lunedì 31 marzo 2014

Argento e similoro: un anello a fascia

Da un po' di tempo lavorare sugli anelli è diventata una delle cose che preferisco. Proprio come realizzare le spille, creare un anello è rilassante e meno impegnativo che creare un paio di orecchini, e spesso mi ritrovo a sperimentare cose nuove, materiali nuovi, con un anello.
Come vi avevo raccontato qualche post fa, ho iniziato ad utilizzare l'ottone similoro, sono riuscita a trovare una lastrina di spessore consistente che mi ha permesso di provare a realizzare un anello.

Anello in ottone similoro e argento 925

Su una fascia dai bordi irregolari, leggermente martellata perché risaltasse la patina, ho aggiunto un pezzo di argento .925 fuso. Dopo averlo saldato e ripulito ho cominciato ad osservarlo e la casualità della fusione anche qui ha creato qualcosa di unico.

Anello a fascia regolabile in ottone similoro e argento .925

Il colore caldo del metallo di base fa un bellissimo effetto insieme all'argento. La fascia in questo caso è regolabile su diverse misure. Sto già pensando ad anelli dalle linee più pulite che abbinino ancora similoro e argento, sembrano nati per stare insieme!

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Anello in ottone similoro e argento .925



giovedì 27 marzo 2014

Attrezzi: pinze per forare (con mini tutorial)

Ogni tanto vi parlo degli attrezzi che ritengo utili per la lavorazione del metallo, e come sapete io preferisco sempre dare delle alternative economiche e fai da te dove è possibile, per creare da soli o modificare gli attrezzi da utilizzare. Ma ci sono delle piccole cose utilissime, che velocizzano operazioni noiose e ci permettono di lavorare meglio. Le classiche cose che dopo averle provate dici: "Ma come ho fatto a vivere senza??"
Forare la lamina metallica è una di queste operazioni: per farla bene occorre avere un multiutensile elettrico come il Dremel, oppure un trapano montato a colonna, oppure ancora possiamo farlo con un chiodino o un punteruolo, laddove non ci interessi la precisione del diametro del foro. In entrambi i casi creeremo delle sbavature sulla lamina (minori con il trapano, maggiori con punteruolo/chiodino) che andranno ripulite.

Pinza per forare la lamina di metallo (punch plier)

Con l'ultimo ordine fatto dal mio fornitore preferito di attrezzature (Palmer Metals) ho ordinato due paia di pinze che pensavo da tempo di acquistare: si chiamano punch pliers - pinze per forare, e servono per praticare dei fori precisi nella lamina metallica, in modo molto facile e veloce. Forano la lamina fino a 1 mm. di spessore (18 gauge) di metalli morbidi come rame, ottone, alluminio, argento secondo il produttore, io le ho provate sulla lamina di rame fino a 0,8 mm di spessore e funzionano egregiamente.

Fori su lamina di rame eseguiti con punch plier

Ma, come potrete vedere chiaramente dalla foto, hanno un solo piccolo difetto: quando si fora (soprattutto le lamine più pesanti) lasciano un piccolo segno all'esterno del foro. Per evitare questo inconveniente vi faccio vedere come fare: 

Come evitare i segni lasciati dalla punch plier tutorial
Ritagliate un pezzetto di cartoncino e praticate un foro con la pinza, non sfilate il cartoncino ma lasciatelo in posizione. Posizionate la pinza sulla lamina metallica lì dove dovete forare e praticate il foro. A questo punto sfilate la pinza e vedrete che il segno sarà rimasto solo sul cartoncino e non sul metallo. 
Queste pinze sono davvero utilissime soprattutto per fare i rivetti e nella misura più piccola anche per i fori da praticare sugli orecchini. I diametri disponibili sono 1,25 mm./1,50 mm./1,80 mm. Esistono anche di forma ovale e quadrata che, come avrete intuito, saranno i miei prossimi acquisti! :) 




martedì 25 marzo 2014

Un bracciale: rame forgiato e labradorite

Da un'idea ne nasce un'altra, succede, un po' per caso, un po' perché ti ci arrovelli su cercando una soluzione che ti soddisfi, oppure cercando di realizzare un  oggetto che manca nella tua "produzione" da un po' di tempo. Ormai diversi mesi fa avevo realizzato dei piccoli bracciali forgiati che non vi ho ancora mostrato, fatti più che altro come esercizio e soprattutto perché non realizzavo bracciali da tantissimo tempo. La resa mi era piaciuta molto. Però erano quel classico esempio di oggetto in cui senti che manca qualcosa, ma non sai cosa. E più pensi meno ti vengono idee su cosa possa completarlo e come.

Bracciale in rame forgiato a mano e labradorite

Poi, qualche giorno fa, nel tentativo di risolvere questa cosa ho accostato a quei braccialetti delle rondelle di labradorite, ed eccolo lì. Sì, ok, l'effetto era molto bello... ma come montarlo? Come inserire le pietre nel canale molto irregolare che ottengo dalla forgiatura? Non volevo snaturare quell'idea e quella lavorazione irregolare che mi piace molto, non volevo creare dei pezzi che ho già visto in giro (seppure l'idea di questo genere di bracciali sia ovviamente già vista), dove le pietre sono racchiuse all'interno del canale in metallo, proprio incastonate.

Bracciale forgiato in rame e labradorite

Dopo varie prove sono riuscita a capire come fermarle, pur lasciando al bracciale tutta la sua naturale irregolarità e il movimento che si ottiene grazie al lavoro del martello. E facendo le foto scopro che i bracciali più semplici di cui vi parlavo all'inizio, lavorati allo stesso modo e questo, vestito con le mie pietre preferite, insieme stanno davvero perfettamente!


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Bracciale forgiato a mano in rame e labradorite.



lunedì 17 marzo 2014

Orecchini in argento reticolato

Forse non vi ho mai detto che tutte le ultime cose che ho realizzato in argento sono ricavate da argento riciclato. In parte si tratta di argento .925, ma anche di argento .800. Quest'ultimo è davvero difficile da lavorare, molto rigido, e le pur frequenti ricotture non lo rendono mai malleabile quanto l'argento sterling. Però sono molto contenta di poter lavorare con un materiale prezioso ma recuperato, quindi ogni volta mi armo di santa pazienza e di martello (sarebbe bello avere il laminatoio!) e riduco lo spessore del mio argento fino a ricavarne delle lastrine utilizzabili.
Quasi per caso, circa un anno fa, ho "scoperto" una tecnica su cui mi sono documentata solo dopo averne ottenuto gli effetti: la reticolazione. La prima volta l'ho ottenuta sul filo di argento sterling, ma quando ho cominciato a lavorare la lastrina ho iniziato a capirne le potenzialità.

Orecchini in argento 800, argento 925 e pietra di luna

La bellezza della reticolazione sta nella superficie rugosa e irregolare che si ottiene, sempre diversa e totalmente imprevedibile. L'argento si porta quasi alla fusione, si cominciano a vedere le prime increspature, solchi e rilievi, a volte anche dei buchi. I bordi del pezzo possono accartocciarsi, comunque si arrotondano e si ammorbidiscono. E' sempre consigliabile tagliare una forma precisa dopo aver reticolato il metallo se si vogliono ottenere dei pezzi di forme e dimensioni predefinite.
Come vedete in questi orecchini nessun pezzo potrà mai essere uguale ad un altro, e per me questo ha un fascino ineguagliabile. Per accentuare ancora di più la diversità ho deciso di montare insieme alla piastrina in argento .800 delle pietre irregolari di adularia (pietra di luna), diverse l'una dall'altra, imperfette.

Orecchini a lobo in argento 800 e 925 e pietra di luna (adularia)

La texture ottenuta con la reticolazione è davvero particolare, parla di movimento, si può vedere l'argento diventare fluido e scorrere. Così lo apprezzo molto di più che non nella sua versione lucida e splendente.

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Orecchini in argento .800 reticolato, argento .925, pietra di luna.


lunedì 3 marzo 2014

Ottone in verde per una collana

Non che il verde sia mai stato fra i miei colori preferiti. Però apro le mie scatole di pietre e ci trovo tante tonalità di verde: il tenue colore dell'amazzonite, il verde vivo del peridoto, le trasparenze della prehnite... L'ho usato e continuo ad usarlo moltissimo, e mi sono chiesta se sia soltanto perché sta tanto bene coi metalli che uso, soprattutto con il rame. Forse senza saperlo ho iniziato ad amare questo colore, che ritrovo nei miei boschi, nelle mie camminate, che mi da' tranquillità. Me ne circondo inconsapevolmente.

Collana in diaspro e ottone similoro con patina verde, foldforming

Questo filo di diaspro pieno di venature e quasi grezzo, fa parte del bottino dell'ultima edizione di Creattiva (la fiera della creatività di Bergamo). Preso proprio perché le rondelle erano poco lucide, e il colore molto bello e non uniforme. Mentre la storia degli elementi in metallo che compongono questa collana è quella che già avete sentito raccontare tante volte...

Collana in ottone similoro, diaspro e patina verde

Volevo provare a lavorare a foldforming l'ottone similoro e così avevo realizzato questi pezzi, lasciati poi nella scatola dei nonsocosafarci per tantissimo tempo. Un giorno mi sono decisa a patinarli per vedere se la patina poteva venire bene, patina che si è formata direttamente sul colore lasciato dalle ricotture. E dato che sì, era venuta proprio bene!, ci ho passato su almeno una settimana per decidere come montarli.

Chiusura della collana in diaspro e ottone lavorato a foldforming

La particolarità di questa collana è che può essere indossata in due diversi modi, è un gioco che mi intriga sempre. La chiusura è una variante della T-clasp, realizzata utilizzando proprio gli anelli formati dai pezzi lavorati a foldforming (chiusi da rivetti) e da uno spiculum, sempre in ottone similoro. Anche qui, come nelle mezze coppette che ho intervallato alle pietre, il colore è solo quello della ricottura, un rosso scuro davvero molto bello.

Elementi in ottone similoro realizzati a mano






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