mercoledì 16 marzo 2011

Trends bijoux: mixed media

Pare che nuovi trends si stiano affermando, o si siano già affermati, fino ad arrivare, sicuramente fra molti mesi o addirittura molti anni, anche nella nostra piccola provincia Italia. In questi ultimi giorni sono andata in giro per cercare materiali, a partire dall'Hobbyshow fino ad arrivare ai negozi tipo ingrosso di cui Milano è abbastanza fornita, e il panorama direi che è abbastanza disarmante. Sono sempre più convinta che per cercare di essere "originali" in un siffatto panorama, triste e vecchio, non ci rimane che rimboccarci le maniche e costruirci da sole i componenti, inventarci nuovi usi per materiali come i tessuti o i nastri anche di recupero, andare a cercare nei mercatini componenti insoliti, magari da vecchi bijoux, e sempre più acquistare via internet.
Mi sono ignote le cosiddette leggi di mercato che dovrebbero funzionare pressappoco così: se c'è la domanda di un bene o una categoria di beni dovrebbe nascere l'offerta. Nella nostra piccola provincia Italia, quanto meno nel campo dei componenti e materiali per la creazione di bijoux,  funziona esattamente al contrario: anche se vorresti altro ti devi accontentare (o ti accontenti) di ciò che ti offrono gli ammuffiti scaffali di qualche ingrosso.
Le "novità" che arrivano da noi sono già vecchie (vedi la moda del soutache che sta avendo una grande pubblicità in quest'ultimo periodo, spacciata per novità è in realtà in auge da diversi anni), per il cosiddetto popolo della rete già viste e straviste. Una tendenza già affermata da tempo è quella che suole definirsi Mixed Media,  in voga non solo nella creazione di bijoux ma anche in altre arti manuali, come lo scrapbooking, e persino nella moda.
Mutuata dal linguaggio dell'arte, l'espressione mixed media sta ad indicare un oggetto nel quale siano utilizzati più materiali differenti. Nel caso della bigiotteria possono essere davvero i materiali più disparati olte a quelli classici (vetro, metallo, pietre semipreziose): carta, resina, tessuti, cuoio, plastica, piume, osso, materiali di recupero in genere. I materiali di recupero, destinati ad altri usi come chiavi, placchette, decorazioni in ottone dei vecchi mobili, immagini sacre, per essere utilizzati vanno modificati o alterati e questo è il motivo per cui sentirete spesso parlare di Altered Art in relazione a questi oggetti.

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Questa bellissima collana fatta con nastro di seta, bottoni, filo metallico e art Beads è di Lorelei Eurto

Qui abbiamo un'immagine sacra in plastica vintage, nastro (sari silk), pietre, metallo, 
un pendente fatto con resina e carta su metallo, di Livewire jewelry

Qui trovate un bel tutorial che mostra la realizzazione di una collana in tessuto, cuoio, pietre e cordino.

Una bellissima rivista, Belle Armoire Jewelry, è sempre piena di bellissimi designs che fanno di questo stile e di queste tecniche il punto di forza.

12 commenti:

stregaribelle ha detto...

Sai Alessia che dopo tanto tempo sono giunta anche io ad una riflessione analoga? Credo che dopo un pò, quando ci si è addentrati abbastanza nelle varie tecniche, dopo un bel pò di tempo passato a lavorare sulle solite cose, venga voglia di spingersi un pò oltre e sperimentare... Anche io abito abbastanza vicino a Milano, ma all'interno della città non ho trovato quasi nulla, nel mio paese c'è un ingrosso di perline e componenti (veramente enorme) che da qualche anno vende anche al dettaglio ma ovviamente non sono particolarmente innovativi! (idem per altri negozi che ho trovato in giro per la città e la provincia). L'unico negozio che mi abbia davvero colpito si trova a Legnano (non voglio fare pubblicità sul tuo blog ^_^) e non vende esclusivamente articoli per bigiotteria, anzi, quelli li ho osservati anche poco, ma strumenti per dar sfogo alla propria creatività in generale. Io sto tentando (spesso con buoni risultati devo dire), di crearmi da sola i componenti,Tra l'altro ad oggi è l'unico negozio che ho trovato che venda fili metallici (io amo in particolare rame e argento) di diametri diversi.
Comunque per tornare al discorso effettivamente la rete è una finestra verso un mondo davvero enorme di creatività e tendenze innovative, ma noi siamo comunque in quella stanzetta (sgabuzzino oserei dire) chiamata Italia... le innovazioni non sono facili da nessuna parte e in nessun ambito,da noi ancora meno. Però la soddisfazione di creare qualcosa di fresco e nuovo decisamente vale la pena. Tutto questo pippotto per dirti che sono assolutamente d'accordo con te! ^_^

Alessia ha detto...

Ho perfettamente capito di quale negozio parli! Io vorrei tantissimo andarci, ma siccome mi muovo prevalentemente coi mezzi mi sa che mi dovrò accontentare di farci acquisti online!! Hai ragione anche sul fatto che sia l'unico che online abbia tanti strumenti... per il resto devi per forza comprare all'estero...

Francesca-Kinà ha detto...

Hai proprio ragione Alessia, noi italiani pensiamo di essere il top, ma spesso siamo l'opposto...non abbiamo gli strumenti per sperimentarci e creare cose nuove semplicemente perchè non si riescono a reperire, mi sembra veramente assurdo!Perchè si deve spendere un sacco per farceli arrivare dall'America? Perchè le catene specializzate non si aggiornano un po'? mah... Questo genere di gioielli li ho potuti ammirare su diversi blog americani, mi piacciono moltissimo, anche perchè a me piace tanto mischiare e questa tecnica fa proprio per me!! Grazie per le segnalazioni, sei sempre precisa e puntuale, una garanzia!! un abbraccio Kinà

Uapa ha detto...

Purtroppo comincio a pensare che questo si estenda anche ad altri campi, come l'abbigliamento... Non c'è più varietà, non c'è più possibilità di scelta, originalità... E spesso "o ti mangi 'sta minestra o ti butti dalla finestra" :-S
Menomale che le nostre manine e la nostra fantasia, quando più quando meno, ci danno una mano a personalizzare e rivitalizzare di più il mondo che ci circonda :-)

MarinaG. ha detto...

Ciao,
Credo di aver capito anche io di che negozio si tratta. Io ci prendo il vetro per le perle e la vetrofusione.

Trovo molto vero quello che dici, mi sono scontrata spesso non solo con la poca voglia di innovare dei venditori, ma anche con la pochissima voglia di provare cose nuove anche da parte della gente comune (chiamiamoli pure acquirenti).
Faccio parte di un gruppo hobbistico aziendale e mi è capitato parecchie volte di sentir parlare di "novità" da parte delle mie compagne, rispetto a tecniche e tendenze appena arrivate in Italia che io già conoscevo da tempo immemore perchè seguivo su internet...
Che tristezza questa pochezza...
ciao

Marina

P.S. Seguo il tuo blog con molto interesse.
Ciao

Helena ha detto...

E' una cosa che noto da tempo sopratutto seguendo i trend che segnali tu o visitando i siti stranieri, e la mia opinione si è consolidata in questo periodo perchè cercavo dei negozi più riforniti nella mia zona, ma si vede che qui è un buco nero di creatività perchè a parte un negozio relativamente fornito del mio paese in cui però la negoziante mi ha detto che non vende filo di rame perchè nessuno lo compra (io l'ho compravo volentieri però!) i posti dove trovo qualcosa sono pensa, i Brico center o brico io!..perchè a Ferrara dove studio c'era un bel negozio che forse era anche un Fantasycraft ma è sparito da qualche anno non so per quale motivo, mentre cercando in internet anche nella mia provincia (Modena) non ho trovato nulla di interessante, se non appunto indicazioni dei Brico..e poi sono stata alla fiera Liberamente sempre a Ferrara, bella fiera non dico di no, c'erano tanti stand..ma erano sempre gli stessi con le stesse cose da vendere! Sarà che io cerco cose particolari, ma non pretendo tanto, solo catenine sottili e di vari metalli invece che catenazze in alluninio colorate e pietre originali, non perlone giganti di plastica (qualcosa l'ho trovato per fortuna, anche componenti in rame e ottone, in un solo stand però..)..una cosa che noto anche è la standardizzazione nei siti di vendita italiani, per fortuna ne esistono di vario genere ma se per esempio fai un giro su Misshobby si vedono veramente troppi gioielli con componenti in fimo o con cristalli swarovski semplicemente infilati o assemblati, di sicuro sono gioielli richiesti e di moda, ma ci vedo poca fantasia, e ancora poco impegno nella presentazione..beh, di sicuro non ho ancora trovato collane fantastiche come quelle che hai pubblicato!! e adesso mi vado a cercare materiale originale da comprare on line..ciao ciao!!

valentina ha detto...

Avendo amici che abitano lì vicino quando vado a trovarli ne approfitto ;) c'è da dire che non è proprio agevole (almeno per me), comunque visito spesso il sito, così prima di andare faccio una bella lista (che sforo spesso! ;) )

Comunque ho sbagliato a postare il commento prima, in realtà sono sempre io! Scusa!

Lettera pSy ha detto...

Come ti capisco Alessia!
Già una volta avevamo affrontato il discorso riguardo ai componenti particolari, ma fin troppo strutturati, quindi difficili da personalizzare fino in fondo.
Se a questo ci si aggiunge la loro scarsa reperibilità! (E tutto sommato, tu hai comunque la fortuna di vivere nella zona d'Italia forse meglio fornita in questo senso: da me è praticamente impossibile trovare negozi specializzati).
Come te, però, sono dell'idea che questo "limite" possa diventare davvero IL punto di forza: il recupero ed il riciclo ci mantengono sempre sul chi vive, per essere in grado di riconoscere anche in un elemento destinato al cestino un "materiale prezioso".
Io, ormai, acquisto nei negozi solo la materia di base (v. fimo) e poi, mi affido, a mercati, mercatini, amici e parenti con poca fantasia e tanta voglia di liberarsi di un po' di cianfrusaglie! ;-)
Inoltre, proprio in questi mesi ho ripreso a disegnare e ho deciso che, sempre più, le "mie" forme, il "mio" immaginario dovranno diventare protagonisti della creazione, unitamente al gioco di commistione tra tecniche e materiali.
La strada della personalizzazione credo che sia l'unica che abbia davvero senso percorrere (soprattutto per le creative che, in rete, ci sono da un po' di tempo) e la cosa più difficile (ma stimolante) consiste proprio nel mantenersi alla giusta distanza dai materiali e dagli spunti che, più o meno tutte, abbiamo a disposizione. Q
uesto è un altro dei motivi, per cui latito un po' dal web ultimamente!

Mannaggia... quando finisco sul tuo blog, la mia chiacchiera si scatena, sorry! ;-*
A presto Alessia, buon lavoro!
cRy

1129 ha detto...

concordo e confermo che a parte rare eccezioni comperare all'estero da molta più soddisfazione (a parte quando arrivano le stangate della dogana...) mi pare strano che con il mondo a disposizione ancora tante persone non si fidino degli acquisti online e preferiscano la solita merceria dove si trova poco e a prezzi alti...
come in tutto se poi c'è vero talento si possono fare meraviglie con tutto
e, come si sa, mi diverte molto l'altered art :)
se posso (altrimenti alessia cancella pure che comprendo) vorrei anche far conoscere la mia asta ebay per il giappone, http://www.1129design.com/japan
baci
nicoletta

Giulia Boccafogli ha detto...

Naturalmente sono d'accordo al 100 % con tutto...anche se credo che il materiale non debba essere per forza il principale artefice dell'originalità di un pezzo. Mi spiego: tempo fa in effetti era un cruccio che avevo. La scelta del materiale principale, dei componenti, doveva essere qualche cosa di nuovo, almeno per me...poi ti diro', mi sono confrontata con un designer orafo, che in parte ha criticato questa mia visione...e ora col senno di poi, devo ammettere che ha ragione e mi si sono aperti un po' gli occhi. In effetti credo che l'unico modo che abbiamo per venire fuori sia dedicarci al disegno, alla forma...quest cosee possono rendere davvero unico il nostro creare. La scelta del materiale e dei componenti va poi di conseguenza. Per raggiungere un determinato risultato non è detto che possa andar bene sempre il medesimo materiale...insomma il progetto davvero è la chiave a mio avviso. Per quanto riguarda il Mixed Media credo sia abbastanza spontanea come cosa dopo un po'...almeno per alcune "paciugone" come me...poi ora che lo shabby chic va per la maggiore, tutto cio' che è un po' "used" fa subito gola...anche qui pero' credo che vada usata la misura, il riscio è di esagerare e creare cose totalmente disarmoniche...almeno secondo me, ma del resto questo mondo è bello perchè è super soggettivo. Ti abbraccio forte Ale. Vado a fare due passi. Un beso. Giulia

Alessia ha detto...

Che bei commenti ragazze, vi ringrazio tanto per aver condiviso il vostro punto di vista... In effetti ancora più che di componenti io sentio il bisogno di matriali, perchè mi piace di più avere a che fare dcon materiali da poter modificare a mio piacimento, e ad esempio vorrei trovare i fili metallici che vedo in giro utilizzati in questi pezzi dall'aria vintage da queste bravissime creative americane (tra le quali le due che vi ho citato, se non le conoscete andate a fare un giro sui loro blog)gli strumenti dei quali Giulia parlava oggi nel suo post... nessun negozio italiano è fornito di attrezzi degni di questo nome... Poi mi si dice che è difficile far arrivare le cose dall'estero, però mi chiedo (è una riflessione che facevo stamattina facendo le ricerche per questo post) perchè per lo scrap ad esempio ci sono un sacco di materiali provenienti dall'america e da altre parti del mondo??
Helena ho avuto anche io la stessa identica impressione alle fiere a cui sono andata, o sui siti italiani di vendita.. non mi faccio problemi ad acquistare all'estero, anche se preferisco farlo da siti europei... e infine come Cristina sono convinta che questo limite sia di stimolo alla nostra fantasia e creatività, almeno per me lo è sempre stato, e mi ha spinto a crearmi da sola le basi da usare nei miei bijoux.

lineecurve ha detto...

Per quel che riguarda ciò che mi interessa (tessuti di vario genere) capita anche a me di DOVERMI rivolgere agli acquisti via internet. Difficilissimo trovare tessuti particolari, ma anche semplici cotoni stampati con motivi particolari o vivaci, nei normali negozi. E' questo un mio rammarico che faccio notare sempre ai negozianti con cui mi trovo a confrontarmi, che non so perché non comprendono che lanciarsi in un settore così vasto, innovando l'offerta, potrebbe incrementare per loro le vendite.
Ci barcameniamo, cercando in giro, frugando nei mercati, ma prima o dopo cediamo alle fantasie e agli esperimenti esteri. E' inevitabile.

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