lunedì 13 agosto 2012

Ottone, acido, corallo

Questa collana per me è un esperimento, fatto un po' di tempo fa, che penso di dover ripetere e approfondire, perchè permette di creare delle cose davvero molto belle. A patto di saper disegnare, per lo meno cose semplici.


Penso più al rame che all'ottone, anche se devo dire che l'ottone così trattato fa un bell'effetto: la patina che fa risaltare l'incisione è ottenuta soltanto al calore, e il chiaroscuro è molto ben evidente nonostante il mio disegno non proprio perfetto. La chiave di questa tecnica è proprio la precisione nel disegno, oltre che l'attenzione ai tempi del bagno acido in cui immergere il metallo.


L'effetto sulla lastra è veramente interessante, il gioco poi consiste solo nel valorizzarla al massimo. Un pezzo centrale così forte, secondo me, ha bisogno di pochissimo intorno.


Io ho aggiunto solo un po' di filo e qualche perlina di corallo. E una sottile catenina con la chiusura fatta a mano sul davanti.

venerdì 10 agosto 2012

Yokoo: l'importanza del silenzio

Etsy è una grande macchina, è un campo immenso di tesori e anche di brutture. Per emergere (e non vale solo lì, ovviamente) devi avere una grande personalità, essere davvero qualcosa di nuovo e diverso. Saper fare e credere.
Se mai avete visto una foto di Yokoo non può esservi sfuggita. Non è straordinaria solo per le cose che crea, ma per come le presenta, per come gestisce tutto il processo che porta un oggetto a esistere, essere promosso e commercializzato. E per come lei stessa si è messa al centro di questo processo diventando parte integrante del proprio brand.
Questo è il ritratto handmade che Etsy le ha dedicato.


"Silence is very important. Most of my ideas come out of complete silence. 
We all need to allow the silence. There's so much noise..."


mercoledì 8 agosto 2012

Patine e attrezzi

Un post che sta tutto in questa foto. Qualche ora presa a forza, un lavoro che aspettava da tempo di essere fatto, che diventa per fortuna un gioco. Il gioco che mi salva.
Pensate a nuovi attrezzi, fatti con le mie mani. E a qualche ora di una mattina di sole, bardata come un astronauta, in balcone a spennellare piccoli ritagli di rame con tutto ciò che mi capita sottomano.

patina su rame

Il risultato è qui: nuove texture e nuovi colori, chissà se riuscirò a riprodurli, ma penso di aver capito un paio di cose. Il gioco con patine e nuovi attrezzi è appena iniziato.


lunedì 6 agosto 2012

Esplorando(mi)

Qualche post fa parlavo delle "linee", e della mia (in questo momento) faticosa ricerca di equilibrio, di rigore, e di riconoscibilità.
L'altra sera ho avuto occasione di mettere in fila le ultime cose che ho realizzato, insieme alle altre. Istintivamente, forse perché è ormai tanto tempo che ci ragiono, e forse anche aiutata da una presenza accanto a me che riesce a rendere chiaro quello che per me non sempre lo è, ho escluso alcune cose. Perché forse non parlano di me come dovrebbero, perché sono state dei vicoli ciechi, perché non mi hanno portata da nessuna parte. Ho messo su un tavolo solo alcune cose, e le ho guardate. Ho tolto anziché aggiungere. E' il mio esercizio preferito, lo sapete ormai. Magari lo avevo un po' dimenticato.
Forse per un po' di tempo ho divagato. Ho cercato di esplorare altri luoghi, vedere se potevo trarne qualcosa di buono. Altri materiali, altre forme, tentativi. Non so se nel farlo ho disperso energie, penso che in fondo tutto serva, se non altro per capire meglio noi stessi. E poi ho cominciato a chiedermi se quello che stavo facendo ero io, cosa parlasse davvero di me e del mio gusto, della mia visione, della mia personalità, e cosa invece rappresentasse solo un tentativo di compiacere i gusti altrui, l'influenza di altre personalità, o la semplice voglia di andare alla cieca per non dovermi impegnare troppo e non dover mettere sempre tutto in quello che faccio.


Così da quel tavolo sono sparite alcune cose. Semplicemente lasciate nelle loro buste di plastica. Una dietro l'altra invece si sono messe in fila le idee e i materiali, le tecniche e le forme che trovo coerenti (tra loro e con me). Alla fine ho guardato tutto, e mi sono detta che quello che vedevo aveva senso. Parlava di me e di come sono cambiata, e di come sto ancora cambiando. Della fatica che ho fatto e che faccio ultimamente a tirare fuori qualcosa di buono. Delle persone che mi hanno insegnato cose di me che non sapevo. Del loro talento, col quale mi confronto ogni giorno.


Ecco, mi sono detta che bisogna avere un po' di coraggio. Per cambiare quello che non ci piace, per scegliere quello che ci fa stare bene, quello che ci rappresenta, per ammettere di aver sbagliato, per fare un passo avanti verso quello che ci aspetta, verso quello che possiamo essere. E imparare a lasciare andare il resto.



venerdì 3 agosto 2012

Ode all'estate

Da parte mia avrei davvero poco per cui fare odi. Non solo quest'anno ma da diversi anni a questa parte.
Ma forse proprio per questo, proprio perchè anche in periodi difficili ho imparato tante cose di me stessa, oggi volevo postare questo video.
Nel corso di tante estati e tanti inverni ho imparato di me che sono una persona semplice. Che non mi interessano le cose per cui molte, troppe persone vivono, quelle a cui nella mia famiglia si dava importanza, quelle che la società al di sopra delle proprie possibilità in cui ho vissuto ha sempre considerato irrinunciabili.
Io sono esattamente quella persona che vorrebbe alzarsi al mattino, uscire fuori e guardare gli alberi e respirare la luce dell'alba. Che prende la sua bici e vaga per i campi. Che si sdraia sull'erba e sorride. Che si lancia in acqua con gli occhi chiusi e le braccia aperte, e si fa cullare dalla corrente. Che ama il tramonto e la sua luce. E che vorrebbe farsi portare nella notte dalla luce di una fiamma e dall'aria calda dentro ad un pallone.


"Summer, after all, is a time when wonderful things can happen to quiet people"
Kinkfolk Magazine, An Ode to Summer

lunedì 30 luglio 2012

Cercando le linee

Ci sono parole che detesto nel mondo in cui si muove il mio lavoro. Parole come "linea", intesa come serie di oggetti con un filo conduttore, parole come "collezione". Non è che io le detesti di per se', è che le vedo utilizzate tanto a sproposito che ho delle serie perplessità. E' che c'è un po' la smania in giro di sentirci tutti novelli Armani e imbarcarci nella creazione delle collezioni della stagione prossima ventura. Io no. Non l'ho mai fatto, ma ultimamente mi interrogo sulla necessità di trovare delle linee guida, perchè mi sono sempre più convinta che sia necessario avere una riconoscibilità nel presentarsi al mondo, o meglio che una riconoscibilità aiuti in certi contesti, e focalizzarsi aiuti anche nel lavoro di tutti i giorni . La parola chiave è proprio questa. Focalizzare. Non so dirvi quanto sia difficile per me, soprattutto adesso che non riesco a focalizzare nemmeno cosa mi succederà tra un minuto. 
Non collezioni, ma idee di base su cui lavorare e da sviluppare.
Mentre cerco a fatica di capire come e cosa, vi mostro solo un paio di orecchini, forse una delle idee di base di cui vi parlavo, forse no.


Lamina, martello, attrezzi vari. Chi non capisce niente di quello che faccio dice che tanto è tutto lì.
Fosse così semplice...