mercoledì 26 giugno 2013

Beads and Tricks e i Doni della Morte

Come dire no a una delle persone che amo di più al mondo?? E poi perché mai dire no se la richiesta in questione è un ciondolo col simbolo dei Doni della Morte?
Qualche settimana fa mia nipote mi chiede se posso farle questo ciondolo, che l'ha cercato ma non è riuscita a trovarlo. Io ripenso alle nostre maratone di Harry Potter, tutte e tre strette sul divano, mani che si stringono spasmodicamente nei momenti clou, o a quando cerchiamo di ricordarci cosa viene prima e cosa dopo e facciamo inevitabilmente confusione sui titoli...
Così tiro fuori l'argento e comincio a prendere misure, calcolare circonferenze, tagliare, saldare, cercando di fare del mio meglio perché questo lavoro sia proprio come lei lo desidera.


Prima il mantello, poi la pietra della resurrezione e infine la bacchetta di sambuco, che ha richiesto qualche cura in più per essere saldata sul retro del pendente e andare ad incastrarsi con le altre linee. Ho usato l'estremità della bacchetta per fare anche l'aggancio del pendente.


Era la prima volta che facevo un lavoro del genere, e sono molto felice dell'entusiasmo con cui è stato accolto. Piaciuto, indossato, sfoggiato!


lunedì 24 giugno 2013

Rame e patina: una verde medusa

Questi orecchini, una volta finiti, mi hanno fatto pensare a una medusa. Sono quelle strane, e a volte inspiegabili, associazioni di idee diverse per ogni persona. Una delle cose più piacevoli e interessanti che capitano in questo lavoro è leggere le emozioni di chi guarda un oggetto e ci vede sempre qualcosa di diverso da quello che abbiamo pensato. Dire tra sé e sé: "In effetti! perchè non ci ho pensato anche io?". Il nostro cervello lavora per associazioni; sensazioni ed emozioni, ricordi, stati d'animo influenzano il nostro modo di vedere anche un oggetto tanto semplice come un paio di orecchini.


Così, quando ho finito di montarli, questi orecchini a me hanno ricordato una medusa. Il tondo in rame è stato lavorato per dargli una texture particolare, poi patinato in verde. Piccolo motivo di orgoglio: la goccia in rame che forma il pendente, la prima saldatura rame su rame. E' stata un'impresa mistica ma alla fine ce l'ho fatta! A completare il tutto una bella goccia sfaccettata di crisoprasio, una pietra che in questo periodo sto usando molto perchè mi piace moltissimo il colore e come si accosta bene sia al rame che all'ottone.


mercoledì 19 giugno 2013

Minuteria fai da te: anellini

I famosi anellini di congiunzione o, in inglese, jump rings. Posso dire modestamente :) di non averne mai comprati di già pronti, li ho sempre fatti da sola all'occorrenza, ma solo da qualche tempo, aumentando la quantità degli anellini da fare, ho cominciato a farli veramente come si deve.
Ho sempre utilizzato il filo metallico e un mandrino: può essere un ferro da maglia, un tondino di legno o di metallo, una apposita pinza, insomma qualunque cosa abbia una sezione rotonda del diametro che vi interessa. E per tagliare usavo il mio tronchese normalissimo, che però ha il difetto di lasciare una bella bava al taglio, quindi ogni volta era un bel duro lavoro di lima su ogni anellino per rifinire il taglio alla perfezione e far sì che le due estremità del filo combaciassero alla perfezione.
Ecco perchè adesso ogni qual volta mi servano degli anellini ricorro al temuto seghetto da orafo...

Anellini in argento fatti a mano

E ricorro anche a simpatici espedienti per tenere ferma la molla da tagliare: qui potete vedere una molla in argento ferma su una delle mie pinze a sua volta fermata nella morsa da banco. Ma so che non è il massimo e la mia pinza (come vedete sulla punta) ne porta i segni. Ho letto che converrebbe avvolgere la molla di filo metallico con nastro adesivo di carta e tenerla con le pinze, oppure direttamente appoggiata allo stocco. Devo provare. Ma posso dirvi che non c'è niente di meglio di un anellino tagliato perfettamente dalla lama del seghetto: non devi praticamente usare più la lima (giusto se si è perfezionisti folli come me!), è pronto e si chiude perfettamente... Vale la pena di faticare un po' per un risultato così.

Anellini di congiunzione fai da te

I miei anellini d'argento, pronti per unire gli elementi di una collana che vedrete presto.

lunedì 17 giugno 2013

Blu, sabbia e frammenti

{Beads and Tricks & FossalonArt}

Ancora il blu e ancora la sabbia. Mentre sceglievo le foto per questo post mi sono accorta che le ultime cose che io e Alberto abbiamo creato hanno (quasi) tutte un tocco di blu. E vedendole nell'insieme mi ha colpito che, pur nella diversità, tutti questi oggetti/gioielli hanno un filo conduttore, che è lì forse incosapevolmente...

Orecchini in corda, sabbia e rame con patina blu

Il blu del rame patinato e la sabbia si combinano in vari modi, in un gioco di sovrapposizioni che è sempre diverso: a volte è la sabbia a prevalere, come in questi orecchini. Qui il blu è una mezzaluna che emerge da un'eclissi. Il cerchio, la forma perfetta, si presta a infinite interpretazioni e noi giochiamo a trovarne sempre di nuove.

Orecchini in rame, corda, sabbia e frammenti di conchiglia.

Ma non è il blu il filo conduttore che vedo. Sono i frammenti di conchiglia a darmi la sensazione che in ogni oggetto si continui un discorso già iniziato: nei loro movimenti, nei colori accuratamente disposti, vedo un dialogo che si svolge di pezzo in pezzo. A volte è una riga che segna, a volte una morbida curva che accompagna, altre solo una scia di luce che sta dove deve. Per me che vedo ogni gioiello comporsi e stratificarsi, è sempre quasi magico vederli comparire esattamente dove devono.

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Per chi non avesse letto della collaborazione fra me e Alberto:
Beads and Tricks & FossalonArt

E per chi fosse interessato ad avere più informazioni:
alessias@email.it
fossalonart@gmail.com

mercoledì 12 giugno 2013

Creare, delusioni, perseveranza

A volte si ha la sensazione (raramente, ma accade) di aver creato qualcosa di diverso, qualcosa di davvero solo tuo, qualcosa che ti appaga fino in fondo. A me è capitato con questi orecchini, nella loro versione in rame con patina blu, che è stata la prima che ho fatto, qualla che avete visto e che vedete tutti i giorni quando venite a trovarmi, aprendo il blog e guardando l'header. Ho continuato a lavorarci, perfezionandone la forma, e un paio di questi gusci hanno preso una bellissima e uniforme patina scura durante le ripetute ricotture. Ho deciso di non patinarli ma di lasciarli così, con la loro semplice bellezza e la loro forma quasi pura.

Orecchini guscio, argento sterling e rame

Invece ho lucidato l'esterno, per fare risaltare i segni della forgiatura, quei piccoli solchi lasciati dal martello, mentre l'interno è liscio. Mi piaceva il contrasto fra la patina scura e i bordi chiari, e li ho montati con lo stesso gancio scenografico di quelli blu, ma questa volta in argento. Chissa perché però questi orecchini passano inosservati ai più. Mi capita spesso con le cose nelle quali credo di più, che forse risultano troppo semplici, o troppo "spoglie" e minimali. Ma sono le cose che forse amo di più, e continuo e continuerò a farle, nonostante a volte mi "deludano" in termini di riscontro. Penso che ci credo, che sono le cose che mi assomigliano di più. Non che le altre non mi piacciano (sono geneticamente incapace di fare cose che non mi piacciano davvero), però è ovvio che in alcune cose ti riconosci di più e in genere nel mio caso sono quelle che sì, piacciono, ma non troppo.

Orecchini in rame e argento sterling, forgiati a mano

Voi direte: e allora? Non so, stamattina ho pensato che avevo voglia di parlarvi di quando mi sento delusa, di quando l'accoglienza di in un pezzo non è quella che io penso meriti, di quando capita che una cosa alla fine piaccia solo a me. E di quando comunque mi dico "chi se ne frega", è quello che sento giusto, e non mi tiro indietro: credo in questa forma, in questi materiali, in questa realizzazione, e continuerò a fare e a proporre le cose in cui credo. Perché ieri ho indossato questi orecchini e (anche questo capita raramente) mi sentivo bene. Sentivo di indossare qualcosa non perché l'avessi fatta io, ma perché l'avrei scelta anche se l'avesse fatta qualcun altro. Forse è questo quello che dovrei cercare sempre, più consapevolmente, quando lavoro. Non è sempre facile ma è la cosa giusta.


lunedì 10 giugno 2013

Baccello: orecchini in rame e patina blu

Riuscire ad imporsi di lavorare anche quando non ci sentiamo, non pensiamo di essere in grado, non è facile. A me riesce sempre molto difficile, spesso impossibile. Tante volte i risultati ottenuti in quei momenti mi hanno fatta sentire anche peggio: quando manca la concentrazione e la voglia sembra che tutto mi riesca male.
La scorsa settimana di fronte all'ennesimo momento di questo genere ho cercato di impormi in qualche modo su me stessa, con la paura di fare qualcosa che poi non mi piacesse, ma con la voglia di provarci per cercare di stare meglio. E così il ticchettio del timer ha scandito tante volte i trenta minuti di concentrazione, piccole pause, poi ancora trenta minuti di lavoro... Orecchini, foldforming, patina, castoni, griffe, saldatura.

Orecchini rame e patina blu, castone e foldforming
                    Baccello. Orecchini in rame, patina blu e verde.

Ho deciso, disegnato, tagliato, limato e rifinito all'infinito, saldato, forato. E poi ancora tagliato, piegato...
Il tempo scandito ti ricorda quanto sia lungo un lavoro come questo, ogni passaggio coi suoi ritmi...

Orecchini rame e patina blu: retro del castone

La patina, coi suoi tempi lunghi, e poi qualche errore qui e lì. Intestardirmi come sempre a cercare di fare qualcosa che so già che non riuscirà, ma provarci comunque e poi invece arrendermi, rendendomi conto che alla fine questa era la forma che avevo in mente sin dall'inizio, essenziale e organica, come un seme, un baccello.

Orecchini in rame, patina blu. Foldforming

Ho capito che va bene essere ispirati, cogliere il momento giusto per creare. Ma che il lavoro può essere "ispirato" anche quando ci si impone di farlo, anche quando ci si sforza di trovare il ritmo, la motivazione. Che quello che abbiamo dentro in qualche modo trova la strada per venire fuori, anche così.



venerdì 7 giugno 2013

Che cos'è l'Argentium® Silver

Sempre per la serie che "al giorno d'oggi non s'inventa più nulla" come amano dire alcune persone, oggi vi parlo di un materiale che è nuovissimo, ha solo pochi anni di vita, ma ha rivoluzionato il mondo della gioielleria: l'Argentium® Silver.
Si tratta di una nuova lega d'argento, inventata da un professore della Middlesex University, School of Art & Design, Peter Johns. I suoi studi che risalgono agli anni '90 lo hanno condotto ad aggiungere del Germanio alle comuni leghe d'argento e a verificare che questo elemento conferiva all'argento delle caratteristiche straordinarie: lo rendeva resistente all'ossidazione, immune dalle temute macchie da firescale (un problema dovuto al rame contenuto nella lega d'argento), ne migliorava la duttilità, lo rendeva più luminoso.
Questo nuovo materiale, brevettato e ceduto nel 2008 dalla Middlesex University a privati (Argentium International Ltd.), garantisce la completa tracciabilità delle fonti dell'argento utilizzato, come totalmente proveniente da argento riciclato.
In questo video Peter Johns parla dello sviluppo dell'Argentium®, del ruolo chiave dell'università nel supportare la ricerca, delle sue speranze per il futuro di questo materiale, e del perchè un orafo scelga di lavorarlo.



lunedì 3 giugno 2013

Fuori dagli schemi: rame, sabbia e foldforming

{Beads and Tricks & FossalonArt}

In principio è stata la mia "ossessione" per i tubi lavorati a foldforming. Perché mi capita qualcosa che non avevo messo in conto: questa collaborazione mi porta istintivamente a voler provare le cose che vado imparando anche in questo contesto, per cui ogni volta che faccio qualcosa di nuovo che mi piace comincio subito a pensare a come poterlo coniugare con corda e sabbia.
Quindi ho preparato questi tubicini di rame, ognuno diverso dall'altro, e ho chiesto ad Alberto di realizzare all'incirca nelle stesse dimensioni un tubo in corda rivestito completamente di sabbia, seguendo l'idea che avevo in mente, farne un grande pendente.
Perché questa è l'altra cosa strana che mi capita lavorando a quattro mani: ho cominciato a pensare più in "grande", e intendo proprio per le dimensioni dei pezzi. Spinta da lui che, al contrario di me, pensa e disegna sempre oggetti di dimensioni decisamente più importanti, forse anche considerando il fatto che questi gioielli sono così particolari e unici, forse per il fatto stesso di unire materiali così diversi, dove ognuno deve avere il giusto risalto.

Collana rame, corda e sabbia. Foldforming

E' passato un bel po' di tempo prima che potessi unire insieme tutti i pezzi: forare, inserire due chiodi in rame passanti e finalmente poter vedere se quello che avevo pensato funzionava. Decisamente un pendente importante, e anche qui c'è il colore blu oltre al rame, alla sabbia e ai frammenti di conchiglia.

Collana in rame, corda, sabbia e frammenti di conchiglie. Foldforming

Sicuramente fuori dal mio solito modo di vedere. Lavorando insieme ad un'altra persona si riesce a vedere le cose da altri punti di vista, che non abbiamo considerato. Spesso per me vuol dire uscire da quella che gli anglosassoni chiamano comfort zone. Ed esplorare nuove possibilità di esprimermi.

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Per chi non avesse letto della collaborazione fra me e Alberto:
Beads and Tricks & FossalonArt

E per chi fosse interessato ad avere più informazioni:
alessias@email.it
fossalonart@gmail.com


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