Più si diffonderanno più c'è la possibilità che altre persone non linkino correttamente alla fonte, almeno attraverso la firma sulla foto sarà possibile per i più volenterosi risalire a voi.
~ La terza: cercate di scrivere una descrizione semplice ma accurata di chi siete e di cosa fate. E' il vostro biglietto da visita insieme alle vostre boards e alla loro coerenza.
~ La quarta: controllate spesso chi vi pinna, e al contempo quali siano le vostre immagini più pinnate. Per fare questo vi basterà digitare nella barra degli indirizzi del vostro browser:
http://pinterest.com/source/beadsandtricks.blogspot.it
~ La quinta: scrivete sempre correttamente in inglese le descrizioni dei vostri pin. Questo incoraggerà il repin da parte degli altri utenti, ma anche il dialogo. Se usate la lingua più diffusa assicurerete maggiore diffusione ai vostri contenuti, e permetterete anche a un pubblico molto più vasto di conoscere voi e il vostro lavoro.
~ La sesta: cercate di essere originali nella scelta degli argomenti, e nelle descrizioni. Le boards più di nicchia sono sorprendentemente popolari.
~ La settima: commentate e cliccate like sui pin delle vostre immagini. I risultati delle ricerche su Pinterest premiano le immagini che hanno più like e più commenti, quindi non è solo un modo carino per ringraziare chi aiuta a diffondere il vostro lavoro, ma anche per renderlo più visibile.
~ La solita: linkate sempre correttamente le vostre fonti. Il link DEVE sempre portare alla fonte originale della foto, cioè il post (e non la home page, o un qualunque tumblr, o la ricerca immagini di Google) dove l'immagine appariva per la prima volta.


mercoledì 18 luglio 2012

Il banco da lavoro

E' il sogno di chi comincia ad appassionarsi a questo lavoro, e di chi comincia a farlo tutti i giorni per molte ore al giorno: avere un vero banco da orafo a cui sedersi per lavorare in sicurezza e comfort. Come deve essere, quali caratteristiche deve possedere? questo video risponde ad alcune domande (e crea massima invidia per quel bellissimo banco!):


Mentre da questo link, previa registrazione su Jewelry Making Daily, potrete scaricare un'utilissima guida agli attrezzi indispensabili per creare gioielli. Le attrezzature da orafo classiche e anche altri strumenti utili per diverse tecniche.

lunedì 11 luglio 2011

Bench pin o stocco?

Quello che maggiormente apprezzo della lingua inglese è il fatto che nel definire attrezzature o materiali sia sempre possibile facilmente capire dal nome di cosa si stia parlando. La stessa cosa non può dirsi dell'italiano. Facciamo un esempio: se in inglese nomino il bench pin o bench peg abbastanza facilemente posso capire di che si tratta. Mi aiuta la parola bench, che vuol dire banco da lavoro, e poi traduco pin o peg e capisco che si tratta di qualcosa da inserire come un perno nel banco da lavoro. Se in italiano dico stocco ecco che comincio a pensare al pesce... Eppure lo stocco è uno strumento praticamente indispensabile nella lavorazione dei gioielli e ogni banco da orafo ne ha uno inserito proprio al centro. Si tratta in pratica di un cuneo di legno duro che costituisce quasi una terza mano facendo da supporto stabile per il lavoro che si sta eseguendo. Indispensabile per limare, lavorare col seghetto, ma praticamente diventa l'appoggio preferito per quasi tutte le operazioni che si eseguono su un oggetto. Lo stocco classico ha una forma proprio a cuneo, con una faccia piatta che serve da appoggio per segare, e una inclinata che si preferisce per limare.
Dopo aver comprato il seghetto ho capito subito che non sarei riuscita a farmene nulla senza questo pezzetto di legno, e quindi sono partita alla ricerca del mio bench pin. Com'è ovvio nulla da fare su negozi online italiani...allora mi dico che potrei farmela da sola... con le mie doti inesistenti di falegnameria e un reverenziale timore per i trapani e le punte da taglio mi armo di tavoletta di legno e del mio fido Dremel e mi accingo all'avventura...

          Era uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo... (notate il fido Dremelino coperto di segatura!)

Nessun taglio è stato perfetto, ma sono abbastanza orgogliosa di aver vinto la mia paura del trapano... Ho finito poi il lavoro col seghetto, la fresa e tanta carta vetrata.

                                Eccolo: ma ci sono ancora tante cose da fare...

Non vedevo l'ora di poterlo montare sul tavolo per capire se funzionava e di cos'altro avessi bisogno. Mi rendo conto ogni giorno, mentre mi documento sulle attrezzature, di come ogni artigiano abbia il proprio personalissimo modo di lavorare e spesso si costruisca da solo i propri attrezzi o li modifichi in base a questo. Sicuramente il mio stocco subirà molte modifiche, magari ne farò presto un altro, perché anche questo legno non è adatto, troppo tenero come potrete vedere dai segni impressi semplicemente dalla morsa che lo teneva ancorato al tavolo mentre ci lavoravo su. Ho già in mente un paio di cose che sicuramente aggiungerò, che mi servono essenzialmente per lavorare sugli anelli e per supportare altri strumenti. Intanto eccola al suo posto:

E potrete anche notare come sul mio tavolo non regni sempre sovrano l'ordine e le bobine di rame si siano moltiplicate...!!

mercoledì 22 giugno 2011

Evviva il tavolo da lavoro!

Visto il grande entusiasmo che avete dimostrato per le foto del mio studio e di me medesima assisa al lavoro, mi sono detta che eravate tutti assetati di spazi da lavoro, di confusione, di ispirazione... che come me eravate tutti curiosi di vedere gli spazi in cui lavorano gli artigiani, gli attrezzi che spesso si costruiscono da soli, quelli recuperati chissà dove, il work in progress.

Foto dal gruppo Flickr Bench mess

my favorite saw

roy's stump

work table

Foto dal gruppo Flickr Love your tools!

my new anvil :))))))))

Foto dal gruppo Bench pin

wip scrollwork ring 1

Flickr è una vera miniera di persone incredibili che condividono in modo genuino il loro lavoro senza filtri. Se entrerete in queste gallerie vi sembrerà davvero di poter entrare in ognuno di quei luoghi che immaginiamo segreti e inavvicinabili, e che invece sono più aperti e vicini di quanto crediamo. E io trovo incredibilmente affascinante curiosare in questi laboratori, in queste stanze, su questi tavoli. Sono sicura che piacerà anche a voi!


mercoledì 8 giugno 2011

Il mio studio

E' vero, non è proprio un vero studio ma solo un angolo di una camera che utilizzo per lavorare. Sarebbe bello, ed è il mio sogno, avere un vero laboratorio attrezzato di tutto punto, anche piccolo ma dove poter organizzare tutto ciò che mi serve per lavorare, ma per adesso mi ritengo fortunata per avere questo spazio!


Fino all'autunno scorso lavoravo in un angolo di scrivania, dovendo ogni volta tirare fuori le scatole che mi servivano e poi riponendole una volta finito. Scomodissimo e molto limitante. Quando ho deciso di dare una svolta al mio modo di lavorare dovevo assolutamente trovare degli spazi più adeguati e soprattutto un po' di organizzazione, perchè proprio non riesco a mettere in ordine le mie idee se intorno non ho uno spazio organizzato. Mi è venuto in soccorso il mitico reparto "occasioni" dell'Ikea, dove ho recuperato il piano e una delle cassettiere gemelle che uso come gambe del mio tavolo.
In un angolo potete vedere la sistemazione (ancora di fortuna, ma per poco) del Dremel, attaccato ad una lampada a stelo... Nell'angolo opposto a quello che vedete in foto c'è il mio portatile e lo spazio che uso per scrivere, fare le confezioni, lavorare al pc.

Rame rame rame... le mie bobine non stanno in un cassetto, ma sul tavolo come se fossero un bel soprammobile da ammirare! accanto ci sono le scatoline coi pezzi finiti da montare e gli attrezzini del Dremel.

Una scatola di cartone recuperata al supermercato e tinta con acrilico bianco si è rivelata 
perfetta per ospitare i pacchettini in partenza!

E una sbirciata in un cassetto rivela come un portacassette in legno ripescato dagli scarti di una biblioteca sia diventato un degnissimo (e direi ormai indispensabile!) porta-attrezzi, con il vantaggio di poter essere tirato fuori all'occorrenza e poi riposto in un attimo.

E per finire eccomi qui... giusto per non darvi l'impressione che tutto sia sempre così ordinato e perfetto!
Cuffie e martello, un po' di sano caos, adesso potrete immaginarmi mentre do' forma ad ogni idea...