mercoledì 29 settembre 2010

[Lo sapevi?] Oggi parliamo di: plastica, resina e Lucite

Lo abbiamo annunciato sia su queste pagine che su Facebook, e finalmente ci siamo! Parte la nuova rubrica di Beads and Tricks in collaborazione con Artigianando: Lo sapevi? è il titolo, la domanda che facciamo a tutti voi che ci leggete e che lavorate con perline, minuteria, accessori vari o siete semplicemente curiose.
Sarà capitato anche a voi di non sapere di che materiale fosse fatto un componente, di sentire una parola nuova sconosciuta, di vedere uno strumento e domandarvi a cosa servisse… eccoci! Siamo qui per parlare circa una volta al mese di un argomento interessante e utile, per scoprire nuovi materiali o saperne di più su quelli che usiamo tutti i giorni, e per farlo saremo accompagnati dall’esperto, ebbene si!! Abbiamo un esperto vero, Luca Ballarini, proprietario di Artigianando e molto appassionato del suo lavoro, che ci guiderà alla scoperta di materiali e tecniche.

Oggi cominciamo con un argomento caldo, perché già sappiamo da un piccolo sondaggio fatto su Facebook che potrà suscitare polemiche. Parliamo della differenza fra plastica e resina e soprattutto di cosa sia in realtà la Lucite. Prendiamo ad esempio questi bellissimi fiori, e facciamoci dire da Luca di cosa si tratta:

Acquistati da Artigianando

A. Luca ci racconti un po’ la storia di questi fiori?
L. Questi fiori fanno parte di uno stock di plastica vintage prodotta in Italia tra gli anni '60 e gli anni '80 (del secolo scorso); probabilmente facevano parte di fondi di magazzino di vecchi produttori di bigiotteria, che hanno deciso di svuotare i magazzini. Un prodotto, per potersi definire “Vintage” deve avere almeno vent'anni e solitamente si tratta di prodotti andati fuori produzione e quindi disponibili in quantità limitate.

A. Quindi questi fiori sono di plastica. A me capita spesso nei negozi di componenti per bijoux di vedere scritto resina al posto di plastica, tanto che avevo sempre pensato che si trattasse proprio di resina, ci spieghi la differenza?
L. Resina e plastica sono prodotti molto differenti, pur essendo entrambe materie plastiche. La resina artificiale ha diverse composizioni a seconda della destinazione d'uso; quella utilizzata per realizzare oggetti (dalle statuette alle perle) è un composto molto rigido dal colore neutro. Le perle in resina sono sempre verniciate in superficie, in quanto la resina ha un colore solitamente biancastro o beige. La plastica invece viene colorata intrinsecamente, infatti può assumere sia colorazioni trasparenti che piene, ed è più leggera della resina.

A. Quindi la distinzione possiamo farla in base al peso e al colore? Cioè tutte quelle belle perline trasparenti non sono in resina ma in plastica?
L. Esatto, se una perla è trasparente è di sicuro plastica; se invece è verniciata e poco elastica è molto probabile che sia fatta di resina.

A. E invece cosa sarebbe la famosa Lucite di cui tanto si parla e che ha invaso il web, tra Etsy, Dawanda e i vari e-shop?
L. Lucite® (è così che si dovrebbe scrivere) è uno dei nomi commerciali del Polimetilmetacrilato, più comunemente noto come metacrilato, che è una materia plastica sviluppata nel 1928 e commercializzata a partire dal 1933. E' un materiale più trasparente del vetro che, a seconda della composizione, può essere più o meno infrangibile, tant'è che viene utilizzato anche nella fabbricazione di vetri di sicurezza. Altri nomi commerciali di questo polimero sono: Acrivill®, Deglas®, Limacryl®, Oroglas®, Perspex®, Plexiglas®, e tanti altri. Ogni nome commerciale corrisponde ad un'azienda e l'utilizzazione prevede il simbolo ® oltre che la certezza della provenienza del prodotto. E più corretto utilizzare il termine “plastica” o al massimo il termine “metacrilato” per riferirsi a questi prodotti, ma difficilmente è possibile essere certi che il prodotto in questione sia di metacrilato o di un'altra materia plastica, quindi personalmente ritengo più corretto il termine “plastica”.

A. Io in effetti userei l’aggettivo sintetico per indicare tutta la categoria di perline e componenti derivate da polimeri, e questo eviterebbe sicuramente molti equivoci. Perché se è pur vero che la Lucite® è stata molto utilizzata negli anni ’50 per la produzione di bigiotteria, oggi troviamo questo marchio utilizzato indistintamente a fianco di prodotti in produzione, o comunque dall’incerta provenienza e non vintage originali.
L. In realtà non è sempre detto che un prodotto in plastica vintage sia di metacrilato; solo il produttore sa dire di cosa è fatto il tal prodotto (o un'analisi chimica) e il metacrilato è un prodotto ancora in uso. La plastica vintage può essere anche bachelite. Diciamo che quando non si può essere precisi, è meglio essere generici ed il termine più generico e corretto è “plastica”. L'azienda produttrice della Lucite®, la Lucite International è ancora attiva (fa parte del gruppo Mitsubishi) e quindi esistono prodotti attuali in Lucite®, ma nulla di ciò che producono ha a che fare con la bigiotteria, com'è possibile verificare sul loro sito.

A. Secondo te che lavori da anni in questo settore, perché c’è questa confusione? Perché si tende a dare nomi altisonanti, e per di più incerti, a materiali comunissimi come la plastica, magari per sopravvalutare certi componenti?
L. La realtà è che molti commercianti non conoscono cosa vendono ed altri cercano di dare un tono più alto ai loro prodotti, ma impropriamente. Credo sia principalmente un problema di pressapochismo, alimentato anche dai molti consumatori a cui non interessa sapere cosa hanno in mano. Diverso è il discorso per i furbetti di turno che utilizzano termini altisonanti per dare un tono maggiore ai loro prodotti. L'informazione e l'esperienza sono le armi migliori contro le furberie.

{Per approfondimenti la pagina di Wikipedia dedicata all'argomento con moltissime fonti.}

Il mio ringraziamento a Luca Ballarini, che ci ha chiarito delle questioni davvero importanti, e spero che la lettura sia stata interessante anche per tutti voi! Al mese prossimo con un altro argomento “tecnico” e se avete dubbi o domande scrivete a me o a Luca, o lasciate un commento e cercheremo di trattare anche degli argomenti che ci suggerirete.

44 commenti:

YayettA ha detto...

Oooooh ecco svelato l'arcano!
Imbattendomi nella ricerca di perlinuzze non riuscivo a capire tutta questa distinzione da dove derivasse: grazie post veramente utile!!
:)

Alessia ha detto...

Grazie Yayetta!!! Primo commento che inaugura la nuova rubrica!!!
Felici di essere utili!

bilibina ha detto...

Grazie a te e a Luca Ballarini per queste interessanti informazioni!
Secondo me è importantissimo sapere di cos'è fatto ciò che si compera,( e anche il suo trattamento, come si pulisce ecc.)
buona giornata
Carmen

cinziacrea ha detto...

In perfetto accordo con Luca, purtroppo il pressapochismo, la poca conoscenza, il facile chiacchiericcio, fanno sì che spesso tutto sia omologato al peggio....meno male però che ancora esiste qualcuno che non ci sta!!!!!!!!!!!
Complimenti x la nuova iniziativa.
Buona giornata.
Ciao Cinzia.

Alessia ha detto...

E noi infatti non ci stiamo!!! Grazie Carmen e Cinzia per i vostri commenti, ci fanno davvero bene!

Magike Mani ha detto...

Grazie Alessia e grazie a Luca, tra tutti i dubbi sui materiali questo era quello più "dubbioso"...beh se indichiamo qualcosa con il nome sbagliato nei nostri blog... mi raccomando correggeteci:))
ciao Grazia

alteaperle ha detto...

Complimenti, bella questa rubrica e sopratutto utile! E' così bello sapere cos'è quello che abbiamo tra le mani! E questo dovrebbe valere sia per chi vende che per chi compra: abbasso l'ignoranza!
Buona giornata - Anna

Val_ ha detto...

Eccoci eccoci! Dopo averne sentito tanto parlare, già da quando era solo una piiiicola idea lontana, finalmente è nata la rubrica. Già vedo l'evoluzione della rubrica... "L'esperto risponde", perchè ora non si scappa eh, quando c'è qualche dubbio, ci sono Ale e Luca! aehm...e io mi candido tra chi farà domande su domande. ;)
Bello bello, complimenti ragazzi. Al mese prossimo allora.
Vale

Tibisay ha detto...

Complimenti per l'idea di questa bella rubrica! Bravo luca e grazie!!!

Beta ha detto...

Molto molto interessante questa nuova rubrica. Grazie Alessia e grazie Luca.

Uapa ha detto...

Post molto utile, come sempre :-)
Grazie :-D

FascinationStreet ha detto...

Mi piace questa rubrica e mi piace poter imparare grazie a voi a distinguere da sola i prodotti che acquisto ed utilizzo per i bijoux, senza dovermi per forza fidare del venditore. Ho sempre il timore che mi vendano una cosa spacciandomela per un'altra...e chissà quante volte sarà successo...non ci voglio nemmeno pensare! attendo il mese prox!^_^ grazie di cuore, siete grandi!
barbara

terry ha detto...

Grazie di cuore Ale per la tua disponibilità alla condivisione, e anche a Luca che mette a disposizione le sue conoscenze.
Io sarò una delle assidue "domandatrici", e anzi spero di leggere presto i nuovi articoli...curiosa me!!!

Perline e bottoni ha detto...

grazie per le delucidazioni, davvero interessanti

Helena ha detto...

Ottima rubrica!! Mi piace poter conoscere i materiali, ma come dite alla fine non tutti sanno di cosa si tratta..e per fortuna ci siete voi a parlarne! E poi mi viene in mente che spesso dire plastica sembra che sia come dire un materiale povero..se una persona si fermasse a pensare a tutte le cose che si utilizzano nella giornata che sono fatte in plastica capirebbe che è in realtà un materiale versatile e utilissimo..e soprattutto quando dovrò iniziare il mio prossimo corso di polimeri penserò a questi bei fiori di Lucite! grazie tante a te e a Luca!! ciao ciao!

La Bohemien ha detto...

Per me che sono ignorante in materia di perline, se compro un bracciale o una collana non mi fa più effetto sentir dire che è in lucite, è comunque plastica. Penso di poter rapportare la cosa al mio mondo dicendo che se una cosa è in fimo o in cernit non fa nessuna differenza, magari però il fimo è più conosciuto e fa più effetto dire fimo, ma in realtà cambia solo la marca, la consistenza quando il materiale è crudo ed i colori che comunque si possono mischiare tra loro e quindi farne infinite variazioni...
Se io compro un panetto di fimo dico che ho usato il fimo, se compro il cernit che ho usato il cernit, se poi il negoziante/fornitore per risparmiare (il cernit costa meno) prende il cernit lo mette dentro una bustina di fimo e me lo vende per fimo, mi ha certamente truffata, ma io comunque dirò di aver comprato il fimo...
In pratica, se una persona compra una cosa per lucite è logico che poi dica che quella cosa è in lucite, magari ci sarà anche chi ci gioca, ma non vedo a che scopo visto che per l'appunto agli occhi dei profani, sempre di plastica si tratta.....

Alessia ha detto...

Helena, teniamo a precisare che i fiori non sono di Lucite!! o almeno non lo sappiamo per certo perciò, come giustamente dice Luca, preferiamo dire che sono di plastica vintage.

La Bohemien: in effetti non è proprio così. Che la Lucite sia comune plastica non tutti lo sanno, e questo per colpa di chi vende scrivendo Lucite (in minuscolo) e poi magari nello stesso articolo per altri componenti dice che sono di plastica. La gente è naturalmente portata a pensare che si tratti di materiali differenti.
Molte persone pensano che le cose di Lucite siano più preziose e infatti i componenti sedicenti di Lucite hanno prezzi più elevati di quelli denominati di plastica. Il gioco che si fa è proprio sul fatto che la Lucite (quella originale) fosse usata nella bigiotteria degli anni 50 e 60, si solletica l'illusione che tali componenti siano vintage.
Infine volevamo precisare che lo scopo qui è proprio di chiarire possibili dubbi e saperne di più, solo sapendone di più evitiamo di farci prendere in giro ed eventualmente di dire noi stessi cose inesatte a chi compra. Non trovo che sia corretto dire che una cosa è Fimo solo perché ce l'hanno venduta come tale anche se noi sappiamo benissimo che non lo è... trovo che invece sia corretto dire che cos'è un materiale in effetti, se lo sappiamo e ne siamo coscienti indipendentemente da quello che può averci detto il negoziante... Se compro un metallo per argento e poi scopro che così non è, potrò sempre dire che è argento? non credo.

La Bohemien ha detto...

Se compri ferro pagandolo come argento, non oggi, non domani, ma entro un mese scoprirai che argento non era.
Se una cosa non è in fimo ma in cernit, non è lucite ma comune plastica, non c'è modo di verificarlo a meno che non ci si rivolga ad un chimico, quindi una cosa venduta dal fornitore per lucite, verrà chiamata lucite da chi la assembla e da chi alla fine la indosserà.
Io guardo la foto del fiore e penso che è di plastica, non penserei mai che potrebbe essere in vetro, o in ametista, o in fimo, ci vedo la consistenza della plastica. Se vedessi una foto di una cosa in plastica e accanto la stessa cosa in lucite, se esiste una qualche differenza forse la potrei notare, ma se esteticamente differenza non ce n'è allora è impossibile per chiunque stabilire in cosa sia fatto quel fiore di preciso, semplicemente ci si affida alla buonafede di chi ci vende le cose.

Alessia ha detto...

Il concetto non cambia se poi il materiale si rivela un altro dopo un anno un mese o mai.
Non tutti si pongono domande su cosa acquistano, e non tutti trovano risposte. Affidarsi alla buona fede non è sufficiente se si vuole imparare qualcosa di più sui materiali che si trattano e magari si rivendono. Poi ci sono persone a cui basta. E persone curiose che non si fermano alle apparenze. Il mondo è bello perché è vario! :))

chezbobo bijoux ha detto...

Cito il Sig. Ballarini:
"L'informazione e l'esperienza sono le armi migliori contro le furberie."
Non sono d'accordo.
E vi giro una domanda.
Adesso, con questo articolo, siete in grado di riconoscere una qualsiasi perla se fatta di plastica, lucite, resina, plexiglas, ecc.?
No, perchè queste sono informazioni sommarie; non siamo dei chimici in grado di determinare la composizione di qualsivoglia materia plastica.
Quindi l'informazione mi sta bene se la considero un'infarinatura, ma certo non mi disvela il segreto del mondo della plastica.
Quindi non accanitevi contro i creatori, categoria della quale faccio parte, parlando di furberie, pressapochismo oppure dicendo che il mondo è bello perchè è vario.
Se mi vendono un oggetto X, lo rivendo come X, non come Y: non ho gli strumenti per verificare se si tratta di X oppure Y.
Non li ho io, come non li avete voi.
Più grave sarebbe se non riconoscessi una pietra semipreziosa da un fondo di bottiglia e viceversa, ma non riconoscere un certa plastica non mi mette l'angoscia.
Mi affido ai venditori, in assoluta buonafede.
Come credo faccia il 99% dell'esercito dei creatori.

Ilaria ha detto...

Cia Ale! Non so se la resina di cui parli è la stessa che uso io per creare le mie componenti, ma se così fosse posso dire questo: le componenti della resina sono trasparenti, le pigmento io personalmente prima di colarle. Non necessariamente quindi la resina è dipinta in superficie; per quanto riguarda l'elasticità della resina, anche questa può variare, a seconda della quantità di catalizzatore aggiunta (all'inizio, con gli errori, ho prodotto resina decisamente elastica!!!).
Ancora una cosa a riguardo della trasparenza, anche la resina può essere colorata pur mantenedola trasparente... basta variare la quantità di pigmenti.

Questo per quanto riguarda la mia esperienza con le resine, che presumo non essere lontane da quelle usate per la creazione di perle.

Alessia ha detto...

Chezbobo, credo che sia andato perso, o frainteso, lo spirito del post e dalla rubrica in se', cioè dare informazioni. Chi le vuole le prenda, le amplii, le approfondisca, le usi... chi non le vuole o non le ritiene importanti le salti pure a piè pari...
Se non con l'informazione e con l'esperienza, come ci si difende allora dalle furberie? Non lo so, ma sono del tutto d'accordo con Luca in questo... E' una mia personale opinione ovviamente, e sei libera chiaramente di pensare che la buona fede basti. Io ti posso dire che con la buona fede ho preso delle gran cantonate da fornitori disonesti. Solo conoscendo i materiali che trattiamo abbiamo un controllo su cosa compriamo, a che prezzi e a che condizioni, siano esse materie plastiche o pietre preziose o metalli o stoffe.
Ovviamente grazie alle informazioni che abbiamo dato qui non siamo in grado di riconoscere la Lucite dalla plastica comune (e non abbiamo detto questo infatti, ma l'esatto contrario) perché la Lucite E' plastica comune. E questo molte persone con cui ho parlato o che mi hanno scritto non lo sapevano. Credo che non ci sia nulla di male nel dare un'informazione in più anziché una in meno. E non abbiamo svelato nessun segreto, perché se si cerca la parola Lucite ad esempio su Wikipedia si viene direttamente reindirizzati alla pagina che parla di Polimetilmetacrilato. E ritorno a dire che secondo la mia personalissima opinione (posso parlare solo per me ovviamente e chi vuole può liberamente intervenire) fidarsi della buona fede di chi ci vende i materiali o i prodotti finiti non ci garantisce una conoscenza dei materiali stessi. Io, sempre personalmente, amo essere informata. Dalle mail che ricevo mi sembra che anche altre persone abbiano la stessa esigenza di chiarezza e di informazioni. Non penso con questo di aver risolto i problemi del mondo o di aver svelato dei segreti. Ho fatto domande a una persona che ritengo competente e mi sono state fornite alcune risposte, che non esauriscono l'argomento (e ogni contributo è graditissimo!), ma che di certo ne chiariscono alcuni aspetti. Poi chiunque è libero di chiamare le cose come vuole, e chi legge è libero di formarsi delle opinioni in merito. Non vedo in tutto ciò argomento o motivo di polemiche.
Ma penso di ritenermi libera di ritenere furbo chi cerca di vendermi una cosa per un'altra, o un materiale per un altro. Sempre nella mia personalissima opinione. E rimango convinta che l'informazione sia da ritenersi fondamentale in ogni campo, e quindi anche in questo.

Alessia ha detto...

Ila girerò le tue informazioni a Luca, io credo che si tratti di cose diverse, ma non sono per niente esperta! Però in ogni caso la resina (artificiale) è anche quella una materia plastica... Forse Luca si riferiva proprio a quella con cui si fanno le perline e altri componenti. Grazie per le informazioni, magari ci faremo un altro post!!

Artigianando ha detto...

@Ilaria: Ciao, la resina di cui abbiamo parlato in questo post è quella utilizzata per realizzare industrialmente perle e componenti; quindi parliamo di perle "gia fatte". La resina di cui parli tu, invece, fa parte della categoria "bicomponente" che è una serie di resine liquide termoindurenti. In realtà ciò che ti vendono non è la resina, ma sono i suoi precursori, cioè gli agenti chimici che se mescolati fanno reazione producendo la resina. In questo modo ottieni un prodotto trasparente e colorabile. Questo tipo di resina è differente a quella utilizzata industrialmente per realizzare perle, componenti, ecc
In ogni caso, anche le resine sono materie plastiche. :-)

@chezbobo: Grazie per il "Sig.", ma non serve. Scusa la franchezza, ma ti consiglio di rileggere attentamente il post, nel quale non parliamo in nessum modo nè di creatori, nè di artigiani, nè di hobbisti, ma solo di prodotti, composti chimici, produttori, commercianti e consumatori. Il discorso è rivolto a chi desidera informarsi e in nessum modo può essere considerato offensivo.
"le informazioni sono sommarie", ovvio, non posso stare qui ad elencarti tutti polimeri esistenti e le loro caratteristiche chimico-ficiche, non avrebbe senso, ma così come con poche informazioni generali uno può essere in grado di riconoscere una rana da un rospo, un altro può riconoscere una perla in resina da una di plastica e può capire che un commerciante che gli vende una perla per Lucite, gli sta dando un'informazione non corretta.
Se mi vendono un oggetto X e io so che non può esserlo, non lo compro. E se lo compro, di certo non lo venderò mai per X, sapendo che non lo è. Il succo di questa rubrica sta tutta qui: raccogliere il maggior numero di informazioni per poter capire, comprendere e riconoscere. Io non ci trovo nulla di male, poi ugnuno è libero di vivere come crede.
Luca

Ilaria ha detto...

Di niente, figurati... stiamo cercando di fare chiarezza, no?
Penso che tutte le resine, sottolineo il penso, siano sintetiche e quindi plastiche; sia quelle adoperate da me, sia quelle utilizzate per le perle. L'unica differenza è che sono lavorate in modo industriale.

La resina è di due tipi, poliestere ed epossidica; entrambe a fine lavorazione danno un materiale plastico, anche se con componenti di base e caratteristiche differenti. E' certo che sono un materiale decisamente chimico: vanno lavorate con attenzione e con adeguate protezioni.

mmmmhhh, credo di averti detto tutto quello che ho in mente sulla resina...
per quanto riguarda gli altri materiali plastici, lucite, plexy, plastica, acrilico, eccetera io tendo a generalizzare e cito normalmente "plastica" o riporto la descrizione di chi mi ha rivenduto le componenti (sperando nella correttezza delle informazioni).

In ogni caso... sempre e comunque:
I love plastic!!!
Plastic is fantastic!

Alessia ha detto...

Ila sei sempre il mio mito!!! Io dico YOUR plastic is fantastic!!!! Penso che sarebbe bello fare un post con queste informazioni sulla resina, Luca ha risposto praticamente in contemporanea! Tra l'alro come sai io sto per l'ECO, e avevo trovato delle informazioni interessanti sull'uso di resine ricavate da materie prime vegetali e non dal petrolio... non so se siano facili da trovare ma magari mettiamo anche quelle informazioni... Grazie milleee!!!

Artigianando ha detto...

@Ilaria: abbiamo risposto in contemporanea :-)
In realtà le categorie sono più di 2 (almeno 5), ma con il temrine "resina artificiale" ci si riferisce ad una gategoria talmente vasta di polimeri che non credo esista nemmeno un elenco completo.. la chimica è troppo vasta!
Cmq, anch'io mi sto incominciando ad "innamorarmi" della plastica :-D
Luca

Artigianando ha detto...

oddio.. "sto cominciando ad innamorarmi" :-P

chezbobo bijoux ha detto...

Mi permetto di fare una risposta cumulativa, destinata sia ad Alessia che a Luca.
Da quello che emerge dal vostro articolo, si desume che:

1. Molti venditori di componentistica sono pressapochisti oppure furbetti
2. I creatori sono bestie addormentate che si bevono tutto quanto viene loro propinato
3. I consumatori sono forse peggio dei creatori; oltre che addormentati sono anche disattenti e distratti.
Non è una bella visione; per nessuna delle categorie citate.
E continuo a dire che non mi sento illuminata da queste informazioni che considero sommarie e che soprattutto non mi permettono di affermare in tutta sicurezza di che tipo di materiale plastico ho davanti.
Il post di Alessia si è aperto con un avvertimento ad una possibile polemica.
Certo, la polemica c'è.
Perchè un conto è agire in buonafede, un conto è spacciare un materiale per quello che non è.
Quindi se vendo un cristallo di Boemia per un rubino, allora sono una truffatrice.
Ma se non voglio imparare l'abc delle plastiche (non ne ho i mezzi, non sono un chimico) non potete darmi della creativa poco seria.

Ila ha detto...

Io vi adoro!
Dobbiamo pic-niccare ancora...

Ila

Sofia ha detto...

Beh, credo che questo volesse essere solo un articolo informativo, sui vari tipi di materie plastiche che spesso vengono proposte con nomi a noi sconosciuti ma che alla fine plastica rimane... Io l'ho trovato interessante! Grazie!!
Solo sulle resine anch'io sono rimasta perplessa perchè la resina bicomponente che io uso, sia questa epossidica o poliuteranica, rimane perfettamente trasparente e leggera e puo' essere colorata sia miscelando pigmenti che colorandone la superficie. Ma come ha poi detto Luca di resine evidentemente ce ne sono di vari tipi.

Helena ha detto...

Ciao, mi è appena venuta un mente un'idea sui prossimi argomenti di questa rubrica, anche se magari l'argomento "plastica" è veramente vasto e difficile e ci vorrebbe un altro approfondimento forse per tutte, ma soprattutto per me! Nel mio ultimo post ho commentato dei cristalli che ho comprato in una fiera, erano un filo semplice di cristalli venduti direi a poco; ecco, il problema è questo, sono veramente cristalli? Ormai è un po' che ne vedo in giro e anche tanti gioielli sia delle creatrici handmade sia della grande distribuzione hanno questi "cipollotti" che sembrano o sono di cristallo, non so però se definirlo tale visto che il cristallo vero dovrebbe costare molto di più..se riuscite ad avere informazioni su questo argomento sarebbe l'ideale, non mi sono mai posta la curiosità visto che sono stata attratta come una gazza ladra dalla lucentezza, ma attraverso questa rubrica un po' di curiosità mi è venuta! ciao ciao e grazie!

Tea ha detto...

...che dire? Siete un vulcano di idee e di informazioni!!
Ciao
Tea

Alessia ha detto...

Chezbobo, ripeto ancora che sei liberissima di pensare e credere ciò che vuoi. Noi continuiamo a pensare che dare informazioni può solo giovare a tutti.

Ila ciao!! Piacerebbe tanto anche a noi vederci ancora tutti insieme!

Sofia grazie, tante persone mi hanno posto delle domande e anche io me le ponevo... l'argomento ovviamente è vastissimo e questa non è l'enciclopedia Britannica!! A me interessa gettare un seme, per far nascere la curiosità... e anche chiaramente cercare di togliermi qualche dubbio! se poi lo tolgo anche a voi che leggete meglio! Grazie per lo spunto in effetti questo delle resine sembra un argomento interessante!

Helena questo sarà di sicuro argomento per un prossimo post!! Luca è ferratissimo in materia! I cristalli stanno in pole position!! Grazie mille per il suggerimento!

Tea grazie!!!!

Sofia ha detto...

certo, il fatto che comunque tu abbia parlato su questo argomento mi ha fatto riflettere sul fatto che non mi ero mai soffermata a pensarci. :)

Vero-bijoux ha detto...

l'argomento è molto interessante, io non sapevo della lucite, sicuramente mi farà riflettere al prossimo acquisto di perle
Molto interessante sarebbe approfondire altri aspetti di questo mondo di possibilità che viene racchiuso sotto la definizione di plastica

D-chan ha detto...

Quindi... la Lucite (R) non è altro che Plexiglass (R) ma di un'altra marca!
Quindi potrei anche dire che le lastre di Plexiglass (R) trasparente sono fatte di Lucite (R) ma di un'altra marca!

E per non incorrere in errori, posso chiamare tutto "plastica" come ho sempre fatto, pensando "la resina è plastica, il metacrilato è un tipo di plastica..."
Però ho notato che anche le plastiche possono essere di maggiore o minore qualità, sia come materiale in sè che come lavorazione.

Da quello che ho capito dando uno sguardo a Wikipedia, le resine sono un tipo di plastica, ed in genere sono trasparenti (anche se non è detto, e ci sono anche non-resine altrettanto trasparenti). Quindi: tutta la resina è plastica, non tutta la plastica è resina. Alcune resine sono trasparenti ed altre no, alcune altre plastiche (tra quelle che non sono resine) sono trasparenti ed altre no.

Quindi se mi dicono "perla in resina" io mi fido e dico in giro che è resina, se mi dicono "perla in lucite" non mi fido e dico "plastica", se mi dicono "Perla vintage in Lucite (R)" allora mi fido ;)

Tiziana ha detto...

Ogni volta che ritorno a sbirciare sul tuo sito provo un'invidia positiva!!! Come sei brva, precisa e utile. Io sono lenta come una tartaruga e pigra come un bradipo sul web, ma le mani mi "prudono" ogni volta che vedo i tuoi mille spunti, brava!

Giulia Boccafogli ha detto...

Premesso che di materiali plastici non me ne intendo e per altro non li amo neppure molto, a meno che non si tratti di bottoni particolari (in tal caso gli occhi mi brillano), non capisco per quale motivo si debba fare della polemica su un post di questo tipo che trovo molto utile.
A mio avviso il valore di un oggetto che si crea non è solo determinato dal materiale, anche se forse gli italiani , per "deformazione" mentale tendono a farlo spessissimo. Il valore di oggetto creato è determinato da tanti fattori, la lavorazione in primis, l'idea e l'unicità del pezzo in secondo luogo. Naturalmente l'uso di certi materiali incrementa il valore del pezzo: usare pietre dure anzichè vetro è sicuramente emblematico, ma anche qui si potrebbe disquisire per ore sulla purezza delle pietre e sul loro taglio, fattori che fanno sì che un filo di ametiste costi 5 euro e un altro filo 50 euro. E così via.
In sostanza credo che leggendo questo post si debba assimilare e trovare uno spunto per approfondire.
Io ammetto la mia infinita ignoranza in materia e ringrazio Alessia, Luca e tutte le altre ragazze che hanno espresso il loro parere anche in base alla loro esperienza, perchè ho potuto raccogliere informazioni in modo veloce e mirato. Grazie di cuore! Un bacione a tutti! Giulia

Lucertolarosa ha detto...

Molto utile questa rubrica, mi ha chiarito un po' di dubbi!

Josy Effe ha detto...

Interessantissimo!!!seguo Luca su Artigianando ma questo link mi è venuto fuori da Google per una ricerca sulla bigiotteria di plastica vintage(una delle mie ultime passioni insieme al potmetal);ho letto molto su bakelite,plastica e celluloide e posseggo tante piccole delizie in questi materiali,sarebbe interessante approfondire l'argomento anche sulla bakelite e la celluloide pur capendo che forse tali materiali non usano più nella minuteria attuale...
Ancora complimenti per l'articolo e la discussione!!!;-)

Alessia ha detto...

Grazie di cuore Josy!

Aetherea ha detto...

Prima di tutto ringrazio anch'io per il post davvero molto utile.
SOno anch'io dell'avviso che si possano far rientrare nella categoria detta "plastica" sia la Lucite che gli altri materiali sintetici; è anche vero però che, oltre alle differenze nell'aspetto, che questi materiali possono avere ne presentano altre che trovo sostanziali. Faccio un esempio: perle in plastica comune messe in forno a 120 ° C. tendono a sciogliersi, o quanto meno a deformarsi; la cosiddetta Lucite sembra (non ne ho fatto ancora personale esperienza ma mi è stato riferito da chi l'ha fatta) non subìre le stesse sorti, rimanendo esattamente nello stato originario, precedente alla cottura. Per questo motivo può essere davvero importante discriminare tra i differenti tipi di plastica, specie per le creative che hanno particolari esigenze come, appunto, l'utilizzo di perle da inglobare nella pasta polimerica da cuocere.

Adreani Pamela ha detto...

Spero di essere utile nel chiarire meglio che Lucite Perspex e Plexiglas sonoi marchi commerciali della stessa materia il cui nome chimico è metacrilato.
La prima caratteristica del Lucite è che è termoplastico, infatti se una bangle di resina cade per terra si rompe in molti pezzi essendo vetrosa mentre una bangle in metacrilato si può rompere solo in un punto e trovarlo è come vincere all'enalotto. Un oggetto in resina incolore non offre mai una trasparenza come il metacrilato: per questo motivo dopo la scoperta negli anni 30 se ne è fatto uso nell'industria bellica come sostitutivo del vetro per i vetri degli aerei e mezzi di trasporto.

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