lunedì 6 aprile 2009

Eco-craft 1: la lana infeltrita

La meravigliosa atmosfera creata da lilfishstudios

Per iniziare il nostro viaggio alla scoperta di materiali verdi da usare nei nostri progetti creativi direi che un ottimo punto di partenza può essere la lana infeltrita, cioè lana già lavorata (in indumenti come i maglioni), che ci possiamo procurare in casa oppure nei mercatini o bancarelle dell'usato, e poi fatta infeltrire ad hoc in lavatrice.

Quella che noi chiamiamo lana infeltrita in inglese viene chiamata felted wool o, più propriamente fulled wool, e possiamo definirla un'evoluzione del tessuto a maglia. Il procedimento che porta la maglia ad infeltrirsi è noto più o meno a tutte: chi non ha un maglione mignon nell'armadio risultato di un lavaggio sbagliato? Le fibre della lana (che può essere anche mista con cachemire, mohair, alpaca) a causa della temperatura dell'acqua e soprattutto dello sfregamento dovuto alla centrifuga, si saldano tra loro andando a costituire un tessuto denso e compatto dove risulteranno quasi invisibili i segni dei punti.
Il tessuto che otterremo è morbido e, anche se ha perso gran parte della sua elasticità, è facilmente modellabile e molto resistente. Lo si può usare in mille modi, esattamente come un qualunque tessuto, si può tagliare senza problemi perchè i bordi rimarranno netti senza disfarsi, si può cucire sia a mano che a macchina, si può ricamare, abbellire, decorare anche con la lana cardata e la tecnica dell'infeltrimento ad ago.

Tappeto tessuto con strisce di maglioni infeltriti di fiveforty

{COME}
Dopo esserci procurate i maglioni (o gonne, coperte ecc.) facendo attenzione che si tratti di 100% lana, possiamo procedere al lavaggio. In molti siti che ho consultato consigliano di lavare i maglioni in acqua molto calda e con un lavaggio lungo. Io per motivi in primo luogo pratici (di solito non devo lavare insieme dieci maglioni da infeltrire ma uno o due!) lavo i maglioni insiema all'altra biancheria con il ciclo che uso normalmente (massimo 50°, centrifuga 800 giri, durata circa un'ora e 15 minuti). Insomma non lavo specificamente i maglioni, mi limito ad inserli fra il resto del bucato, se i colori sono compatibili (fate sempre la prova prima che il vostro maglione non rilasci colore). Così di solito mi occorrono due o tre lavaggi per ottenere il risultato finale. Perchè il maglione si infeltrisca in modo uniforme ricordatevi di tagliare via le maniche e appiattirle prima di infilarle in lavatrice, altrimenti resterà al centro una piega che non andrà più via.
Una volta infeltrito potrete tagliare il maglione per ottenere il tessuto da utilizzare in seguito. Nel tagliare i vari pezzi vi rimarranno le cuciture, che saranno anch'esse infeltrite: non buttatele! Potrete utilizzarle in tanti modi per decorare, fare fiori, lacci, applicazioni o frange.
Nell'infeltrire il nostro tessuto a maglia possiamo creare degli interessanti effetti a rilievo con una tecnica chiamata shibori felting. In sostanza si creano delle pieghe o delle bolle nella maglia con delle perline o biglie, legate strettamente. Poi si infeltrisce e si slegano le allacciature liberando i materiali che avevamo utilizzato: il rilievo ottenuto nel tessuto sarà permanente. Un esempio di come fare lo trovate su Craftstylish.

Shibori felting, di Betz White da Knitty

{PERCHE'}
La lana infeltrita è un materiale ottimo per tantissimi usi: potrete realizzare borse, pupazzi, cestini, spille, gioielli, pantofole e scarpine, cappellini e muffole, sciarpe, altri indumenti come giacche e maglioncini, tappeti, coperte, cuscini. Inoltre potrete ricavarne toppe molto resistenti, o usarlo per lucidare.

Le altre puntate della serie Eco-Craft:
~ tessuto riciclato
~ lana riciclata
~ cucito ecologico

venerdì 3 aprile 2009

Faccio la maglia: il gilet/coprispalle

Eccovi svelato l'arcano... La scorsa settimana vi avevo mostrato la lana che stavo lavorando, ieri ho finito di cucire e rifinire perciò eccovi, fresco fresco, il mio primo lavoro "complesso"!
E' un gilet/coprispalle, magari qualcuna di voi l'avrà visto sulla copertina di Le idee di Susanna di febbraio in un meraviglioso color arancio. Mi aveva colpito moltissimo la fascia con il treccione, pensavo in verità che fosse più semplice da realizzare! La lana che ho usato (la storia qui) è riciclata al 100%, e che bello pensare che questo lavoro mi è costato solo 2€...
Vi avevo promesso anche qualche considerazione sui modelli che ci offrono le nostre italiche riviste... Premetto che non lavoro a maglia da molto e che ho imparato moltissimo attraverso nonna internet e quindi, come ben capirete, principalmente da risorse in inglese. A parte le prime difficoltà di traduzione, i modelli che si trovano in rete in inglese sono per la maggior parte molto ben spiegati. Per non parlare ovviamente di Ravelry, dove puoi vedere mille versioni di un modello, chiedere direttamente a chi l'ha disegnato, trovare informazioni di ogni sorta.
E veniamo a noi italiche magliste... Questo è stato il primo modello che ho seguito preso da una rivista, ed è di Giuliano Marelli (GrignascoKnits). In primo luogo il modello conteneva un errore che mi ha fatta dannare e rifare tutto diverse volte, prima di capire in cosa consisteva e, con la mia limitatissima esperienza, di correggerlo. In secondo luogo da nessuna parte citava le maglie di vivagno (sarebbero le bordure che servono per cucire fra loro i pezzi) e dopo aver cominciato il dietro mi sono resa conto che seguendo lo schema non c'erano... Ecco, sicuramente molto è dovuto alla mia inesperienza, ma non si dovrebbero scrivere i modelli come se li dovesse seguire una principiante? Forse mi ero abituata male con i modelli in inglese!

mercoledì 1 aprile 2009

Origami boxes ed Eco-craft

Grazie a Valeria, che ormai considero un'amica, ho imparato a fare delle scatoline meravigliose, economiche, ecologiche, personalizzabili e molto carine. Il tutorial che ha postato sul suo blog, Maglia&Chincaglie, è chiarissimo e in poche pieghe sarete pronte anche voi a inscatolare tutto ciò che volete!
Nel realizzare queste scatoline, che sono già perfette così, mi è venuto in mente un modo per chiuderle e decorarle insieme e rendere il vostro pacchettino ancora più professionale. Dopo aver seguito il tutorial di Valeria vi ritroverete una mezza scatolina come questa:

Adesso tutto ciò che vi serve è un pezzo di nastro del colore che preferite, un cutter e un po' di colla. Aprite nuovamente la scatola e dove avevate tracciato il centro della scatola praticate una piccola incisione di lunghezza pari alla larghezza del nastro che intendete usare.
Piegate il nastro a metà e aiutandovi con una graffetta, o la stessa punta del cutter inserite il centro del nastro nell'incisione, dall'esterno verso l'interno della scatola. Ripiegate la scatola.

A sinistra l'interno della scatola una volta richiusa: si vede il piccolo lembo di nastro che avrete inserito;
a destra la parte esterna del fondo della scatola.


Fissate sia il pezzetto di nastro che i lembi interni al fondo della scatola con una goccia di colla, nascondendo così il nastro, che non sarà più visibile all'interno della scatola, e fate asciugare. Nel frattempo preparate il coperchio della vostra scatolina. E questo è l'effetto finale, visto da dietro:

E visto di fronte:


In realtà questo mini-tutorial non è niente di speciale, ovviamente con molta meno fatica si può semplicemente annodare il nastro attorno alla scatola e via, ma questa piccola modifica dà un aspetto più curato all'insieme, e io sono fissata con i particolari! Queste piccole scatole si possono realizzare con cartoncino in fogli, carta riciclata, lucida, giornali e riviste... ma la differenza tra il riciclare e il ricreare sta proprio nei piccoli particolari. Si possono usare materiali riciclati senza che l'estetica ne risenta, e dando all'insieme un aspetto rifinito e professionale.

{Il 22 Aprile sarà la Giornata Mondiale della Terra (Earth Day), una giornata per ricordarci del pianeta che ci sostiene, ci nutre, ci accoglie. Una giornata per formulare o rinnovare il nostro impegno per un consumo responsabile e sostenibile, per impegnarci in cambiamenti piccoli ma indispensabili per il nostro futuro. Quest'anno voglio celebrare anch'io l'Earth Day, con una serie di post che avranno come argomento il craft e l'uso di materiali riciclati.
Molte persone storcono il naso quando si parla di materiali riciclati o usati, alcuni associano questo genere di lavori a quelli che fanno i bambini a scuola, come dire: approssimativi, rozzi, bruttini. Io spero di dimostrarvi come da materiali che abbiamo in giro per casa o che possiamo procurarci con una spesa minima e un po' di inventiva possano nascere dei veri capolavori, oggetti raffinati, usabili, belli, utili, con il pregio ulteriore di averci fatto risparmiare e di non aver utilizzato nuove risorse per produrli.
Moltissime persone in tutto il mondo stanno creando una nuova economia basata sull'uso di materiali riciclati, non si tratta solo di un passatempo, ma di scoprire e imparare ad utilizzare materiali che non sapevamo di possedere e magari gettavamo via con noncuranza. Vi aspetto per fare insieme a me questo viaggio nella creatività eco-sostenibile!
}

~ La prima puntata: la lana infeltrita
~ La seconda puntata: tessuto riciclato
~ La terza puntata: la lana riciclata
~ La quarta puntata: cucito ecologico

lunedì 30 marzo 2009

Ricette per bijoux


Foto dal sito Jewelry Recipes

Si chiama così il sito che vi propongo oggi, Jewelry Recipes, e sono sicura che vi farà venire l'acquolina in bocca proprio come se si trattasse di dolci... Le ricette sono molte e tutte veramente interessanti e raffinate, presentate con foto molto belle e spiegazioni accurate. Ogni progetto è completo di livello di difficoltà, tempo per realizzarlo, costo (in dollari); le spiegazioni sono corredate da disegni molto ben fatti e in generale il sito è di semplice e piacevolissima navigazione. Madoka Hayashi, l'ideatrice, è infatti una graphic designer e si vede!


Un esempio delle illustrazioni che corredano i progetti

Purtroppo il sito non viene aggiornato da Novembre scorso, ma è comunque pieno di materiale e di tecniche da imparare. Enjoy!

{via What happens in a creative mind}

domenica 29 marzo 2009

La vincitrice è...

Orbene, io non ho pargoli innocenti alle cui mani affidare i vostri nomi, perciò vi siete dovute accontentare delle mie sante manine! Piegati i foglietti, mischiati ben bene, dal mucchio è venuto fuori un nome:

AleCreativa!
Cara Omonima, mandami il tuo indirizzo e i tuoi regalini presto partiranno alla volta della tua dimora!

A tutte le persone che hanno partecipato senza riserve, senza se e senza ma (come si suol dire), vorrei dire ancora una volte grazie di cuore! Ad alcune ho già detto sui loro blog, ad altre andrò a fare visita presto, alle lettrici silenziose un abbraccio e ancora un grazie per aver finalmente fatto la vostra conoscenza! Grazie per le mail meravigliose che mi sono arrivate in questi giorni e per tutti i commenti che avete lasciato. E' stata per me un'occasione per conoscere persone nuove e per conoscere meglio le "vecchie", faccio tesoro di tutte le parole belle di cui mi avete letteralmente inondata, e anche di quelle che mi hanno lasciata perplessa. Ma sono davvero contenta della partecipazione affettuosa e calorosa di così tante amiche...

venerdì 27 marzo 2009

Faccio la maglia (tra l'altro...)



In questi giorni, tra le altre cose che mi frullano per la testa all'impazzata, faccio la maglia. Dopo piccoli progettini semplici semplici mi sono imbarcata in qualcosa di più complicato, di cui per adesso non vi svelo molto, se non un'immagine che mostra la lana (che io trovo bellissima!) che sto usando. E' lana riciclata al 100%, nella sua prima vita è stata una maxi-gonna della Benetton, poi ha vissuto per un po' su una bancarella di vestiti usati e lì una mattina ventosa ma piena di sole mi ha incontrata... Pronta a darle una nuova vita me la sono portata a casa e adesso si sta trasformando... in cosa? ve lo dirò e mostrerò (spero) la prossima settimana, con alcune considerazioni sui modelli che ci offrono le nostre italiche riviste!